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Il puzzle della corretta alimentazione

by Giada Lopresti

Sono una persona alla quale piace mangiare. Da sempre.
Amo il buon cibo, adoro immaginare il sapore di ogni portata e mi piace gustare fino all’ultimo tutto quello che devo assimilare. Soprattutto se sono consapevole del fatto che è un qualcosa che mi piace davvero.
Tutto questo nonostante non sia ligia in tutte le mie scelte: nonostante gli sgarri siano diventati più che un extra e nonostante il mio regime alimentare non sia uno di quelli dal quale prendere sempre esempio.
Un regime alimentare, il mio, che alle volte devia anche le scelte dell’intera famiglia.

Detto tra i denti quindi, diciamo che i miei bimbi, seppur sempre con molta attenzione e senza particolari eccessi, di riflesso soprattutto alla sottoscritta, ogni tanto si concedono qualche piccolo sgarro.

Ricordo infatti di essere diventata un’amante dell’alimentazione corretta proprio nel periodo della prima avventura riguardante lo svezzamento. Ligia sotto tutti i punti di vista.
In accordo con il pediatra che mi diede una tabella nutrizionale con tutte le scadenze mensili per inserire piano piano i sapori e alimenti nella dieta del mio bambino, con il passare del tempo creai un prospetto con tutti i principi nutritivi fondamentali dove non solo la dieta sarebbe variata quotidianamente ma anche dove, pasto dopo pasto avrebbe assimilato le corrette proporzioni sia a livello calorico che nutrizionale.
Di mio pugno avevo quindi creato la corretta abitudine che, di conseguenza, portò anche la sottoscritta a mangiare meglio e in modo più regolare.Buone abitudini che negli anni si sono completate anche con l’introduzione di una merenda come Frùttolo.

Una tabella, la stessa, che si susseguì nel tempo anche con gli altri due figli seppur avendo visto degli approcci diversi con lo svezzamento.

Una buona abitudine insomma, che si è consolidata nel tempo e che è andata piano piano frantumandosi durante quel periodo di neofobia alimentare che si presenta intorno ai due anni, quando i bambini non amano la novità e hanno paura del cambiamento alimentare prediligendo sempre le stesse cose e faticando ad assaggiare e sperimentare dell’altro.

Dopo mesi di lotte e alle volte rassegnazioni, ho poi semplicemente capito che spesso per riuscire ad assimilare uno specifico principio nutritivo non era necessario dover mangiare solo ed esclusivamente un alimento, bensì sarebbe stato solo utile trovare la giusta alternativa in grado di compensare quella mancanza.
E così sperimentare non è stato poi così difficile e non è sempre stata una guerra ad armi impari contro dei bambini poco propensi ad ascoltare e farsi consigliare.

Negli anni ho infatti avuto modo di confrontarmi non solo con un bravissimo pediatra alla quale devo moltissimo, ma anche con diversi nutrizionisti che hanno saputo farmi sentire meno in difetto facendomi anche comprendere che, con pazienza e i giusti stratagemmi, avrei potuto migliorare alcuni aspetti delle nostre a volte sbagliate abitudini.

Perché anche a detta del professor Donegani ad esempio, alimentarsi in modo sano non è affatto difficile considerando che le regole da seguire non sono molte ma che, quelle poche, sono decisamente fondamentali.

L’uomo mangia perché per lui il cibo è anche un piacere con il quale non si colma solo un bisogno fisiologico ma con il quale si coprono anche un insieme di sensazioni che coinvolgono altri sensi oltre al gusto. E questo vale sia per gli adulti che per i bambini.

“L’animale si nutre l’uomo mangia. cit. Savarin”

Il segreto di una sana alimentazione è quindi il riuscire ad unire il piacere del gusto al piacere del benessere.  Perché nessun cibo può essere davvero buono se poi, dopo averlo mangiato, non è in grado di farci stare bene. Così come il contrario.

Il cibo, come infatti tutti sappiamo, all’interno del nostro organismo svolge funzioni importanti: fornire energia per vivere.
Un’energia che per la maggior parte viene consumata per quello che viene definito metabolismo basale e, solo successivamente, dove la copertura energetica è necessaria anche per l’energia d’attività.

