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Immagina… puoi

by Giada Lopresti

In questo periodo così magico come quello del Natale, un genitore cerca di fare sempre il possibile perché si possano avverare i desideri dei propri figli.
Probabilmente infatti all’interno di una famiglia non c’è festa più sentita: nessun compleanno, nessun onomastico, nessun anniversario sono paragonabili al 25 dicembre. Questo perché il Santo Natale non fa distinzioni per nessuno; è un momento da passare insieme, che unisce la famiglia e nella quale le sensazioni si amplificano in tal modo che davvero ci si sente tutti più buoni.
Soprattutto quando ancora si hanno figli piccoli e per accontentarli basta un semplice gesto, un giocattolo, una passione diventata improvvisamente realtà grazie ad un dono portato da un panciuto uomo vestito di rosso che scende dal camino, e per chi il camino non ce l’ha, che ha una chiave passe-partout di tutte le case del mondo.

In questo terzo Natale da mamma nella quale i miei bimbi sono un pò più grandi, vivrò con occhi ancora diversi il loro entusiasmo e il loro stupore. La loro curiosità nello scartare i regali (perché delle volte basta solo questo gesto per renderli felici) e scoprire insieme il contenuto di ogni pacco.
Non vedo l’ora di vedere il viso di Cesare quando si illuminerà davanti a semplici puzzle (che adora) solo perché sa che se avesse fatto il bravo Babbo Natale glieli avrebbe portati. Sono curiosa di vedere lo stupore di Vincenzo quando scoprirà i suoi semplici giochi musicali e di come inizierà a ballare nel sentirli accesi.
Sarà bello scoprire che da piccoli gesti si possa regalare il sorriso a qualcuno soprattutto se questi azioni sono la trasformazione di un qualcosa di immaginato, desiderato e che a tutto un tratto diventa reale. Proprio come una magia nelle fiabe più belle.

Ma non sempre bisogna per forza aspettare il natale per regalare un sogno a qualcuno.

Poco tempo fa infatti ho deciso di compiere una vera e propria magia regalando a mio figlio qualcosa di unico.
In una delle nostre mattine in cui è saltato l’asilo causa ennesimo virus, abbiamo passato il nostro tempo praticando le sue attività preferite: lotta, giocare ai supereroi, le costruzioni, i puzzle e i disegni. Grazie al suo diventare sempre più un ometto infatti le sue abilità in queste cose stanno sviluppando in modo molto acuto, permettendogli di raggiungere quei piccoli grandi traguardi che lo fanno sentire fiero di se stesso.

Adora terminare un puzzle da solo, gli piace vedere come riesce a combattere con i suoi pupazzi riuscendo sempre a vincere (chissà come mai) e ama fare dei disegni da regalare a mamma e papà. Certo… non stiamo parlando di Picasso e chiamarli disegni forse sarebbe davvero troppo, ma scarabocchi o no lui si impegna nel colorarli e io sono orgogliosa di lui quando, dopo un mix infinito di “sfumature” e segni, mi dice: “mamma questo l’ho fatto per te“.

Quando era ancora piccolino gli acquistai un quaderno che, nonostante abbia perso la copertina, negli anni si è riempito sempre più di piccoli capolavori che conserveremo per sempre nelle scatole dei ricordi.
Tra una riga e una pseudo figura abbiamo iniziato a disegnare insieme e per potergli fare una sorpresa degna di questo nome ho messo un pò del mio nel suo disegno. Da grande patito di Superman ho chiesto lui di disegnarmi il famoso simbolo con la S e dopo avergli preparato un triangolo rosso nel quale colorare, lui ha pensato al resto. Ha iniziato a dipingere brufoli, occhi, bocca e moccoli vari che scendevano dal naso. Gli ha disegnato persino i capelli!
Certo non rappresentava l’immagine reale ma nella sua mente e nella sua fantasia quel disegno doveva essere così, il protagonista della sua immaginazione era esattamente quello.

L’ho aiutato ad aggiungere dei piedini alla quale ha voluto disegnassi dei cuori che colorando si sono mimetizzati in mezzo al resto e a lavoro finito, ho amato quel capolavoro.
Vedere come la sua fantasia lo abbia portato ad immaginare qualcosa di così imperfetto ma dettagliato mi ha fatto pensare che se lui era stato in grado di fare questo, sarebbe stato giusto che la sua immaginazione diventasse reale, vera, palpabile.
È per questo che quel disegno sarebbe diventato una sorpresa da toccare non solo su carta.

Flunfy Superman

Ho infatti scoperto che esiste la possibilità di trasformare i disegni dei bimbi in peluches e  la cosa mi ha talmente incuriosito che non ho potuto fare a meno di provare.
Ho inviato il capolavoro di Cesare tramite il sito di Flunfy e dopo qualche giorno (il tempo materiale per decifrare l’immagine e crearla sotto forma di amico peloso) e il pupazzo è arrivato a casa.
Rientrata dopo la consegna ero così curiosa di vedere la faccia di Cesare quando lo avrebbe visto, che non ho saputo resistere all’attesa di darglielo al mattino successivo e subito dopo cena gliel’ho consegnato.

Gli ho mostrato il disegno che avevamo fatto insieme e sotto voce gli ho detto “adesso faccio una magia“. Gli ho fatto chiudere gli occhi, ho socchiuso la porta e ho preso il suo Flunfy Superman e gliel’ho mostrato nascondendo il disegno che poco prima aveva visto. Cercare di descrivere il suo viso alla vista di Flunfy sarebbe veramente riduttivo ma si… ci posso provare.
Sbalordito, incredulo, senza parole e con un sorriso immenso mentre i suoi occhi non credevano a ciò che stava guardando: mamma aveva fatto una vera magia.
Ha amato il suo pupazzo dal primo momento e mi ha chiesto per tutta la sera di trasformarlo da peluche in disegno e da disegno a peluches. Solo quando ci provò lui e rimase quasi male nel non esserci riuscito gli ho fatto vedere come in realtà il suo disegno era piaciuto così tanto alla fatina buona che aveva deciso trasformarlo in qualcosa di reale, un pò come nella favola di Pinocchio. Perché i bambini devono sognare e hanno il diritto e il dovere di farlo

La consegna del pacco quel giorno è stata una delle emozioni più belle che ho vissuto negli ultimi periodi. Poche volte ho avuto la stessa soddisfazione nel fare un regalo a mio figlio ma la sorpresa è riuscita, riuscita alla grade direi.
Poter regalare qualcosa al mio bambino, immaginato e creato da lui, qualcosa che esisteva solo su carta e che all’improvviso è diventato vero mi ha fatto scoprire come basti poco per rendere una giornata più magica del normale, perché in fondo un pò di magia l’ho fatta anche io.

Acquistare un Flunfy per trasformare la fantasia di mio figlio è stato uno dei più bei regali che potevamo fargli perché mentre lui ha realizzato un sogno, io avrò per sempre un ricordo della sua prima fantasia su carta.

Ogni sogno dovrebbe diventare realtà soprattutto quelli dei bambini ed è per questo che oggi più di ieri credo che basti davvero poco per far credere loro che bisogna credere nei sogni, che tutto si può raggiungere perché nulla è impossibile. Perché bisogna credere solo in due cose anche da adulti: immagina…. puoi!

Immagina puoi Flunfy

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