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Mamma di uomini migliori

by Giada Lopresti

L’8 marzo è il giorno in cui la donna viene celebrata. Il giorno in cui il mondo ricorda la sua importanza, il suo essere speciale e la sua voglia di dimostrare che, agli occhi molti, è molto di più di quello che può sembrare.
Occhi che tendenzialmente sono di uomini che sminuiscono questa figura, uomini che zittiscono le parole e bloccano gesti, uomini che si sentono in diritto e in dovere di decidere per lei e che, purtroppo, in molti casi, fanno tutto questo sfogando violenza e frustrazione.

Uomini che, solo per questi due ultimi termini utilizzati, non hanno il diritto di essere chiamati tali perché se solo si fermassero a riflettere un solo attimo, nella loro povera vita, si renderebbero conto che è stata una donna a metterli al mondo. Una donna che ha avuto una forza incredibile nel vivere una gravidanza sopportando e superando i dolori di un parto.
Un’incredibile forza che solo una donna può avere anche, se così non fosse, a partorire sarebbero gli uomini.

Ma allora non dovrebbe essere l’8 marzo ogni giorno?

Non ho idea di cosa voglia dire mettere al mondo una bambina ma, da mamma di tre maschietti, il mio arduo compito, giorno dopo giorno, è far comprendere ai miei figli la bellezza e la gioia della figura femminile.

Nonostante io non possa sapere quali saranno le loro scelte nella vita, le loro scelte nell’amore, le loro scelte nel lavoro e nel loro futuro, quello che desidero è che possano imparare a rispettare il prossimo indipendentemente dal sesso, dalla razza, dal colore della pelle e dal credo del singolo.
In egual modo. Sempre.

Vorrei che, nel vedere una donna scendere da un’auto, il loro istinto sia quello di aprire la portiera in segno di rispetto osservandone l’eleganza mentre si avvia verso un portone. Tornando anche un po’ indietro nel tempo, dove ancora il mondo era popolato anche da galantuomini che credevano nei gesti semplici, ma preziosi, come questo.
Vorrei vederli imprenditori di una grande azienda dove, nel momento in cui donna comunica di essere in dolce attesa, invece di cercare cavilli per licenziarla, gli possano fare i più sinceri auguri dal profondo del cuore, permettendole di vivere la gravidanza con serenità, e garantendole la certezza di ritrovare il posto di lavoro non appena deciderà di riprendere le sue mansioni.

Vorrei vederli nello stesso ruolo ad assumere una mamma, magari di tre figli, che, in cerca di lavoro, trova una persona che fa valere i suoi diritti, senza discriminare il fatto di aver desiderato una famiglia.

Vorrei vedere i miei figli mentre raccolgono un fiore per una compagna di classe solo perché, guardandolo, hanno pensato al suo viso e non perché è il suo compleanno o perché è la cotta del momento o della vita. Un gesto in semplice amicizia senza malizia o doppi sensi. Un gesto che possa permettere loro di essere dolci e sensibili anche nelle piccole cose.
Vorrei vederli commuoversi davanti ad un film, lasciando spazio all’emozione e mostrando una sensibilità che dovrebbero avere tutti.

Vorrei vederli sfidarsi con una donna per un posto di lavoro dove, non ottenendolo, sportivamente vanno a complimentarsi con lei per l’ottimo lavoro fatto mentre davvero pensano alle parole di stima che stanno pronunciando.
Vorrei guardarli crescere giocando con i bambolotti senza rischiare di essere derisi e, magari, scambiandosi i ruoli con una compagna che, per una volta, decide di essere il papà della coppia.

Vorrei che i miei bambini, insieme a tutti i bambini che un giorno saranno uomini, possano essere il nostro futuro migliore, un futuro dove la violenza lascia spazio al rispetto, dove l’odio lascia spazio all’amore e dove una donna ha davvero gli stessi diritti di un uomo nel lavoro, nello stipendio alla fine del mese, dell’essere mamma ma soprattutto nell’essere donna. Donna in qualsiasi sfumatura scelga di esserlo.

Vorrei un mondo migliore per i miei figli nella speranza che loro possano contribuire in questo futuro, cancellando i momenti brutti che ancora troppo spesso fanno leva nel presente. E per far si che tutto questo succeda, e che succeda anche molto di più, mi rendo conto che la responsabilità è anche la mia.
Perché la responsabilità di mettere al mondo un uomo è alta soprattutto per questo. E non perché le donne vadano protette ma, semplicemente, perché vengano rispettate come merita qualsiasi persona e, in principale modo, qualsiasi donna.

Non sono una femminista e, probabilmente, sono ciò che di più lontano può esistere al mondo nell’esserlo.

Ma quanto tempo fino ad oggi è stata sprecato nella violenza e nel non rispetto, nel denigrare e nelle ingiustizie verso le donne?
Quanto tempo ancora oggi, ogni giorno viene cancellato nel non considerare una persona solo perché di sesso femminile?

Tempo che non si può recuperare ed ecco perché va vissuto al meglio.
Tempo vissuto insieme ai propri figli, al proprio marito, al proprio compagno o semplicemente alla persona che si ama. Tempo da trascorrere con la famiglia, con gli amici, in compagnia di chi si apprezza, di chi si può imparare a conoscere meglio o, semplicemente, in solitudine mentre si passeggia nel silenzio delle strade quando ancora il sole deve sorgere.

Tempo che si guarda scorrere senza percepirne l’importanza delle cose ma che, anche nelle piccole, può essere ciò che di più prezioso abbiamo.
Tempo che spero, ancora una volta, i miei figli impareranno a godere negli anni, comprendendo quanto prezioso possa essere ogni attimo nel rispetto di se stessi e nel rispetto delle donne che li circonderanno.
Tempo che oggi cerco di godere al meglio anche quando mi è impossibile gestirlo, anche quando guardo le lancette che mai si fermano ma che un giorno, forse, non mi remeranno più contro, facendomi osservare i miei bambini come i prodigiosi uomini di un futuro che tutte noi attendiamo con ansia.

Questo post è stato scritto in collaborazione con Nokia che mi ha gentilmente omaggiato del Nokia Steel HR nella versione Rose Gold.

Un orologio sicuramente raffinato ed elegante che però riesce a rispecchiare anche una mamma come me, una mamma che di raffinato ed elegante ha davvero ben poco.
Un orologio che mi ha comunque dato la possibilità di vivere osservando il mio tempo in maniera diversa e più precisa tra gli impegni di lavoro e quelli personali. Un accessorio che mi ha stupita perché  nell’osservarlo così distante da me, mi ha fatto capire invece quanto possa essere simile a me.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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