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Dormi più che puoi

by Giada Lopresti

Dormire è un verbo che con la nascita di un bambino viene automaticamente cancellato dal dizionario di quasi tutti i genitori. Ed è inutile consigliare alle future mamme e ai futuri papà “dormi adesso perché dopo che nascerà il bambino ti dimenticherai cosa voglia dire riposare per una notte intera”.
È inutile consigliarlo principalmente perché dormire prima della nuova vita da genitore non comporta un accumulo di sonno da slittare nel futuro come fanno gli animali che razionano il cibo per l’inverno. No.
Se dormi di più prima, dopo la tua vita sarà insonne e stancante comunque.

Ci saranno dei momenti in cui tuo figlio si assopirà durante la poppata o semplicemente momenti in cui chiuderà gli occhi per riposare per qualche tempo, ma tendenzialmente si parla di non più di due o tre ore di fila. Se sei fortunato.

No voglio spaventare i futuri neo genitori. Sia chiaro.

Dico solo che dati alla mano, dopo tre figli in quattro anni e tanti risvegli notturni da poter accendere per ognuno di loro un led dell’albero di Natale in piazza Duomo di Milano, credo poco alle coincidenze. I bimbi non dormono (o almeno la maggior parte).
Ecco perché ci sono momenti in cui mentre dormono adoro rimanere ad osservarli ovviando sulle tante cose che ci sono da fare, esattamente come in altri mi rendo conto di non aver invece la possibilità di decidere cercando di ottimizzare quel poco tempo che mi regalano per poter fare altro.

Negli anni ho imparato a fare docce lampo, a cucinare ottimizzando i tempi e a sistemare casa rendendola “splendente” anche se poco prima sembrava fosse passato un tornado. Magari facendolo in tempi diversi, ma cercando di sfruttare al meglio tutto il tempo che i miei figli mi hanno in qualche modo “regalato”.

Sono passata dal “devo controllare se respira” ogni cinque secondi al “lo lascio nella culla così nel frattempo faccio altro”.
Ma l’ho fatto con la consapevolezza di poter comunque tenere d’occhio la situazione grazie a un aiuto che per me in questi anni è diventato indispensabile: il baby monitor.

In commercio ne esistono di diversi e anche per questa scelta, come per molte altre nel campo della puericultura, la selezione non solo non è sempre semplice ma deve rispecchiare alcune necessità.

Io ad esempio non posso più fare a meno dei baby monitor con l’opzione video.

Per me infatti non è diventato fondamentale solo poter ascoltare i rumori all’interno della stanza dove mio figlio sta riposando, ma anche per guardare come lo sta facendo. Mi interessa capire se si gira, se si scopre, se magari si porta lenzuola o coperte sul viso.
Questo unito a tante altre variabili che si possono presentare.

In casa nostra infatti abbiamo installato un baby monitor per ogni stanza: uno nella camera da letto che punta sulla culla del piccolo e una nella cameretta dei bimbi più grandi che uso con maggiore frequenza sia per quando dormono e sia per quando sono svegli.
Succede che vogliano giocare mentre io sto lavorando davanti al pc rendendomi impossibile poterli controllare.

Con il baby monitor è decisamente tutto più facile.

Capita però che non sempre si ha una base d’appoggio per installare il baby monitor.
Oppure potrebbe capitare di andare in vacanza o a cena a casa di amici e avere la necessità di mettere il bimbo in una stanza separata per farlo dormire tranquillo e avere un baby monitor portatile che allo stesso tempo sia funzionale è, almeno secondo me, molto importante.
Posso dirlo con certezza perché anche io in questi anni ho avuto questo problema sia dentro che fuori casa.

Soprattutto adesso che siamo in procinto di vivere la nostra prima vera vacanza di famiglia dove per me l’organizzazione sarà una preoccupazione costante, il pensiero di partire senza baby monitor mi spaventa.
Sarà che spero in qualche modo di riuscire a dormire per qualche ora in più.
Sarà che spero di riuscire a dedicare più tempo a mio marito per vivere quei momenti di tranquillità sdraiati su un divano guardando la tv di cui non ho più un ricordo.
Sarà che semplicemente spero di non dover entrare in camera da letto ogni due secondi per controllarli.
Sarà l’istinto di sopravvivenza di una mamma che inizia a prevalere ma noi in vacanza ci porteremo anche il baby monitor.

Il nostro compagno di viaggio, esattamente come anche a casa sarà il Digimonitor 2,4″ plus di Miniland.

Un baby monitor che esattamente come gli altri prodotti del brand entrati in casa nostra fa quel che promette ma anche qualcosina di più.
Nonostante io ami i miei indispensabili baby monitor già presenti in casa nostra (di una tipologia diversa da questo), il Digimonitor di Miniland è comodissimo per tutto un insieme di funzionalità che personalmente trovo comodissime:

  • permette di visualizzare il bambino tramite l’apposito telecomando (quindi senza utilizzare app che inevitabilmente consumano la batteria dei device), oppure tramite pc
  • si può appoggiare e agganciare ovunque senza dover impazzire nel cercare un ripiano adeguato per poter vedere la culla
  • permette di impostare vari allarmi promemoria per medicine, pannolino, pisolino e pappa
  • ha la possibilità di visualizzare anche il bimbo in modalità notturna
  • è compatto per un facile trasporto

Per me che ho posizionato la mia postazione di lavoro in un angolo remoto della casa è una salvezza soprattutto quando, per comodità e abitudine, il piccolo dorme disteso sul divano mentre io posso muovermi liberamente per casa guardandolo e ascoltandolo ovunque io sia.

Un accessorio comodo anche per il papà che in fatto di tecnologia non è mai troppo ferrato.

Un accessorio persino a prova di nonni che devono solo accendere i due dispositivi (telecamera e telecomando) premendo un singolo pulsante.

A casa nostra il Digimonitor 2,4″ Plus è diventato davvero indispensabile per tutti i motivi elencati qui sopra e per gli stessi che ho mostrato nel video alla fine di questo post.
Non ci resta che scoprire se quando andremo in vacanza, ci permetterà di riuscire a vivere quei giorni nel modo in cui io e mio marito speriamo.

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