Maternità

Le gioie della maternità

Dopo soli quattro anni dal mio primo test positivo sto vivendo con infinita gioia la mia terza gravidanza. È un momento bellissimo sia per me che per la mia famiglia, un momento nella quale siamo circondati da molto affetto e dove piano piano anche i miei bambini cercando di entrare nell’ottica di essere dei fratelli maggiori (o quanto meno il più grande dei due), e quello che io auguro loro è di essere i migliori fratelli maggiori che qualcuno possa desiderare.

Essere mamma è un emozione che non si può descrivere.
È una sensazione così magica e unica che per poterla comprendere nella sua intimità e nella sua profondità può essere solo provata.
È un pò come quando ti ritrovi nel dover assaggiare un nuovo alimento: non puoi sapere se ti piacerà fino a che non lo avrai provato.

Nonostante le mie quasi tre gravidanze non potrei mai e poi mai dimenticare il momento in cui mi sono sentita davvero mamma per la prima volta.
Fare il test con il conseguente risultato positivo, vedere crescere il pancione di mese in mese e iniziare a percepire piccoli movimenti che con il tempo si intensificano. Riconoscere i calcetti e i lievi pugni, cantare le canzoni ad un bimbo di cui non conosci ancora il volto, parlargli.. arrivare al termine e non vedere l’ora che quel forte dolore finisca e che una volta passato faticare a credere di essere stata così forte da poter riuscire a sopportare tanto.

E poi è li, tra le tue braccia
dopo cinque minuti di papà, nove mesi di attesa e interminabili minuti di sofferenza: tutti momenti che all’improvviso mente svaniscono perdendo il loro senso quando incontri per la prima volta i suoi occhi.

Ho vissuto anche io la mia prima volta di tutto questo e nonostante siano sensazioni molto intense, nonostante abbia aspettato e desiderato mio figlio con tutta me stessa, non mi sono sentita mamma da subito. Mi è servito del tempo.
Il mio corpo sapeva di doversi donare completamente a lui, ne sentiva il bisogno ma la mia mente era bloccata… spaventata. Non c’era stato quel colpo di fulmine di cui avevo sentito tanto parlare. A me era servito più tempo. Tanto quanto sarebbe bastato per sentirmi davvero mamma.
Ma non è trascorso molto.
Dopo un intensa conoscenza pelle a pelle dal primo attimo è scattato in me qualcosa, quel qualcosa che ogni giorno provo da allora. È un amore puro come mai credevo di poter provare ed è bastato un solo attimo per far si che questo nascesse nel mio cuore.

Da quel momento tutto di giorno in giorno è diventato più naturale e più complice tra di noi. Prendermi cura del mio bambino non era più per me il compito del mio essere mamma, ma era diventata una missione quotidiana ed è tutt’ora lo scopo delle mie giornate.
Soprattutto per i primi tempi dove sentivo fosse fondamentale mantenere la stessa routine in ogni fase della giornata, e il momento delle coccole e della nostra intimità iniziava tutto dal un banale e semplice gesto: il cambio pannolino. Ogni cambio infatti rappresentava una serie di situazioni che a rotazione si susseguivano una dietro l’altra.

Il risveglio dalla nanna, il giocare sul fasciatoio con coccole e massaggi, il lavarsi nel lavandino del bagno, l’avvolgerlo nell’accappatoio e il cambio del pannolino rigorosamente Pampers  che aveva quel profumo inconfondibile al suo interno. Tutto questo prima di riuscire a far indossare una tutina pulita al mio bimbo e di attaccarlo dolcemente a me per la poppata che lo attendeva. Una meravigliosa routine che non guardava se fosse notte o giorno era una cosa da fare, era una cosa che volevo fare.

Sono abbastanza convinta che ci siano persone che nascono con una predisposizione particolare per diventare qualcuno e io so di essere sempre stata una mamma. Forse dovuto dall’immensa fortuna che ho avuto nell’avere al mio fianco una donna splendida come la mia di mamma, forse il desiderio forte di non attendere troppo per realizzare il mio sogno di diventare mamma o forse semplicemente perché così lo sono da sempre.

Mamma si nasce, mamma si diventa, prima o poi mamme lo si è e basta.
Ma il momento in cui questa sensazione diventa reale e palpabile è una di quelle cose che nella vita porterai sempre nel cuore vivide negli anni come se tanto tempo non fosse in realtà mai passato.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati
Giada Lopresti

Nata e cresciuta nell'hinterland milanese, sono passata dalle nottate nei locali con le amiche a quelle in bianco con tre piccole pesti.

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Giada Lopresti

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