Home Events Impariamo insieme

Impariamo insieme

by Giada Lopresti

Non sono mai stata una persona studiosa. Anzi, se devo proprio dirla tutta ho sempre detestato studiare.
Ho amato la scuola per un milione di motivi dai compagni al divertimento, dai primi amori ai ricordi migliori della mia adolescenza ma quando era necessario stare attenta alle lezioni, aprire libri, quaderni e diari, beh in quei casi venivo assalita da un incredibile orticaria.

Il diario ad esempio, che come ai miei tempi tradizione voleva, era una bellissima Smemoranda (conosciuta meglio come Smemo), piena di dediche, disegni, messaggi d’amore, pensieri, frasi fatte e anche qualche nota perché a scuola ero davvero tremenda. 

Dei libri ne amavo il profumo della carta fresca di stampa, non mi piaceva pasticciarlo con appunti o evidenziatori e unito al fatto che non amassi affatto studiare, i miei testi terminavano l’anno scolastico esattamente allo stesso modo di come lo avevano iniziato: nuovi fiammanti come una Ferrari. Ma senza il cellophane.
Quello avevo almeno la decenza di rimuoverlo. 

Questo mio rapporto altalenante con la scuola é stato così fin dalla prima elementare e doverci convivere fino all’ultimo anno di studi é stato veramente un supplizio.

Ci sono state però alcune materie che mi hanno colpito più di altre. Almeno questo è giusto che lo ammetta perché, in fondo, anche lo studio aveva qualcosa di piacevole.
Ho avuto insegnanti che mi hanno fatto amare ciò che spiegavano, soprattutto per come lo spiegavano, in un modo che mai avrei creduto.

Io, la ragazza del sei meno meno (quando andava bene), ero persino riuscita ad ottenere anche pieni voti senza sforzi ne ore di studio piegata sui quaderni per i compiti a casa.

Matematica e inglese sono state sicuramente le materie che ho amato di più.

Un amore che a distanza di anni mi trascino ancora dietro attendendo con ansia il momento in cui potrò rispolverare le mie conoscenze scolastiche aiutando i miei bambini con i primi compiti.

Avendo vissuto così male la mia carriera da studente però, ogni giorno sono speranzosa del fatto che i miei figli non commettano i miei stessi errori.
Se lo facessero sarebbe un peccato soprattutto perché potrebbe arrivare il giorno in cui capiranno che, aver sprecato il loro tempo oziando e senza applicarsi diligentemente, sarà stato solo un fallimento personale di cui si potrebbero anche pentire per il resto della vita.

A me é successo esattamente così.

Ecco perché quando la curiosità fa da padrona, quando i miei figli hanno il desiderio di conoscere e comprendere , nonostante possano poi ritrovarsi ad essere più “avanti” rispetto ai compagni, non amo frenare la loro voglia di apprendere.
È successo con la scrittura, con il disegno, con i giochi di logica ed è persino successo con le lingue straniere.

Iniziando dalle interminabili puntate di Peppa Pig proposte a tutte le ore del giorno e della notte prima in italiano, poi in doppia lingua e infine solo in lingua originale, è stato un susseguirsi di “cosa stanno dicendo?” e “cosa vuol dire?

Sia Cesare che Vincy hanno iniziato a saper riconoscere i colori anche in lingua inglese grazie ai mille video YouTube ritmati dall’ormai nauseante canzoncina finger family.
Hanno creato una playlist di intramontabili cantilene che farebbe invidia persino ai più famosi e seguiti influencer del web e anche se non ho mai amato che passassero il loro tempo su questo social che per quanto divertente può essere anche pericoloso, dopo i casi di blue whale ho impedito loro ogni contatto con il mondo del web non debitamente controllato.

Li ho distratto con altro cercando di mantenere vivo i loro interessi e di riflesso anche i miei. Abbiamo ripreso a guardare la tv insieme, sorbendomi decine di cartoni e di film dove soprattutto dopo l’aver ripristinato l’abbonamento a Netflix è stato tutto un nuovo e bellissimo turbinio di scoperte.

Questo perché anche senza l’aiuto di YouTube abbiamo ripreso ad osservare e conoscere moltissimi cartoni animati e film soprattutto in lingua inglese.

Dopo aver partecipato a giugno all’evento di Netflix completamente dedicato a questo tema (l’inglese per bambini), ho compreso come far sì che l’incredibile intelligenza dei più piccoli che tendono ad assorbire come una spugna ogni informazione possa essere sfruttata a oro favore, utilizzando semplici accortezze che li aiutino ad aprire la mente verso nuove conoscenze assimilando le informazioni divertendosi e senza sforzi.

I bambini amano vedere a ripetizione le stesse cose per decine di volte in una giornata, spalmando questo numero di volte in un susseguirsi di giorni infiniti. Per questo ho deciso di sfruttare la loro voglia di sapere unendola all’opportunità di togliere un po’ di ruggine al mio inglese ormai fossilizzato.

Guardare più volte lo stesso film prima in italiano e poi in lingua originale, fa si che si possa comprendere al meglio il discorso fatto in una lingua non conosciuta. Proprio come succede con le puntatate di Peppa Pig che fino a poco tempo fa erano perennemente presenti in casa nostra.
Abbiamo imparato ad andare per gradi scegliendo prima dei film con dialoghi più lenti e pronuncia più comprensibile per poi passare a qualcosa di più rapido e complicato da apprendere.

L’estate l’abbiamo quindi sfruttata tra mare e divertimento, rispolverando vecchie conoscenze e apprendendone di nuove tra un cartone animato, “strega comanda color” nella versione inglese e film per me visti e rivisti solo per imparare di nuovo una lingua che ho sempre tanto apprezzato comprendere.

Ci siamo scaricati decine di film sull’iPad e sul cellulare per poterci allenare persino fuori casa nei momenti più tranquilli.

Insieme a Cesare, nei momenti più caldi della giornata, abbiamo anche iniziato a fare qualche piccolo “compito” sul libro di John Peter Sloan, un testo che ha letteralmente rivoluzionato il modo di apprendere una lingua straniera senza difficoltà e con l’aiuto di “tecniche” dedicate sia a grandi che piccini.

Il tempo, quello passato insieme, che oltre ad averci dedicato momenti speciali mi ha permesso di vedere crescere i miei figli grazie a quell’accessorio che tanto da bambina amavo e che oggi in molti demonizzano: la televisione.

Ho ancora vividi nella memoria i miei pomeriggi nel dopo scuola tra Bim Bum Bam e sigle imparate a memoria.
Perché tutti noi siamo cresciuti appassionandoci a qualcosa e se usata in modo intelligente e parsimonioso, la tv può essere una grande fonte di ispirazione e conoscenza. E Netflix ha davvero sfruttato questa opzione all’ennesima potenza

E non lo dico solo per i miei figli, ma anche per me che finalmente sono riuscita ad ottimizzare il mio tempo in modo tale che non sia utile solo per trascorrerlo in compagnia dei miei bambini, ma che lo sia anche per me e per quello che vorrei fosse un brillante futuro all’insegna di una rinnovata e magari ancora più approfondita conoscenza verso una lingua straniera così utile e bella.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.