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Figlio mio quanto mi costi

by Giada Lopresti

Spesso, quando cammino per strada da sola insieme a tutti e tre i miei bambini, mi sento osservata. Molto.
Quando guardo gli sguardi i e visi di chi in quel momento sta scrutando proprio noi, noto diverse sfumature nelle espressioni delle persone passando dalla felicità del vedere tre bambini, alla perplessità del chiedersi “chissà se sono tutti suoi” (domanda che poi, in alcuni casi, viene anche espressa esplicitamente in modo verbale).

Mi rendo conto infatti che, nella maggior parte dei casi, non importa se l’impronta genetica sia palesemente la stessa, se nonostante la differenza di età e di altezza tra loro abbastanza evidente – pur non differenziandosi di molto – notandosi lontano chilometri che sono sangue dello stesso sangue e figli degli stessi genitori, il timore che possano appartenere allo stesso nucleo familiare è sempre un fattore di “quasi turbamento” per gli estranei.

Ho smesso di chiedermi il perché da tempo. Essendo madre e avendo fatto di questo ruolo il mio lavoro nella vita personale e nell’aspetto lavorativo e parlando con decine di genitori e non ogni giorno, mi sono accorta che, avere tre figli, non è così normale come in realtà, almeno per me, può sembrare.

Avere tre figli può e deve coincidere con milioni di aspetti ogni giorno. Aspetti che devono accavallarsi spesso tra impegni di grandi e piccini, tra scadenze varie ed eventuali, tra la spesa da fare e l’influenza che incombe ma, soprattutto, tra le spese e la gestione di esse che, troppo di frequente, non sono così facili da riuscire a tenere sotto controllo.

Avere dei figli è un costo: e questo innegabile.

Iniziando dalle spese in attesa che nasca il primogenito tra passeggini, arredamento per la cameretta, pannolini, corredino completo di ogni prima necessita (che successivamente si trasformano in seconda, terza, quarta, ecc. all’insegna dello shopping compulsivo che mamme e similari conoscono bene) del quale ci si deve munire per riuscire ad iniziare a calarsi nel ruolo di genitore rendendo lo stesso, e non solo, il più possibile pronto all’arrivo di un bambino.
Un arrivo che, una volta vissuto ti fa anche comprendere quanto delle volte si esageri con gli acquisti e quante cose invece ritenute più superflue nel momento della scelta, poi così non indispensabili non erano (e viceversa).

Se poi la famiglia si allarga, e il secondogenito (o seguenti) nasce in un periodo diametralmente opposto a quello del fratello maggiore, le spese raddoppiano, dovendo riacquistare quasi tutto da zero. Dovendosi cimentare di nuovo in shopping di prima necessità, che tendenzialmente nel secondo round si trasforma davvero nello stretto indispensabile, facendo comunque scoprire di nuovo degli aspetti dell’avere un figlio sul quale con il tempo, magari, ci si era semplicemente passati sopra.

Capita anche di reinventarsi trasformando le proprie scelte in qualcosa di più mirato al risparmio (come ad esempio passare dai pannolini usa e getta a quelli lavabili), riciclando il più possibile dai figli maggiori, dagli amici, da parenti vari, valutando anche l’acquisto di abbigliamento usato consapevoli che, di usato, soprattutto se sono molto piccoli, non c’è mai davvero molto e, con qualche piccolo trucco, avere più di un figlio, fin che sono molto piccoli, potrebbe non essere un eccessivo spesa sul budget familiare.

Le cose cambiano notevolmente quando i figli iniziano a crescere. Perché questo passaggio lo affrontano tutti i bambini.

Le esigenze cambiano già in modo molto drastico con il primo anno di asilo, dove magari hanno iniziato a parlare da poco ma sono già in grado di elencarti tutti i milioni di giocattoli del compagnetto di classe. Sono in grado di farti una lista così lunga di personaggi dei cartoni animati che persino Babbo Natale scapperebbe per la disperazione, il tutto per poi passare a “voglio questo e voglio quello” dove tu, magari, cedi agli acquisti rinunciando ovviamente ad altre spese (tendenzialmente per te stesso).
Rinunce che si fanno sempre più diradate nella speranza di insegnare ai tuoi bambini l’importanza del denaro nonostante la tenera età, ma che poi ci si trova a rivivere con il secondo e poi con il terzo genito ( e così via).

