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Padre e figlio

by Giada Lopresti

In questo ultimo periodo mi sono ritrovata ad osservare spesso il rapporto dei miei bambini nei confronti del padre e, tranne Vincy unico caso patologico al mondo con mammite acuta trascinabile fino alla maggiore età, i miei due gemelli diversi (Cesare ed Enea) hanno una vera e propria adorazione nei confronti del loro maschio alpha.
Soprattutto Enea, un bimbo che ha ancora tanto da vedere e conoscere in questa sua fase di costante scoperta del mondo che lo circonda, sembra sia innamorato del suo papà come se di lui non ne possa fare a meno. Mai.

Tempo fa sentì parlare di bonding.

Una parola la cui definizione è quella che più si avvicina all’interpretazione di attaccamento del legame madre figlio. Un attaccamento che nasce ancor prima di stringere il proprio cucciolo tra le braccia.
Un amore naturale che scaturisce dalla scoperta di portare nel proprio grembo il frutto dell’amore verso la propria compagna. Un legame che per natura nessun padre potrà mai provare.
O almeno questo è quello che, almeno in parte, credevo.

Un papà infatti non potrà mai sapere cosa si prova nel sentire crescere dentro di se una nuova vita.
Non potrà mai percepire l’emozione di un calcetto o la piacevole e divertente sensazione di un intermittente singhiozzo non proprio. Ma dopo il primo incontro e il primo abbraccio, può comunque imparare ad amare con la stessa forza e la stessa passione che prova una madre.

E quell’attaccamento di cui ho tanto sentito parlare nel tempo, quel legame che ho provato in prima persona per ben tre volte, ho capito non essere esclusivo per sole noi donne. L’ho visto e l’ho osservato per undici lunghi mesi.
Scoprendo proprio in questi ultimi di quanto anche un padre possa diventare agli occhi di un bambino una presenza così unica ed insostituibile.

Se me lo avessero raccontato, in tutta onestà, non ci avrei creduto.

Un bambino così in simbiosi con la sua mamma. Così dipendente dal suo affetto e dal calore del suo corpo tanto da non poter mai fare a meno di lei esattamente come succede all’opposto.
Un rapporto così unico e intenso che viene ampliato all’improvviso in un affetto scaturito da una conoscenza che mancava.
Una conoscenza avvenuta passo dopo passo e in punta di piedi.

La conoscenza che porta un bambino a legare con l’uomo della propria vita: il suo papà.

Un papà presente che ha saputo interpretare i gesti e le emozioni.
Un papà che ha avuto la forza e la pazienza di “infiltrarsi” con delicatezza e tatto tra due persone che sembravano una sola, riuscendo con costanza e amore a far si che anche lui potesse far parte di questo mondo pieno di affetto.

Perché i bambini di amore ne hanno da vendere
.

Negli ultimi undici mesi ho visto nascere una delle più belle storie d’amore. Quella tra un padre amorevole e un figlio devoto.

Un padre che nonostante possa aver vissuto una brutta giornata ha saputo nascondere rabbia e tristezza dietro ad un sorriso. Un sorriso che gli ha saputo illuminare il viso non appena il figlio lo ha contraccambiato con gioia.

In questi mesi ho visto un bimbo preferire le forti braccia del papà al seno della mamma solo per potersi addormentare sentendosi al sicuro.
Ho visto un bimbo gattonare furiosamente verso la porta di casa dopo aver sentito suonare il campanello anche se in quel momento era indaffarato nel divertirsi e gioire in buona compagnia.
Ho visto un bimbo svegliarsi accanto al padre baciandolo sulla tempia come per voler dire “ehi papà, io sono sveglio…. guardami!”

E ricordo bene la prima volta che è successo. Ero lì.

Eravamo tutti e tre nel lettone e, dopo aver poppato, allungando il braccio si accorse di avere il papà nel lato opposto al mio. Gli sfiorò la schiena, lo guardò e dopo aver aspettato invano una sua reazione, gattonò sopra di lui e si chinò sul viso per baciarlo a modo suo.
Ricordo tutto alla perfezione esattamente come ricordo benissimo che quel gesto mi commosse nell’anima.

Da quella singola volta, ogni singolo giorno successivo fu uguale.

Osservo Enea e mio marito da tempo ormai come osservo e invidio (di un’invidia buona) questa complicità nata nonostante la tenera età di nostro figlio.

Scruto l’immenso amore di mio marito che con soddisfazione e orgoglio gode di questi momenti che mai nessuno fino ad oggi era stato in grado di regalargli in così breve tempo.
Esamino il suo essere il papà perfetto per i suoi bambini e la dedizione che impiega giorno dopo giorno per far si che questo legame diventi sempre più forte.

Di tutto questo ho capito che lui, ha voluto essere un papà tanto quanto io ho desiderato essere mamma, condividendo e sfruttando insieme a lui ogni momento concesso dalle sue giornate.

Li guardo a casa, li guardo in giro e mi rendo conto che agli occhi di nostro figlio la mamma e il papà sono uguali.

Due persone da amare con tutto se stesso senza se e senza ma perché il nostro amore, ai suoi occhi, non si differenzia tra il papà è la mamma

È innegabile che avere un figlio sia un’emozione unica, ma che questo figlio abbia voglia di scoprire l’amore anche al di fuori di quello che indissolubilmente lo lega alla propria mamma è qualcosa di magico e difficile da descrivere.
È come voler raccontare del primo bacio o della prima cotta senza però riuscire a far esplodere davvero ogni minima ma essenziale sfumatura. Ma basterebbe guardare i miei uomini insieme per comprendere, attraverso i loro sguardi, almeno una parte di quello che io ho la fortuna di vivere ogni giorno grazie a loro.

Un amore vero ed essenziale. L’amore vero tra un padre e un figlio. 

Nel tempo che Salvo dedica ad Enea, le passeggiate sono sicuramente al primo posto. Tra queste, sia dentro che fuori casa, anche lui ormai da qualche mese ha iniziato ad amare Yema, il nuovo marsupio ergonomico di Cybex.
Un marsupio che aiuta entrambi a vivere il mondo in un altra prospettiva affinando il loro legame e il loro modo di viversi insieme.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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2 comments

Erica 10 Agosto 2017 - 14:29

Rispecchia molto il rapporto del mio secondo bimbo con il suo papà. Descrivi così bene ogni particolare che lasci il fiato spezzato dall’ emozione. Hai una famiglia meravigliosa.

Reply
Giada Lopresti 12 Agosto 2017 - 0:36

Oddio che meraviglioso complimento! Sei speciale :***

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