Home Recensione Ti porto con me – Hipster
Anteprima Hipster MiaMily

Ti porto con me – Hipster

by Giada Lopresti

Sono sempre stata un amante dei passeggini e non per nulla ne ho tanti da fare invidia anche al miglior negozio di prodotti per l’infanzia. Amo sperimentare, mi piace scoprire prodotti diversi e individuarne funzionalità e differenze e avendo due bambini, se esco da sola difficilmente capita l’occasione di farlo a piedi con entrambi i pargoli sguinzagliati, anzi direi proprio che ad oggi non è mai capitato.

Abito in un paesino tranquillo dove non c’è molto traffico ma le varie abitazioni sono site su più livelli e questo fa si che per andare da qualche parte si debba camminare in punti un pò pericolosi. I marciapiedi praticabili in stile family friendly sono presenti solo su due strade e una di queste è occupata principalmente dai tavolini dei bar, lampioni e piante di vario genere e dimensione. Non abbiamo nemmeno una zona pedonale e questo implica sempre la massima allerta quando i bimbi camminano al nostro fianco.
Detto questo credo sia comprensibile che camminare con un unenne e un treenne senza alcune precauzioni, in queste condizioni significherebbe rischiare e far rischiare loro la vita ogni tre secondi perché a meno che non si abbia una catena per tenerli sempre vicini, la possibilità che si possano fare male o peggio è sempre molto alta.
Con questo non voglio insinuare che con il passeggino invece sia molto più comodo e pratico. Certo riesco ad averli sotto controllo e fermi sulle loro comode sedute ma con i vari ostacoli da evitare e le gincane da fare su e giù dagli stessi marciapiedi rischi comunque che prima o poi ti sfugga una macchina o un motorino che ti tiri sotto con tutta la prole.
Generalmente però tendo a guardare il lato positivo di tutto questo: continuare a manovrare il passeggino con un totale peso bimbi di 30 kg sicuramente aiuta a rinnovare i miei bicipiti facendomi risparmiare sulla spesa mensile della palestra.

Nonostante però sia un amante delle baby quattro ruote, sono sempre rimasta molto affascinata dal mondo del portare. Amo vedere le mamme con i loro bimbi attaccati a se che dormono beati ascoltando il battito del loro cuore, amo vedere i pargoli più grandi che invece si fanno trasportare come se fossero lo zainetto del picnic mentre si guardano in giro osservando il mondo in tutta la sua grandezza. Amo e ho sempre ammirato tutto questo tanto da averlo spesso e volentieri provato su di me e sui miei figli.
Ho scoperto il contatto magico pelle a pelle che nella fasciatura calmava le coliche, ho scoperto quanto può essere divertente per entrambi rimanere vicini anche solo per accontentare il “figlio mammone” mentre tu riesci a liberarti le mani per poter finalmente fare altro.
Sono stata salvata spesso da una fascia e anche se probabilmente mi manca la cultura approfondita di chi invece ne sa più di me, credo di saperne abbastanza per poter dire che portare crea un grande beneficio fisico e psicologico sia per la mamma che per il bambino e mi è sempre bastato sapere questo.

Passeggiata con Hipster in riva al mare

Prima di conoscere le fasce però, come molte neo mamme poco informate avevo fatto l’errore di acquistare un marsupio, oggetto che è stato totalmente demonizzato con il tempo sia da me che dalle mie amiche dopo aver scoperto la totale inutilità e non ergonomia che in realtà possedeva.
Portare infatti non è solo un piacere ma deve essere anche un dovere nei confronti dei propri bimbi (e magari anche nei confronti della nostra schiena). Devi sapere come va fatto, devi sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato, devi sapere perché.

I prodotti idonei al portare infatti devono essere ergonomici (siano essi fasce o marsupi) per impedire che il bambino rimanga “seduto” in una posizione scorretta che può, con il tempo portare ad avere dei grossi problemi nello sviluppo delle anche.
Ecco perché quando mi chiedono di provare dei prodotti del portare rimango sempre un pò titubante. Io infatti non parlo mai di prodotti che non mi piacciono o con la quale non mi sono trovata bene ed essendo un argomento delicato è difficile anche non creare scompiglio facendo scontrare pareri totalmente diversi e, probabilmente, anche questa volta sarà così anche se questo non vale per me.

Ho avuto modo di provare un marsupio, un innovativo marsupio aggiungerei, che a primo impatto mi aveva lasciata un pò perplessa lo ammetto, ma poi… beh poi è stato amore. Non è l’articolo di un brand famoso (almeno non qui in Italia), e anzi forse nella nostra penisola ancora non lo conosce nessuno o quasi ma al contrario dei classici modelli di marsupi ha una cosa che nessun altro modello ha: la seduta seggiolino.
Hipster è un porta bebè unico, dotato di fascia di sostegno, con seggiolino integrato, che consente di trasportare il bambino per tempi più lunghi, con maggiore comodità e senza sforzi. Garantisce al bambino più libertà per osservare ed esplorare il mondo, senza costrizioni. Il suo design ergonomico consente di distribuire il peso uniformemente lungo la parte bassa della schiena e le spalle (se indossato utilizzando anche la parte superiore del porta bebè), per minimizzare gli effetti a lungo termine dovuti alla fatica e a una postura scorretta. Un semplice movimento per un rapido inserimento o uno sgancio immediato: un design che consente di posizionare e prelevare il bimbo in pochi secondi, e addirittura con una sola mano.
Lo si puà usare in moltissime posizioni e, in ognuna di queste il bambino non ha problemi di postura proprio perché la seduta studiata nei minimi dettagli, evita la posizione gambe a penzoloni o sospese, dettaglio importante soprattutto per chi è più appassionato dell’argomento e ne conosce approfonditamente le conseguenze.

Seggiolino Hipster

Componenti Hipster

Io stessa l’ho sperimentato in diversi modi: dall’utilizzo del solo seggiolino per non far stancare la mia schiena tenendo in braccio i miei figli, alle lunghe passeggiate in posizione laterale utilizzando la versione monospalla. Ed è stato un vero successo.
Mi è piaciuto scoprire le varie posizioni, mi è piaciuto cimentarmi nell’utilizzo di qualcosa che si è rivelato così utile, comodo e assolutamente innovativo. Mi è piaciuto rivivere i momenti di quando portavo in fascia i miei bambini (soprattutto Vincenzo) utilizzando però un marsupio che sapevo essere quello giusto per loro e per me.

Non sono una donna fissata con il portare ma so la scoperta che ho fatto, so che Hipster può essere ed è un ottimo sostituto dei migliori prodotti in commercio perché nella sua unicità raccoglie tutti i bisogni di una mamma e del suo bambino permettendo finalmente di “indossare” i nostri figli con la certezza di dare loro il giusto supporto proprio come se fossero seduti su una vera e propria sedia.

Ti porto con me Hipster

Potete anche visionare e scaricare il PressKit con informazioni complete e il video della pagina Facebook per capire come nasce questo prodotto.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.