Per i bambini è importante mangiare al meglio istruendoli sulla percezione del benessere legato al cibo proprio perché il cibo è il materiale con il quale ci costruiamo nel tempo.
Il cibo deve infatti essere in grado di dare quello che serve per crescere e che, una volta diventati adulti, possa fornire il necessario per continuare a cambiare.

Ed ecco perché non è mai troppo tardi per migliorare la nostra alimentazione. Anche quando gli sgarri nel tempo sono stati diversi.

Per una sana alimentazione tutti i principi nutritivi sono importanti e indispensabili per far funzionare al meglio l’organismo. Quindi se le calorie sono da considerarsi la misura dell’energia, le proteine ad esempio sono i mattoni principali che il nostro organismo utilizza per costruirsi e per ricambiarsi.
Così come i carboidrati sono i principi che danno energia e i grassi sono fondamentali per la struttura del sistema nervoso.

Ed ecco perché, sempre, sarebbe bene riuscire a non guardare solo quanto e cosa mangiare ma anche quando. Soprattutto nei bimbi che di energia e di vitamine ne hanno estremamente bisogno per affrontare la giornata magari grazie alla “regola dei cinque”.

Riuscire ad organizzarsi in modo tale i pasti della giornata siano dilazionati in cinque momenti (possibilmente distribuiti in modo equo nel tempo tra loro) è molto importante.
Questo nonostante un bambino necessiti di meno calorie rispetto ad un adulto (circa un terzo in meno rispetto allo standard delle 2000 Kcal).

E in questa fase entra anche in gioco il fatto di non dare peso alle dimensioni di un piatto standard per regolarsi con le giuste porzioni, ma di proporzionare le stesse in base a chi deve consumare l’alimento.
Secondo il professor Doneigani un buon modo per non esagerare con le porzioni (cattiva abitudine di tutti i genitori), è proprio quella di utilizzare la mano del bimbo come unità di misura (dietetica per volumi).

Se l’alimento entra perfettamente nel palmo di un bambino, allora quella è la giusta porzione da proporgli. 

Dare ad un bambino un piatto con la proporzione di un adulto significa quindi fornire il doppio delle calorie necessarie (atteggiamento assolutamente sconsigliato) oltre al far si di non lasciar spazio per altri alimenti e quindi altri principi nutritivi importanti in un pasto.

“Dietetica per volumi. È facile trovare le giuste proporzioni alimentari per ogni singola persona, basta confrontare la grandezza dell’alimento con la grandezza del palmo della propria mano.”

Anche l’idratazione è molto importante. Spesso, nei bambini, confusa con il desiderio di mangiare.

L’idratazione adatta ad un bambino infatti non è assolutamente differente da quella di un adulto: devono bere anche loro circa 1,5/2 litri d’acqua al giorno.
E soddisfare il bisogno di sete è importante soprattutto perché il bambino, fino ai circa dieci anni d’età, non riesce a distinguere molto bene il bisogno di dissetarsi con quello del nutrirsi; e confondendo queste  due necessità ed essendo il bisogno della sete spesso non traducibile, si tende a mangiare invece di soddisfare la necessità di liquidi.
Ecco perché un buon modo per riuscire ad ovviare questo “problema” è quello di abituare il bambino a dissetarsi spesso facendo si che sia il genitore ad offrire l’acqua nei diversi momenti della giornata, creando un abitudine che nel tempo, diventa un bisogno automatico.

Un bisogno che va sposato sempre sia durante l’arco della giornata che durante i pasti. Soprattutto durante quelli che spezzano i due pasti principali: pranzo e cena.

Quei momenti spezza-fame di metà mattina e del pomeriggio chiamati comunemente: merenda.

Anche la merenda di fatti vuole la sua parte. Una parte che è molto importante e che delle volte si tende a sottovalutare.

Perché è vero che la colazione è sicuramente un pasto importantissimo per riuscire ad iniziare al meglio la giornata ma è anche vero che dovrebbe fornire solo circa il 15% delle calorie. E mentre pranzo e cena devono fornirne rispettivamente il 40% e il 30%, per la merenda rimane il restante 15% che equivalgono alle stesse calorie della colazione.

