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Anteprima pappa time

Pappa time

by Giada Lopresti

Se ripenso a tutti i problemi che ho avuto all’inizio dello svezzamento con Vincenzo non avrei mai detto che a distanza di pochi mesi saremmo arrivati dove siamo ora: mangia tutto, mangia tanto e soprattutto gli piace!
Non sono mai stata una di quelle mamme che si preoccupano se il figlio non ti fa trovare il fatto pulito con tanto di scarpetta o se non apre la bocca ad ogni boccone, ma il fatto che lui a otto mesi volesse ancora e solo la tetta aveva iniziato a farmi venire qualche dubbio. Fortunatamente con qualche stratagemma, un pizzico di pazienza, un pò di fantasia e una pseudo traduzione dei gesti e versi di Vincy, piano piano le cose sono cambiate.

Abbiamo scoperto che di pappe non ne voleva proprio sapere, lui voleva proprio mangiare inteso come masticare. Che fosse pasta, lasagne, carne, pesce, poco importava, lui voleva solo “aggengivare” qualcosa e gustarselo per bene. Niente poltiglie o bordini di nessun genere, nemmeno a pezzetti!
Ed è stato così che è iniziata la nostra avventura, due settimane di pastina e poi direttamente i maccheroni. Sono scelte certo, ma pur di vederlo mangiare qualcosa che non fosse solo il latte della mamma vista anche la mola da mantenere lo avrei accontentato in tutto.

Da quel primo giorno di pastina in poi, con il tempo Vincy ha scoperto i suoi ritmi, le sue regole e i gesti quotidiani che accompagnavano prima il momento del pranzo e successivamente quello della cena.
Il merito lo devo dare principalmente ai miei genitori che hanno praticamente gestito il nipotino in ogni cosa: gli hanno fatto rispettare orari, lo hanno aiutato a scoprire ogni tipo di alimento e lo hanno cresciuto proprio come un figlio.

Insieme a tutte queste cose quello che mi ha più colpito è stato come mio figlio osservava la nonna nella preparazione della pappa. Quasi mai infatti mia mamma di sua spontanea volontà iniziava a cucinare per Vincy perché era lui stesso che puntuale come un orologio svizzero, ad una certa ora iniziava ad indicare alla nonna il pentolino.
Ed è da quel momento che è iniziato il rito della pappa. Prima il ditino verso le stoviglie per indicare il pentolino dove cucinare la pasta, successivamente voleva essere accompagnato nel vedere come lo si riempiva di acqua e a come lo si metteva sui fornelli per poi accendere il fuoco e indicava il barattolo del sale perché un pizzichino ci vuole sempre. Ho un figlio di appena un anno che ti dice per filo e per segno cose devi fare in cucina… forse sto crescendo un piccolo chef.

Da li poi ovviamente quando tutto pronto, si mangia il primo, il secondo, la frutta e lo yogurt per poi riprendere qualche assaggino mentre mangiano anche mamma, papà e il fratellone più o meno una mezz’oretta dopo che lui ha finito.
Al contrario di suo fratello però lui raramente si è addormentato durante i pasti. Ricordo quando Cesare sveniva sul piatto di pasta o quando mentre mangiava il fruttolo dondolava con la testa chiudendo gli occhi e, a quei tempi, il seggiolone polifunzionale di Tuc Tuc era davvero una benedizione. Con un elevata modularità e adattabilità offre una gran varietà di opzioni e posizioni tra cui appunto quella preferita da mio figlio durante le pappe: la posizione nanna. Un modello di seggiolone pappa che unisce praticità e design facilitando al massimo la vita sia in casa sia all’aperto.
Lui che se si addormentava non lo potevi più sfiorare perché aveva un sonno leggerissimo, faceva dei lunghi pisolini (legato ovviamente!) mentre io occupavo il tempo facendo altro.
Vincy no… Vincy mangia, si gode il suo pranzo prima e quello degli altri dopo e quando abbiamo finito va a nanna già come un bimbo grande.

Tuc tuc seggiolone polifunzionale e accessori

Tutto questo mi fa pensare a quante bellissime emozioni ti fa vivere un figlio nei gesti più semplici e a come basti poco per stupirti e regalarti un sorriso.
Quando ero in dolce attesa infatti non credevo di poter provare gioia solo osservando un bimbo che puntando il dito ti dice cosa fare, non credevo si potesse esser felici trovando tuo figlio con la faccia sporca di mangiare pronto ad affondarla di nuovo tra piatto e forchetta.
Trovare e provare queste sensazioni grazie a piccoli e comuni azioni quotidiane invece è possibile e nei momenti un pò più bui mi basta solo pensare al rito della pappa di mio figlio per tornare a sorridere.

Pappa time

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