L’estate non ha ancora ufficializzato il suo ingresso ma il caldo è decisamente arrivato e ormai anche le scuole sono praticamente finite. Con grande gioia però io posso dire di non essere una di quelle mamme da ansia di fine anno scolastico visto che l’ometto che va all’asilo ne avrà ancora per molto molto tempo.
Finita infatti la stagione scolastica, ma parliamo sempre della fine di giugno, inizierà la sessione dell’asilo estivo organizzato in spiaggia dalle insegnanti e dal lido del paese. Una pacchia per me che potrò godermi qualche ora di mare senza dover correre dietro ad entrambi i miei figli e una pacchia per lui che potrà continuare a divertirsi senza gli occhi attenti e vigili della mamma che ad ogni occhiata si riserva sempre un no come risposta.
Insomma quest’anno non sarà una proprio una passeggiata tra il pancione e il little BigBro al quale dovrò fare da guardia del corpo, ma sono fiduciosa per il periodo di ipotetico relax che spero stia per arrivare.
Armandomi di tanta pazienza e forza di volontà inizierò questa quarta estate bimbomunita ancora più attrezzata degli anni scorsi per proteggere due (anzi tre) bambini compresa quindi la sottoscritta.
Ho iniziato questa avventura da mamma infatti prendendo molto sotto gamba alcuni fattori decisamente importanti riguardanti l’estate con i bambini ma che, come sempre, sono stati il punto di svolta per imparare dagli errori grazie all’esperienza e la voglia di conoscere maturata negli anni a seguire.
Un fattore che ad esempio avevo sottovaluatto durante la prima estate in compagnia di un pargolo (che hai tempi aveva nove mesi) era proprio l’utilizzo di una protezione solare adeguata.
Mio figlio bianco come il latte sotto al sole cocente della terra del sud: un binomio da mille e un ustione! Seguendo infatti il consiglio dei nonni avevo deciso di non salvaguardare il mio bambino perché tanto “tu non hai mai messo protezioni e non ti sei mai scottata nonostante sia di carnagione chiarissima” che per carità… è vero! Ma è altrettanto vero il fatto che a distanza di tanti anni se non uso delle creme adatte con fattori di protezione molto alta, dopo due giorni di sole ho degli eritemi sulla pelle che farebbero paura persino ad un goblin.
È stato così che iniziai ad informarmi con altre mamme su quali fossero le migliori scelte per i miei figli e con il tempo ho imparato a tutelare loro quanto me stessa durante le nostre giornate di mare.
Con il passare del tempo mi sono accorta che di mamme come me che sottovalutavano questo aspetto importante dei raggi solari ce ne sono davvero molte, ed è per questo che apprezzo tantissimo quando c’è chi spende il proprio tempo investendo sulla conoscenza e sull’informazione che si trasforma anche in gioco quando vengono coinvolti dei bambini.
È sempre più importante sensibilizzare loro e i genitori alla cura e alla protezione della pelle sia in città dove è necessario difenderla da fattori inquinanti e polveri spesso invisibili, sia in vacanza soprattutto sotto il sole, una situazione spesso sottovalutata dalle conseguenze a lungo termine esattamente come negli anni è successo anche alla sottoscritta.
Ai piccoli delle scuole dell’infanzia e alle loro famiglie è stato quindi dedicato il progetto Skin Team – storie pelle a pelle, con l’obiettivo di sensibilizzare alla prevenzione dei danni alla pelle dei bambini causati dal sole
Per rispondere a questo bisogno, BioNike ha messo a disposizione degli insegnanti di più di 3000 scuole un kit di strumenti ludici per parlare di protezione della pelle, ma anche delle sue caratteristiche e del modo di prendersene cura.
Le ‘Storie pelle a pelle’ BioNike sono animate dallo SKIN TEAM, amici fantastici con cui giocare a scuola e a casa: una stella marina e sette divertenti animali (pesce, tartaruga, ippopotamo, gatto, elefante, leone, farfalla). La stella marina è la protagonista che ricorda l’importanza della protezione sotto il sole e introduce, con l’aiuto dei sette animaletti, gli elementi di cura e di conoscenza della pelle in tutti i suoi aspetti.
Oltre che nei materiali per la classe, le storie dello Skin Team sono raccolte in un diario scrapbook delle vacanze personali, con una storia scritta da Annalisa Strada per ricordare giocosamente anche ai genitori le principali regole di protezione della pelle dei bambini.
Tutte le famiglie con i loro bambini possono contribuire all’iniziativa skin team collegandosi al link http://www.skinteam.bionike.it/ partecipando al grande concorso.
Lo scrapbook che si andrà a creare si potrà inviare fino al 30 settembre: lo si può salvare e riprendere a completare eseguendo l’accesso sul sito quando si vuole condividendolo anche sui propri canali social e i 5 scrapbook più belli saranno premiati con un set di prodotti BioNike per la cura e la protezione della pelle dei più piccini.
Noi lo scrapbook lo stiamo completando giorno dopo giorno e non vedo l’ora di iniziare ad inserire anche le immagini di quest’anno dove oltre ad essere più grandi i miei bimbi anche io ho la novità del pancione da proteggere. Inizieremo sicuramente da domani con le prime foto, i primi scatti e le prime esperienze di due terremoti che si autogestiranno da soli.
Io nel frattempo faccio un grande in bocca al lupo a me che, con molta probabilità, avrò bisogno di molto di più di una protezione per tenere al sicuro i miei figli perché per il sole siamo sicuramente ben forniti ma da loro stessi chi li protegge? Forse solo un miracolo.

