Ormai siamo prossimi al quarto compleanno del grande ometto di casa. Un giorno come tanti per molti ma indubbiamente molto speciale per noi.
Negli anni passati ho sempre organizzato tutto com molta cura, scegliendo ogni dettaglio come se fosse indispensabile non sbagliare nulla.
Tutto doveva essere a dir poco perfetto.
Adesso è molto più frenetico e spesso complicato.
E non è sempre mancanza di organizzazione e di tempo, ma spesso è solo questione di priorità. Dovendo gestire il quotidiano di una famiglia composta di cinque elementi di cui tre sono piccole pesti urlanti, anche tramutarsi in un polipo dai mille tentacoli serve davvero a poco.
In casa rimbomba come un tuono la parola mamma ad ogni ora del giorno (e a volte anche della notte) e per quanto delle volte si vorrebbe avere un paraorecchie e magari anche un paraocchi, è impossibile riuscire a non considerare il richiamo della natura.
Cucinare, stirare, lavare, organizzarsi, e tutto quello che concerne l’essere mamma, quando arriva il terzo figlio diventa quasi ingestibile.
Anzi… senza quasi.
Ecco perché a distanza di sole due settimane dal grande giorno ancora l’unica cosa che sembra definita è il tema della festa: ovviamente supereroi. Anche quest’anno.
Bisogna ancora cercare gli inviti, scegliere gli addobbi, comprare i palloncini, decidere i colori da utilizzare per rendere tutto il più bello possibile. Perché si, una mamma può non riuscire ad organizzarsi ma un bambino ha una festa tutta sua solo una volta l’anno. E quel giorno deve essere perfetto.
Le ricerche iniziano sempre dallo steso punto. Riuscire a trovare una fantasia unica che renda l’ambiente accogliente perfettamente a tema dal bicchiere al ricordino per i compagni di classe.
Ma sul ricordino, almeno personalmente, entro sempre nel panico.
Non so mai cosa sia bene mettere all’interno del sacchetto da lasciare ad ogni compagno di asilo. Nel nostro caso le femminucce ad esempio possono rimanere sempre un pò deluse perché per poter scegliere tutti gli accessori a tema, anche il contenuto di ogni sacchetto è sicuramente più maschile che femminile.
Sarà per questo che alla fine si ricade sempre sulle scelte più ovvie: dolci, cioccolato e caramelle. Ma quanti genitori odiano vedere i propri figli che si ingozzano di schifezze dopo un intero pomeriggio passato a mangiare pizza, patatine e rustici?
Nonostante ci pensi spesso, è innegabile che delle volte a qualche mamma possano saltare i nervi.
Ancora molte cose di questa festa (per non dire tutto) sono da valutare e decidere, ma almeno per il momento l’idea del ricordino per i compagni è molto chiara.
Ogni sacchetto conterrà si delle caramelle ma non saranno le solite gelè piene di zucchero che puntualmente ti fanno capitombolare dal dentista con qualche carie, ma delle gustose tavolette con l’80% di latte che ricordano la mia infanzia e che, per festeggiare i 60 anni della loro nascita, è stata creata una confezione celebrativa: sto parlando delle Galatine.
Dopo la scoperta (e la scorpacciata) fatta in uno dei miei ultimi viaggi a Milano, ho deciso che per festeggiare mio figlio e ringraziare i suoi compagni per aver partecipato alla festa rendendola sicuramente più speciale le bambine avranno un sacchetto con le Galatine nella versione latte e fragola proprio per la loro confezione bianca e rosa.
I maschietti invece avranno le classiche tavolette al latte (bianche con la confezione bianca e blu) e per entrambi ci sarà all’interno una pioggia delle stesse nella versione latte con piccole gocce di cioccolato.
Tutto è ancora ovviamente da definire ma visto che il tempo è tiranno e vola sempre più veloce di quanto vorremmo credo che l’importante sia semplicemente essere riuscita a creare qualcosa per evitare di trascinare tutte le scelte all’ultimo minuto.
E anche se è la prima volta che organizzo un compleanno iniziando dalla parte finale, per poter essere perfetta questa festa deve pur incominciare a prendere forma in qualche modo e direzione.
La strada è ancora tutta in salita ma impostata la prima alternativa tutto il resto dovrebbe iniziare a prendere forma di conseguenza. O almeno questo è quello che spero.
Un augurio nel frattempo lo dedico a me stessa visto che per come sono messa, direi che al momento ne ho davvero bisogno.
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