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Home RecensionePasseggino Doona l’ovetto con le ruote

Doona l’ovetto con le ruote

by Giada Lopresti

È inutile continuare a ripetere quanto la sicurezza in auto dei bambini sia importante. Inutile ovviamente per chi ha ben chiare le conseguenze che possono portare il non utilizzo o lo scorretto utilizzo di sistemi di ritenuta inadeguati.

Poco tempo fa ho appurato che l’ignoranza tra noi genitori non solo esiste ma è anche tanta, anche se non tutti possono usare questa come scusa. Molti infatti, anzi persino troppi, sono anche notevolmente pigri nel sistemare i bambini sul seggiolino auto.
Questo capita spesso soprattutto con i neonati che con la scusa che hanno fame, con la scusa che piangono, con la scusa che hanno caldo, con la scusa che…., viaggiano sempre o quasi in braccio a qualcuno all’interno dell’auto.

Ma se ci fosse un passeggino che per essere messo in auto non avesse bisogno di tutti quei “macchinosi” meccanismi del togliere l’ovetto, sistemare il telaio, aprire il cofano, legare l’ovetto, ecc, i genitori utilizzerebbero i seggiolini con più entusiasmo? Non so perché ma sono convinta di si!

E se dicessi che un passeggino così esiste? Se dicessi che  con un semplice tocco si avrebbe la possibilità di chiudere le ruote e inserirlo in macchina tenendo i propri figli al sicuro senza fare “chissà quali sforzi”?

E se dicessi che questo prodotto è già in commercio da veramente parecchio tempo?

Io ho scoperto il Doona un paio di anni fa, leggendo altri blog mammeschi come il mio e mi ero ripromessa che se mai avessi avuto un altro bimbo lo avrei provato sicuramente.
Un ovetto con le ruote integrate che ti permette, chiudendosi su se stesso, di non dover utilizzare due pezzi (telaio e ovetto) per poterci andare in giro.

Comodissimo per la macchina, comodissimo per i viaggi e gli spostamenti dove anche solo per prendere un taxi l’uso del seggiolino auto diventa obbligatorio.

Doona schienale

Negli ultimi mesi ho viaggiato moltissimo e soprattutto perché allatto, Enea ha dovuto affrontare con me ogni trasferta fuori casa.

Questa scelta forse parecchio azzardata, inizialmente mi ha fatto temere che mio figlio forse davvero troppo piccolo per potermi seguire in ogni dove ma nonostante tutto, ho voluto incrociare le dita e tentare nella speranza che andasse tutto bene.
E così è stato.

Enea si è dimostrato un vero amante di aerei e mezzi pubblici collaborando tra poppate, sonnellini e vari momenti di panico che hanno letteralmente travolto le mie giornate. Questo perché nonostante sia un bambino da complimenti continui, è pur sempre una piccola creatura bisognosa di attenzioni che vuole muoversi, vedere il mondo e che ha anche bisogno di qualche coccola.

Soprattutto per i primi viaggi ero davvero indecisa sul come gestirmi.
“Avrebbe avuto bisogno di stare sdraiato nella navicella? E per quanto tempo? E se mi fossi dovuta muovere in macchina come avrei fatto per il seggiolino? O forse era meglio tagliare la testa al toro e muoversi direttamente con un passeggino adatto dagli zero mesi?”

E monta e smonta passeggini vari non sarebbe stato semplice.

Perche il problema non sussisteva tanto nel dover viaggiare quanto dover percorrere il più delle volte 2400 km in poco più di dodici ore: 1200 per arrivare e 1200 per tornare. E questo solo in aereo!
Poi c’era il tragitto in macchina da casa fino all’aeroporto (andata e ritorno), il pullman dall’aeroporto fino in città (andata e ritorno) ed eventualmente anche qualche mezzo pubblico per poter concludere in bellezza tutto il quadro del viaggio.

Doona manico

Oltre alla comodità e alle esigenze di mio figlio però quello che mi preoccupava particolarmente era come avremmo gestiti tutti i vari ed eventuali viaggi in macchina durante le trasferte.
Volando da sola infatti, avevo la necessità di poter lasciare il passeggino sottobordo (quindi fino alla scala per salire sull’aereo) e ritrovarlo pronto non appena scesa. Questo avrebbe agevolato entrambi in quei momenti dove solitamente ci si fa prendere dallo sconforto perché l’urlante bambino non vede l’ora di prendere un pò d’aria comodamente sdraiato o seduto nella sua carrozza e al contempo la mamma non desidera nient’altro che liberarsi le braccia per riuscire a rilassare anche solo un paio di minuti i muscoli in tensione.

E proprio fin dal nostro primo viaggio il Doona è stato una vera e propria salvezza.
Essendo un ovetto con le ruote mi ha dato ampio margine di comodità in ogni trasferta affrontata.

Lo caricavo in macchina in direzione aeroporto ed Enea si svegliava solo quando ci trovavamo davanti all’aereo perché veniva disturbato dal fatto che ero costretta a prenderlo in braccio per salire a bordo.
Anche salire in auto una volta arrivati a destinazione non era un problema perché avendo il Doona non c’era la necessità di noleggiare o chiedere a qualche amica un ovetto per il bambino.

Una vera pacchia ad ogni viaggio.

E poi il solo fatto che abbia resistito indenne alla delicatezza degli stewart di terra che tendenzialmente scambiano i passeggini per valigie, facendoli volare nemmeno fossero al lancio del giavellotto, gli ha fatto guadagnare centinaia di punti.

Siamo arrivati persino ad un totale e devoto innamoramento da parte del marito che solo per il fatto di essere un uomo ha una profonda ostilità con tutto quello che è puericultura.

Il Doona per praticità e comodità è sicuramente l’ovetto che ad oggi, è stato sicuramente il più sfruttato e amato in casa nostra ed è un peccato che Enea prima o poi, crescendo, debba smettere di usarlo perché è, fuori da ogni ragionevole dubbio, un invenzione geniale.

Doona Enea

Doona ruote

Allaccio spallacci doona

 

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