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Addio 2016

by Giada Lopresti

Questo è stato un anno davvero pieno. Un anno colmo di soddisfazioni, delusioni, momenti felici ma anche meno piacevoli.
Un anno che si è caratterizzato in un mix di emozioni e di esplosioni di ogni genere.

È iniziato con il botto. In tutti i sensi.

Il mio e il nostro 2016 si è distinto subito con una meravigliosa novità. Alle 6:30 di 364 giorni fa mi svegliai con una sensazione che da giorni pervadeva il mio cuore e mi decisi, nonostante non avessi avuto ancora nemmeno un giorno di ritardo, di fare un test di gravidanza.

Un test che risultò positivo
e che mi regalò una gioia incontenibile.

Ricordo che non abbi la pazienza di aspettare che mio marito si svegliasse e dopo nemmeno mezz’ora lo buttai giù dal letto per dargli la felice notizia. Avevamo da poco deciso di pensare ad un terzo bimbo e fummo accontentati da due semplicissime linee rosa. Anche se ci vollero settimane per avere una conferma positiva della gravidanza.

Nel frattempo trovai anche un lavoro e fui licenziata proprio perché incinta. E questa è sicuramente una parte di quest’anno che vorrei davvero dimenticare.
Aver lavorato per una donna con la sensibilità di un rinoceronte fu terrificante.

Ma anche questo ormai me lo sono buttato alle spalle.

Quest’anno è stato pieno di tante altre cose: ho viaggiato tanto, ho conosciuto molte persone e alcune di queste si sono dimostrate vere tanto da poterle considerare non solo delle bellissime e intense amicizie, ma una parte meravigliosa della mia vita. Persone con cui mi sono potuta confrontare, donne con cui ho potuto sfogarmi e grazie a cui sono potuta crescere sia professionalmente che personalmente.
Con altre invece ci siamo “trovate” un pò meno.

Ho conosciuto persone con cui sono nati dissapori. Con il quale ci si è offese pronunciando anche parole di troppo.
Gente che mi ha fatto capire di non essere perfetta ma che ha decisamente solidificato in me la voglia di migliorarmi per arricchirmi nell’animo non solo per me stessa ma anche e soprattutto per le persone che mi sono vicine.

Ho anche conosciuto persone che ho capito non essere fatte per me. Persone che “meglio perderle che trovarle” e che mi hanno fatto comprendere quanto io sia fortunata ad essere tanto diversa da loro.

I miei viaggi mi hanno permesso di consolidare alcuni pensieri sia nel bene che nel male.

Mi hanno fatto conoscere la mia persona più nel profondo mettendo a nudo i miei limiti. Mi hanno consentito di mettermi in gioco al meglio delle mie possibilità dimostrando soprattutto a me stessa che volere è potere: con un pancione, con un figlio, con una famiglia che ti aspetta… sempre.

Ci sono stati momenti in cui ho creduto di non potercela fare. Momenti in cui ho pensato che le mie scelte fossero quelle sbagliate convinta di farle pensando fondamentalmente solo a me stessa.

Ho pensato più e più volte di mollare convinta che quel determinato progetto forse non sarebbe mai diventato ciò in cui ho sempre sperato si trasfosmasse.

È stato il tempo ad avermi dato ragione nell’essere stata una “codarda”. E non mollando ho vinto contro me stessa.

La mia tenacia e la mia voglia di farcela sempre e ad ogni costo, mi ha fatto comprendere che ogni mia scelta è stata dettata dal mio desiderio di poter e dover fare qualcosa non solo per me stessa ma anche per i miei figli.

Ho pensato però anche a me non solo come mamma o come donna ma semplicemente come Giada. Una volta… Giusto il tempo di realizzare un piccolo sogno sentendomi semplicemente libera da tutto per una sola sera.

Poi c’è il mio blog. Questo blog.

Lo specchio dei miei pensieri più belli e che amo raccontare.
Un libro dove scrivere è sempre stato un piacere e dove condividere anche i gesti più normali è diventata una meravigliosa abitudine.
Un blog che per certi versi è come un figlio perché raconta una parte della mia vita che vorrei rimanga viva per sempre per me, per i miei figli che un giorno cresceranno e per chi ha piacere di leggere tutte queste pagine che da bianche prendono forma con qualcosa che, almeno per me, ha un senso.

Ma la parte più bella di tutto questo anno è stata sicuramente sigillata dalla nascita del mio piccolo Enea.

L’unico dei miei tre figli che ha deciso di nascere quando ha ritenuto fosse opportuno. L’unico che ogni giorno richiede costantemente attenzione che non viene mai negata.
Un bambino che non solo si è adattato perfettamente ai ritmi della nostra famiglia un pò per esigenza e un pò per rassegnazione, ma che si è dimostrato un degno membro di questa famiglia di “pazzi”.

Un bambino che con un sorriso riesce ad illuminare anche le giornate più buie.

Questo è stato un anno davvero pieno.

È stato pieno di tutte queste cose ma anche di molto di più. Ed è la prima volta che saluto un anno in conclusione con nostalgia.
E se il 2017 che è alle porte si prospetta anche solo la metà di questo che sta finendo, potrà davvero ritenermi una persona fortunata.
Perchè questo 2016 è stato bello. Bello davvero. (rotture di coglioni a parte)

Felice anno nuovo

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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