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La mamma “casalinga”: la mamma tuttofare

by Giada Lopresti

Ammettiamolo dai: fare la mamma non é esattamente un gioco da ragazzi.

Sia che si che lavori fuori casa o che si debba fare la “semplice” casalinga, poter gestire tutto quello che comporta l’avere una famiglia e delle responsabilità non é poi così semplice da riuscire ad organizzare il tutto facendo sì che ogni cosa si incastri alla perfezione.

Ho smesso di contare le volte in cui, nell’arco di una giornata, mi ritrovo a dire “va beh… lo faccio domani” oppure “avrei dovuto fare anche quella cosa!”. E a meno che al posto di un essere umano non si sia diventati degli automi, qualcosa prima o poi non si ha tempo e/o voglia di farla.
Se poi il numero degli impegni quotidiani viene anche associato al numero di figli, aumentano le probabilità che non si riesca a fare quasi mai ciò che ci si era prefissato per un determinato giorno.

Essere madre significa mettere costantemente in preventivo gli intoppi.

Una cacca di troppo non appena viene varcata la soglia di casa e si é già in ritardo, una febbre arrivata in quel giorno tanto desiderato, un pranzo arrangiato alle tre del pomeriggio con gli immancabili avanzi dei figli. Contando soprattutto che questi sono solo un millesimo degli esempi che si potrebbero fare a riguardo, visto che la lista potrebbe essere davvero infinita.
Così infinita che per raccontare tutti i possibili episodi, potrei (forse) smettere di scrivere nel momento esatto in cui il cerchio della vita deciderà di ripartire proprio dai miei bambini che prima o poi saranno degli uomini.
Un momento che quando arriverà mi vedrá seduta su una poltrona con i pop corn in mano guardando la loro prole fare esattamente quello che loro stessi hanno fatto con me tra notti in bianco e odiosi capricci.

Soprattutto i capricci poi, sono il male del mondo.

Me ne accorgo ogni giorno con i miei due figli più grandi osservando come, come una spugna, il piccolo Enea assorbe e assimila fino all’ultimo dettaglio il comportamento dei fratelli maggiori. Anche se a solo un anno di vita siamo ancora ben distanti dal poter parlare di capricci da parte sua.
Tempo al tempo comunque arriveranno anche loro.

Gia testardo, presuntuoso e molto ma davvero molto sensibile, il più piccolo dei tre si fa strada tra un gattonamento e qualche piccolo passo svuotando i cassetti dei giochi, delle pentole, dei calzini del fratello, degli accessori del papà e per ultimo, ma non meno meno importante, delle mutandine di mamma.

Da amante dell’organizzazione e della pulizia ogni giorno mi ritrovo con una casa dove, invece di viverci quattro persone, sembra che puntualmente sia passato un tornado a farci visita. Perché è impensabile che un bambino di soli 82 centimetri sia in grado di fare tutto questo da solo.

Eppure il caos creato ovunque lascia spazio a qualsiasi fronte di immaginazione.

Un immaginazione così fervida che se entrasse in casa qualcuno nel post passaggio di Enea, la conclusione più plausibile potrebbe essere solo che in casa siano entrati dei ladri.
Grazie al disordine che perennemente regna nelle stanze mi sento come un’adolescente disorganizzata ai tempi della scuola.

Manca il tempo a mia disposizione, manca la voglia di essere sempre di corsa e manca il sonno. Tanto tantissimo sonno.
Un sonno che fino a poco tempo fa ogni tanto potevo recuperare grazie a quel sant’uomo di mio marito che in quelle mattine in cui venivano a mancare la voglia e la forza di staccare la faccia dal cuscino, decideva di occuparsi dei bambini per regalarmi un ora di riposo in più.

Un po’ come quando da ragazza attendevo con ansia il sabato dell’ora solare: il giorno dopo non solo non si andava a scuola o al lavoro ma potevo anche poltrire nel letto senza la voce dei miei genitori che puntualmente erano capaci di ricordarmi che fosse troppo tardi per dormire ancora.
E se mio marito mi manca per tutto un insieme di motivi, probabilmente uno dei più importanti é proprio il grande contributo che ha sempre saputo darmi nell’organizzazione della nostra famiglia. Casa e figli compresi.

Il suddividersi i compiti, il potersi rilassare sapendo che i bambini avrebbero comunque mangiato e dormito. Persino quella semplice ma piacevole sensazione del poter guardare la tv era un privilegio grazie con cui potersi sentire un pò più riposata ogni tanto.

Da quando é partito invece faccio le pulizie di notte, mangio in piedi e dormo ancora meno.

La mattina sembro uno zombie e quasi ogni giorno mi accorgo solo al momento stesso in cui devo mettermi ai fornelli che il frigorifero é totalmente deserto.

Stirare é diventato un incubo, cucinare ancor di più ma ciò che batte tutto e tutti é il fatto che Enea, soprannominato anche “la cozza vivente”, vuole poter partecipare attivamente ad ogni cosa che faccio.
Devo cucinare? Lui vuole guardare tutti i passaggi dal mettere la pentola sul fuoco allo scolare la pasta.
Devo lavorare? Vuole picchiettare le sue piccole dita sulla tastiera insieme a me.
Bisogna fare le pulizie? Il suo interesse è solo quello di poter “essere utile” in qualche modo.

In questo ultimo periodo abbiamo quindi sfruttato, molto più che in precedenza, il nostro marsupio Yema di Cybex che dopo essere stato una vera e propria salvezza durante la nostra vacanza a Torino si è dimostrato indispensabile nella gestione di molte situazioni in cui era indispensabile trasformarsi in mamma multitasking.
Quella mamma multitasking come mi sono sempre considerata ma che mai credo di essere stata come in questo agosto che si sta per concludere.

Una mamma così tuttofare da pensare persino di valutare l’idea di brevettare un metodo tutto nuovo per la gestione 24h di casa, tre bimbi e un lavoro sfoggiando il proprio miglior sorriso e senza rischiare l’esaurimento nervoso.
Perché se anche la stanchezza e la mancanza di sonno delle volte posso giocare brutti scherzi creando dei malumori nel rapporto con i figli, sono sempre più convinta che il tutto sta nell’abituarsi e organizzandosi al meglio delle proprie possibilità e sfruttando ogni strumento in proprio possesso per poter agevolare il tutto.
Così facendo, posso garantirlo, tutto il resto piano piano vien da se.

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