Ecco che quindi iniziano le gite, le attività extra scolastiche, la mensa, i vestiti da acquistare ad ogni stagione e le scarpe da comprare ogni mese nemmeno se fossero figli di un big Foot. Tutti episodi che fanno si che il bilancio familiare sia da centellinare ogni mese, soprattutto in quei periodi dove le spese aumentano a causa delle tasse o della semplice assicurazione in scadenza della macchina .
E, personalmente, io non mi lamento perché ancora i miei figli sono tutto sommato piccolini e, non andando a scuola, si limitano ad influire relativamente su quello che, ogni mese, bisogna investire per loro, consapevole che le cose inizieranno a cambiare drasticamente con l’inizio della scuola dell’obbligo che, il maggiore dei miei bambini, inizierà a settembre.

In quel preciso istante tutto avrà un sapore diverso, la nostra vita sarà diversa andando ad incastrarsi ulteriormente come un puzzle da dover terminare per far quadrare ogni cosa. Iniziando dal materiale scolastico e finendo ad altre decine di necessità che sicuramente spesso si presenteranno, imprevisti compresi.
Ed ecco perché i conti andranno fatti ancor meglio di oggi.

L’inizio della scuola sarà l’inizio di un nuovo traguardo da scoprire e di nuove avventure da vivere.

Avventure dove anche il tempo sarà costretto ad essere pensato e studiato in ogni dettaglio e dove i pomeriggi a colorare interi fogli, con disegnati i supereroi, si trasformeranno in lunghi compiti per conoscere ed parlare.
Dove il tempo che oggi trascorro in loro compagnia nella leggerezza di non dover essere completamente dipendente da delle scalette orarie imposte per loro, mi obbligheranno a vivere con il ticchettio dell’orologio sempre a portata di orecchio per non perdere nulla di importante o superfluo, purché importante lo sia almeno per loro.

Il tempo sarà nostro nemico perché l’inizio della scuola ci priverà del tempo per giocare, ci priverà di alcune cose che ad oggi sono per noi molto importanti, facendoci comprendere ancora di più quanto effettivamente il tempo possa essere prezioso e unico.
Tempo che, probabilmente, nell’imparare a gestito al meglio, verrà gestito decisamente peggio nelle discussioni del chi deve cosa, discussioni che secondo statistiche fanno almeno il 50% delle coppie con un solo figlio. Dove una parte di questa percentuale decide persino di non allargare la famiglia proprio per non intaccare ulteriormente la coppia. E, sono quasi certa che, una parte di questa percentuale, sia quella che con sguardo curioso e a volte stupito, mi osserva in compagnia dei miei tre bambini.

Anche noi un tempo eravamo una di quelle coppie che discuteva su come gestire il tutto e i figli in primis.

Ma siamo stati anche in grado di comprendere che, allargando la famiglia, era impossibile non venirsi incontro l’uno con l’altro trovando il giusto equilibrio tra tutti. Un equilibrio che ci ha permesso di vivere sereni nonostante la nostra non sia, tutto sommato, allo stato attuale, una “famiglia normale”.

Questo anche grazie alla forza di volontà, alla voglia di farcela, al cercare di dare importanza al tempo gestendolo al meglio senza perderne nemmeno un minuto per strada anche grazie all’aiuto della tecnologia che per noi negli ultimi mesi è diventata un pilastro importante delle nostre giornate.

Per me, che gestisco quasi tutto da sola, non sarebbe possibile fare quasi nulla se non avessi la mia adorata lavatrice, i miei amati aspirapolvere, la più semplice lavastoviglie o la più indispensabile asciugatrice. Impazzirei persino se non avessi una stampante che mi permette di risparmiare non solo tempo ma anche denaro (considerando le decine di disegni sfornati ogni giorno grazie all’intramontabile Dragon Ball). Perché tutto mi fa risparmiare tempo guadagnandone molto altro per la famiglia e per i miei figli.
Tutti dati facilmente riscontrabili anche secondo i risultati ottenuti da un sondaggio condotto per Epson da Coleman Parkes Research Limited sul tema della gestione dei figli, degli elementi più critici individuati dai genitori nella quotidianità del loro ruolo e quindi di come la tecnologia può intervenire efficacemente per migliorarla e semplificarla.

Una tecnologia che ad esempio, per Epson, si trasforma in un ottimo alleato per i genitori considerando le stampanti EcoTank con flaconi di inchiostri ricaricabili il miglior modo di ridurre i costi di stampa, incidendo così positivamente sul bilancio famigliare e riducendo lo stress legato alla sostituzione delle cartucce e all’esaurimento dell’inchiostro.

Tutto tempo che in qualche modo ogni genitore cerca di ottimizzare al meglio con l’aiuto di piccoli stratagemmi che consentono una vita in qualche modo più agiata e semplice anche in termini economici.
Un tempo che, almeno io, vorrei sempre fosse di più ma che, se non avessi anche solo alcune di queste cose, sarebbe decisamente meno di quello che, fortunatamente, è in realtà.

<Post in collaborazione con Epson>

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