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La nostra estate con Kenzo Kids

by Giada Lopresti

Ho lavorato per più di dieci anni nella moda. In negozi di moda di vario genere a dire il vero.
Dall’abbigliamento francese femminile allo sportivo prettamente maschile. Dal negozio casual, che offriva una vasta scelta per tutte le età con capi creati in collaborazione con importantissimi stilisti, a quello che della moda ne ha fatto un’icona nel tempo.
Mai però ho avuto l’occasione di avvicinarmi, o comunque approcciarmi, all’abbigliamento bimbo (o bimba) fino a che non sono diventata mamma.

Attraversando la fase della gravidanza in tutte le sue ricchissime sfumature e in un luogo così lontano dalle mie amicizie e dalle persone con cui per anni ho condiviso gioie, dolori, opinioni e consigli, è stato per me tutto così nuovo da non comprendere minimamente, da sola, le differenze da taglia a taglia. Tutto per me era uguale.
L’occhio così allenato per le taglie da adulto, tanto da aver per anni vivisezionato ogni persona che capitava sotto il mio sguardo, tra l’indovinare il brand di un determinato capo e persino la taglia, con l’abbigliamento bimbo non è mai servito.

Persino dopo essere diventata mamma non sapevo guardare mio figlio per regolarmi nello scegliere una semplice tutina, se non grazie alle misure che, periodicamente, mi indicava il pediatra grazie ai vari controlli dedicati alla crescita.

Ho sentito sgretolarsi anni di conoscenza tra le mani come se, mai, avessi acquistato in autonomia un semplice paio di mutande.

Spesso la colpa di questo la davo a me stessa e all’inesistente approccio mai avuto con dei bambini prima di averne di miei.

E c’è voluto tempo per far si che, da sola, fossi in grado di indovinare la giusta taglia.
C’è voluto del tempo per permettere a mese stessa di scegliere dei capi adatti a mio figlio senza dover tornare in negozio per cambiare una taglia. Soprattutto se quella taglia era stata magari ripetuta per una trentina di capi in fase di cambio stagione.
Scontrini chilometrici e decine di vestiti da riportare al negozio per l’infinita gioia delle dipendenti.

Ma se per mesi ho dovuto lottare con la mia totale ignoranza sul fattore taglie, con decisa modestia posso almeno dire che il gusto, almeno credo, non mi è davvero mai mancato.

Negli anni infatti ho sempre vestito i miei bambini, uno dopo l’altro, con molto stile.
Uno stile non sempre differenziato da un particolare brand o da un marchio famoso: il più delle volte era solo una questione di accostamenti di colore e abbinamento dei tessuti. In altre occasioni invece, bastava un accessorio per poter fare la differenza.

Mi sono cimentata in quella che era la scarsa scelta nell’abbigliamento maschile baby, con la convinzione che, anno dopo anno, facesse si che diventassi sempre più certa del fatto che “bisogna solo saper scegliere”. Se infatti nell’abbigliamento da bambina le alternative si sprecano, in quello da maschietto non può essere da meno se hai una vera e propria passione per lo shopping.

E quale mamma non ha questa frenetica propensione all’acquisto?

Parlando di brand, negli ultimi sei anni, ho conosciuto per scelta e per proposte di terzi, moltissime griffe. Anche importante come Kenzo bimbo.

Ho avuto modo di sperimentare sui miei bambini (che una volta vestiti si sono trasformati in cavie meravigliose), diverse tipologie di vestibilità, tessuti, marchi, colori. Ho potuto confrontare, sia per piacere che per lavoro, modelli e brand che mi hanno permesso di creare una piccola enciclopedia anche sull’abbigliamento baby (se così vogliamo definirlo), facendo sì che potessi essere ancora più decisa nella sia nella mia scelta e nel far sì che i miei bambini non perdessero la loro voglia di comodità costante.

Ci sono state occasioni in cui ho dovuto riflettere sul se continuare a scegliere o meno un determinato tipo di prodotto.
Si sono presentate altrettante occasioni dove ho potuto provare, e capire meglio, marchi amati dalle mamme (capendone anche il perché) esattamente come ho avuto la possibilità di collaborare con brand che ho sempre desiderato in qualche modo fare miei soprattutto perché stimati sotto diversi fronti.

Stimati e ammirati come è sempre stato per Kenzo Kids, un brand dai capi sicuramente originali nelle fantasie ma, in principale modo, assolutamente unici.
Unici perché sarei capace di riconoscere un capo firmato Kenzo Kids anche solo dal profumo dei tessuti: il suo stile, il suo modo di approcciarsi alle collezioni, la classe nel creare i pacchetti colori senza perdere mai d’occhio tutto il resto, è più unica che rara. Soprattutto se consideriamo che, nel momento in cui si intravede una tigre, parliamo per forza di un capo di questo stilista.

È anche per questo che nasce una nuova collaborazione.

Kenzo sarà uno dei brand che ci accompagnerà nei prossimi mesi, iniziando proprio dalle imminenti vacanze estive.

In previsione delle vacanze che ogni giorno si avvicinano sempre più, quale migliore occasione per imparare a conoscere davvero un brand di abbigliamento per bambini?

Quale migliore occasione della messa alla prova grazie alla loro frenesia e il loro continuo correre su e giù nonostante i quaranta gradi all’ombra e nonostante il sudore coli sulle palpebre impedendo la giusta visuale. Quale migliore occasione dei frequenti lavaggi causati da incidenti di ogni tipo consapevoli che la mamma non ha portato con se nemmeno i cambi per una settimana.
Quale migliore occasione di un’estate per sfoggiare degli outfit dallo stile inconfondibile, dai colori prettamente estivi e dalle fantasie che fanno impazzire: fantasie che rappresentano luoghi. Luoghi che, nemmeno a farlo apposta, ho nel cuore da una vita.
Parigi, la città dell’amore e che vidi solo una volta molto molto tempo e della quale mi innamorai perdutamente e New York, la meta che sogno da una vita intera.
Chiamiamole se vogliamo, coincidenze.

Kenzo kids ha creato degli abbinamenti perfetti a 360 gradi perché, oltre ai pregi elencati fino a poco fa, anche lo stile dei capi rispecchia perfettamente il modo in cui amo vestire i miei bambini. Uno stile che loro hanno sempre apprezzato alla grande.

Ed è così che forse, se per loro la cura dei dettagli è insignificante ecco che invece l’ex vicedirettrice di un negozio di moda, rispolvera quegli attimi di infinita felicità nello scoprire dettagli che bisogna amare per forza.

I particolari come un inconfondibile logo sfoggiato nel risvolto del bermuda jeans o dal semplice fatto che la felpa Kenzo bambino riprende lo stesso tema della maglietta di un fratello rendendole assolutamente cool.

Uniamo poi il fattore “stessi bermuda e stesso berretto con visiera” per due dei tre bimbi, proprio come io amo vestirli. E da li ciao: that’s amore.

Questi colori estivi che ci accompagneranno per tutta la nostra (si spera non troppo) calda estate, saranno i compagni di avventura dei miei bambini giorno dopo giorno e scoperta dopo scoperta.
Attendendo con entusiasmo la giornata che sta per volgere al termine dove, dopo una mattinata al mare e un pomeriggio in piscina, una bella doccia calda farà si che profumati e pettinati potremo dettare la nostra moda, la dove tutti probabilmente mi guarderanno come la folle che va in vacanza da sola con tre figli.

Ma di questo, ovviamente, ne dovremo parlare più avanti.

<Post in collaborazione con Kenzo Kids>

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