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La mamma e il tempo

by Giada Lopresti

Diciamo la verità, ogni mamma vorrebbe avere più tempo.

Ogni mamma vorrebbe riuscire a gestire meglio se stessa per poter fare molte più cose.
Ogni mamma vorrebbe poter essere mamma e anche molto altro.
Ogni mamma vorrebbe giornate più lunghe, molto più lunghe, per riuscire a non dire più: “non riesco mai a fare tutto”.

E non importa il numero di figli: nessuna mamma (o quasi nessuna)  riesce ad essere soddisfatta pienamente del proprio lavoro perché inevitabilmente, si vorrebbe poter fare di più sia per se stesse che per i propri bimbi. Uno o dieci che siano.

Anche io sono stata mono-mamma lamentandomi costantemente della gestione del mio tempo che spesso mancava e oggi che ne ho tre – di figli – è persino peggio.
Sono passata dal crearmi una lista delle “cose da fare obbligatoriamente in un giorno” al “se oggi riesco a finire il primo compito della lista avendo la casa mezza decente, mi batto da sola una mano sulla spalla”.

Non ho abbastanza tempo. Mai.

Probabilmente se mi venissero doppiate le ore di una giornata, il tempo a mia disposizione non sarebbero comunque sufficiente. Perché vorrei poter fare di più. Sempre.
Ho tentato diverse volte nel provare a gestire tutto e in alcuni rarissimi momenti sono anche riuscita in un fatidico ed incredibile risultato positivo. Ma ho accumulato stanchezza, nervosismo e stress. Molto molto stress.

A che pro poi? Per poter dire ho fatto tutto?! E in cambio cos’ho avuto?

Ho perso momenti importanti e non solo della vita dei miei figli.

Ho perso occasioni
anche superflue in cui avrei potuto essere più presente: un sorriso, un abbraccio, una passeggiata in una bella giornata di sole.
Ed è facile pensare “mi rifarò in un altro momento” oppure “ci saranno altre occasioni”. È facile dirlo fino a che non ci si rende conto, soprattutto con dei figli, che una volta passato un momento quello stesso non ritornerà.
Nonostante io abbia un lavoro indipendente da diversi anni e che mi consente di poter stare con i miei figli ventiquattro ore su ventiquattro, per gestire i miei impegni ho perso molto del loro tempo, perdendo così anche molto del mio.

Quando si diventa mamma si cerca inevitabilmente di vivere in simbiosi con i propri bambini, o almeno è quello che ho cercato di fare io negli ultimi quattro anni e mezzo.

La loro prima parola, i primi passi, il primo dentino. Tante prime cose che si ripetono del quotidiano ma che non saranno mai una uguale all’altra e non essere sempre li, ogni qual volta si presenti una piccola svolta, per me è stata in qualche modo una triste sconfitta.
Non perché io debba per forza esserci.
Non perché io debba poter dimostrare a me stessa di potercela fare.
Non perché un giorno i miei figli potrebbero rinfacciarmi alcune cose.

Tutto questo solo perché vorrei poter ricordare ogni loro momento fermandolo nel tempo e nei miei ricordi.

Sono quasi certa di pretendere troppo da me stessa con la stessa convinzione che mi porta a pensare che sia impossibile poter essere onnipresente anche se stessi seduta su un divano osservando la loro vita costantemente attraverso uno schermo. Con qualcuno che filma ogni loro passo, ogni loro momento e ogni loro movimento.

Sono certa che qualcosa mi sfuggirebbe comunque perché è normale che sia così.

È normale che mentre trascorrono il loro tempo all’asilo apprendano canzoni, filastrocche, poesie o semplicemente parole, regalando questo onore della loro prima volta alle maestre.

È normale che durante una veloce tappa al supermercato lasciandoli con il papà, loro possano fare o dire qualcosa di cui io non posso essere spettatrice scoprendo il nuovo traguardo solo in un secondo momento.
È normale che crescano con una velocità impressionante impedendomi di stargli dietro nei progressi.

Ho però imparato nel tempo che amo viverli il più possibile.
Ho imparato che la stanchezza fa parte dell’essere mamma tanto quanto lo è dell’essere donna perché ad ognuna di noi spettano compiti diversi.
Ho imparato a godermeli il più possibile svolgendo lo stretto indispensabile per tutto il resto perché comunque un giorno è composto di ventiquattro ore che ho imparato a sfruttare tutte o quasi.

Sono una mamma e per me ho così poco tempo da poterlo definire persino esistente.

Ma va bene così perché ho imparato ad accettare e a condividere la filosofia del fare ciò che posso quando posso anche se la vita correrà sempre più veloce di me, e non riuscendo a stargli dietro come vorrei, ho semplicemente preferito godermela il più  possibile soprattutto nelle piccole cose.

Vivo me stessa, vivo mio marito e vivo i miei figli a 360 gradi 
fino a che sarà possibile. Fino a che me ne verrà data l’occasione.
E perché dovrei sprecare questo dono?

Il tempo è un dono prezioso e io farò del mio meglio per non consumarlo inutilmente.

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