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Dieci anni insieme: i regali di Natale per lui

by Giada Lopresti

Dieci anni insieme sono molti ma c’è da dire che, almeno dal mio punto di vista, sono solo l’inizio di una storia che ha ancora moltissime pagine da scrivere.
Amo mio marito da sempre e proprio per questo credo di essermi goduta il nostro rapporto sempre a trecentosessanta gradi. C’è anche da dire però che negli anni molte cose si sono trasformate da novità a piccole abitudini quotidiane. Abitudini che ho imparato ad amare tanto quanto amo lui ma che con il tempo si sono anche rivelate troppo sedentarie.

Forse proprio grazie al fatto che siamo così diversi l’uno dall’altro, abbiamo sempre cercato di fare del nostro meglio per coinvolgerci anche in situazioni che alla rispettiva metà non facevano letteralmente impazzire ma anche questo, se non soprattutto questo, ci ha permesso di conoscere nel profondo i rispettivi limiti e gusti.

E se di gusti si parla, io che al contrario di mio marito non mi sono mai saputa frenare negli acquisti, mi sono ritrovata spesso e volentieri a riempirlo di regali anche senza una reale motivazione di fondo. Lo facevo perché guardando una determinata cosa attraverso una vetrina mi veniva semplicemente in mente lui pensando a quanto potesse essere contento nel riceverla. E il passo dall’osservare all’acquistare era sempre decisamente breve. Troppo breve. 
L’ho fatto per anni e soprattutto l’ho fatto nei primi anni dove tra alti e bassi speravo che in fondo ognuno di quei gesti fosse un modo per perdonarci e andare avanti.

Poi la fantasia ha iniziato a vacillare perché regalare qualcosa a qualcuno che ha già tutto non era poi così semplice.

Con gli anni ho quindi iniziato ad invecchiare precocemente regalando mutande e abbigliamento che nemmeno mia nonna credo mi abbia mai regalato. Ma il problema di fondo era che, ad ogni occasione, scegliere il regalo giusto si rilevava davvero difficile.
Difficile tanto da iniziare a pensarci un mese prima per evitare di spendere cifre inutili utilizzabili tranquillamente per qualcos altro.

Diventando genitori poi ogni tipo di festività,  anno dopo anno, è stata semplicemente chiusa a chiave nel cassetto.
La primissima eliminata fu San Valentino (che a dire il vero mio marito non ha mai amato) con un pò di malincuore da parte mia non tanto per la festa quanto per l’occasione di poterci scambiare dei doni passando del tempo da soli (cosa che in presenza di figli è sempre abbastanza difficile). E ovviamente per doni non intendo un anello di diamanti: noi siamo stati sempre la coppia da una pizza d’asporto, una cena un pò più speciale ma sempre in casa, un dolce e un semplice mazzo di fiori.

Sparita una festa, con l’aumentare dei figli sono sparite anche quasi tutte le altre.

Che da una parte può essere un bene perché non solo si riesce a risparmiare qualche soldino (che immancabilmente andrà comunque speso per la prole) ma è anche un bene perché almeno la difficoltà del dover scegliere un regalo si limita ad occasioni numerose tante quante le dita di una mano (dove di dita ne mancano quattro).

Se c’è infatti una cosa a cui proprio non possiamo rinunciare è il Natale.
Il Natale è quello che di più sentito c’è all’interno di una famiglia soprattutto se nella stessa si ha la fortuna di avere dei bimbi che ti fanno rivivere l’infanzia passata e la magia del Natale con gli stessi occhi che si avevano ormai tanti anni fa.
Arriva il Natale, si prepara l’albero, le strade si riempiono di luci, arriva il freddo e in alcune parti del mondo arriva anche la neve. Ma insieme a tutto questo arriva anche l’ansia da regali.

Con i bambini giochiamo sempre molto facile: loro non sono pretenziosi e anche quelle poche cose che chiedono hanno dei budget davvero accessibili. Almeno per il momento quindi siamo più che fortunati.
Ma, tolti i bimbi, almeno per me rimane il dilemma marito. Dilemma che puntuale come un orologio svizzero si presenta ogni anno.

Ha tutto e non vuole niente. Non vuole nemmeno una scorta di maglie della salute con spessore 700 denari e interno felpato che continua a rifiutare nonostante il freddo torinese.

Ad ogni dicembre insomma la situazione è la medesima.

Io in difficoltà con gli acquisti, lui che invece si arrabbia se accenno al volergli comprare qualcosa che può comunque essergli utile. Nonostante tutto, la risposta è sempre la stessa: a Natale non voglio nessun regalo. E sempre nonostante tutto, come ogni anno faccio esattamente di testa mia.

Per farlo contento spendendo “meno” ho approfittato del black friday per darmi al pazzo shopping acquistando quello che so per certo non potrebbe mai rifiutare. Ho imparato negli anni i suoi punti deboli e ormai so bene dove posso colpire per far si che non mi dica nulla: due argomenti fondamentali sono la sua famiglia (e quindi noi) e superman.
Si lo so…ormai mio marito ha varcato la soglia dei trent’anni ma le passioni sono passioni e al cuore non si comanda.

Vivere in una casa diversa da questa lo ha portato a doversi adattare traslocando buona parte di ciò che aveva qui. Buona parte ma non tutto.
Abbiamo acquistato ciò che serviva e per carattere si è molto accontentato di quello che abbiamo potuto acquistare sul momento. Ecco perché, finalmente, ho l’occasione di far si che questo Natale sia un pò più speciale anche per lui. Anche grazie all’ormai super testato Troppotogo.

Quando aprirà i suoi regali sono certa rimarrà a bocca aperta.

Potrà finalmente sostituire quel vecchio e scolorito accappatoio che ormai ha da anni con un morbidissimo telo nuovo con i colori e il logo del suo supereroe preferito.
Potrà sentirci vicini ogni volta che varcherà la porta di casa anche in nostra assenza perché il suo tappeto di ingresso gli ricorderà che quella adesso è la casa della sua famiglia e che ormai manca poco per riuscire ad essere di nuovo tutti insieme.
Entrambi regali che avevo già adocchiato anche un anno fa ma che per problemi tecnici non ero riuscita ad acquistare rimandando tutto a data da destinarsi.

Non vedo l’ora che arrivi il 25 dicembre per vederlo emozionarsi per questo piccolo gesto sicura che per lui sarà qualcosa di enorme valore ed importanza.
Non vedo l’ora di vederlo con l’accappatoio gonfio di orgoglio quando i nostri bambini lo inizieranno a chiamare SuperPapà.
Ma soprattutto non vedo l’ora di poter calpestare tutti insieme quel tappeto che sarà il nuovo benvenuto della casa che a breve dovremo di nuovo scegliere.

 

 

 

 

<Post in collaborazione con Troppotogo>

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