La merenda infatti si divide appunto in due momenti importanti dove la merenda del mattino deve essere molto leggera soprattutto considerato il caso dei bambini che frequentano già la scuola e che è un momento sedentario della giornata dove non si consumano molte energie. Al contrario di quella del pomeriggio dove invece, la merenda, spesso anticipa delle attività motorie dal consumo energetico importante (parco, sport, ecc..).
Una merenda, comunque, che deve favorire anche il non appesantirsi a cena arrivando a quel momento con eccessiva fame.

Ecco perché bisogna quindi trovare la giusta dose da dare al proprio bimbo.
Ci sono infatti molti alimenti che, nonostante siano considerati salutari, sono troppo calorici per un bambino.

Ed è l’abitudine a determinare i risultati sulla salute.

Perché non bisogna pensare solo alle calorie ma anche all’equilibrio (tutti i nutrienti) compensando adeguatamente tutto l’apporto nutrizionale, pasto dopo pasto, senza eccedere nei diversi momenti della giornata ed equilibrandoli al meglio.

Parlando di merenda, noi spesso abbiamo l’abitudine di variarla proponendo sempre alternative diverse. E da grandi estimatori e consumatori di determinati prodotti che in casa nostra non mancano mai (il Frùttolo è sicuramente uno di questi), riusciamo ad offrire alternative indispensabili al giusto apporto calorico.

In una porzione di Frùttolo ad esempio è presente una buona quota di proteine, una giusta quota di grassi e una corretta quota di zuccheri.

Ed ecco anche perché è un prodotto che, almeno personalmente, mi trascino molto volentieri fin dalla mia infanzia e che negli anni è ritornato ad essere parte integrante nella mia vita da mamma.

Soprattutto oggi, dove gli zuccheri presenti sono diminuiti del 30% per cento negli ultimi dieci anni e dove si può anche parlare di prodotto con ingredienti di origine  100% naturale in quanto tutti gli ingredienti presenti nel Frùttolo, provengono esclusivamente da fonti naturali, ovvero da origine vegetale, animale, minerale o da microrganismi (naturali sono anche i processi di lavorazione di questi ingredienti).
E non solo non vengono quindi utilizzati ingredienti non naturali, gli zuccheri sono presenti nel 21% della quantità giornaliera massima consigliata ma anche fonte anche di vitamina D importantissima per lo sviluppo delle ossa.

Scegliere quindi una merenda come Frùttolo (formaggio con aggiunta di frutta) è importante quanto lo è avere la possibilità di consumare una merenda a base di latte.

Prodotti come il Frùttolo infatti apportano molti benefici come: l’assunzione di fermenti lattici vivi, il poter essere consumato il qualsiasi momento della giornata tra i cinque pasti consigliati, l’essere versatile in base al gusto e al sapore preferito mettendo spesso d’accordo genitori e figli, il non contenere coloranti e conservanti e molti altri aspetti elencati anche poco sopra.

Noi spesso, ad esempio, abbiamo l’abitudine di consumarlo come merenda fresca, soprattutto adesso che inizia il periodo più caldo dell’anno, accompagnandolo con un bicchiere d’acqua diventa un ottimo spezza-fame in attesa della cena.
Ed è così ogni giorno praticamente da sempre.

Aver avuto la possibilità quindi di confrontarmi per l’ennesima volta con un nutrizionista, mi ha fatto capire – per l’ennesima volta- che non sempre quelli che riteniamo degli errori in realtà sono tali, e che al contrario le convinzioni che abbiamo su alcuni alimenti sono reali e corrette. Anche verso quelli che non sempre crediamo salutari.

Per quanto mi riguarda quindi, di errori in questi questi sette anni da mamma ne ho sicuramente fatti e probabilmente – anche se non volutamente – continuerò a compierne, ma avere la certezza di aver sposato coscientemente alcune scelte che sono state confermate come buone, mi fa decisamente sentire più normale e meno in colpa.
Una mamma normale con dei bambini felici di poter mangiare quello che gradiscono senza però quel dubbio del “chissà se questa cosa fa male”.

<Post bin collaborazione con Frùttolo>

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