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Un letto nella borsa

by Giada Lopresti

Sono esattamente quattro anni e  mezzo che sogno di dormire una notte intera.

Una notte intera senza risvegli
, senza pianti, senza bimbi doloranti per colpa dei denti o influenzati da qualche odioso virus .

Sono quattro anni e mezzo che sogno di dormire almeno otto ore di fila senza un marito che cerca di buttarmi giù dal letto nel sonno e senza qualcuno che in piena notte si intrufoli sotto le coperte minimizzando allo stremo lo spazio a disposizione. Costringendomi puntualmente su un fianco, in bilico sul bordo del letto, dove anche un solo respiro errato mi potrebbe far perdere l’equilibrio verso il lato sbagliato.

Sono quattro anni e mezzo che sogno di chiudere gli occhi la sera per poi poterli riaprire la mattina successiva godendo di quella sensazione di riposo che ti fa sentire forte come un leone e che ti fa affrontare la giornata senza la stanchezza che ti perseguita.

Sono quattro anni e mezzo che vorrei appropriarmi del mio letto senza intoppi e sono esattamente quattro anni e mezzo dove una notte dopo l’altra, tutto questo e molto di più, non è possibile.

Ogni notte, o quasi, nel mio letto matrimoniale ci addormentiamo in due risvegliandoci rigorosamente in cinque.

Ci moltiplichiamo senza chiederlo.
Figlio dopo figlio, uno alla volta, percorrono la strada che dal loro letto porta al nostro come se fossero dei cani da caccia in cerca della preda: annusano l’aria nel sonno e passo dopo passo centrano l’obiettivo raggiungendo la meta.

Tutti e tre.

Solo il più piccolo di loro non ha colpa.
Lui, ha la sua culla che incredibilmente apprezza come mai avrei pensato.

Dopo l’esperienza avuta con Vincy che ha dormito nel suo lettino molte meno volte di quante avrei voluto, ammetto che con Enea le cose sono andate decisamente meglio.
Sarà perché in sua attesa ho cambiato il mio modo di voler gestire e vivere la nanna con un neonato.
Sarà che il non dovermi più alzare di notte per doverlo prendere e riporre nella culla mi ha permesso di poter riposare meglio di prima.
Sarà che, forse, l’idea di una culla side-bed è davvero un invenzione che ha rivoluzionato la vita delle mamme in generale.
Quello che però è certo è che la Next2Me, mi ha decisamente migliorato le notti e la vita.

C’è però un momento in cui la Next2Me va riposta in un cassetto.

I bambini crescono sia in peso che in dimensione. Iniziano ad instradarsi verso l’indipendenza motoria cercando di scoprire il mondo curiosi e, iniziando già dai primi mesi di vita, sono attratti inevitabilmente da tutto ciò che non possono fare e toccare.

Ogni bimbo ha i suoi tempi ma prima o poi tutti inizieranno in qualche modo a gattonare (l’ultimo dei miei figli ad esempio striscia), ad alzarsi in piedi e ad avere la forza necessaria per tirarsi su da soli. Ma quando iniziano a sollevarsi da soli mantenendosi in piedi grazie ad un appoggio, se si ha una culla è sempre meglio iniziare a valutare l’idea di metterli in un lettino.
Il materasso è più basso e le sponde più alte e questo serve principalmente ad evitare che, sporgendosi, possano attentare alla propria vita.

Per la Next2Me ad esempio, l’utilizzo da parte dei piccolini è consigliato fino a circa sei mesi di vita per un massimo di peso di 9 kg. E proprio per questo motivo molti genitori sono dubbiosi sull’acquisto.

“Ne vale la pena acquistarla per utilizzarla per soli sei mesi?” Nel nostro caso dico di si per due motivi.

Il primo è che, come dicevo prima, ogni bimbo è soggettivo nelle fasi di crescita e non c’è una scadenza prefissata per le tappe da raggiungere. Enea ad esempio nonostante avesse superato i nove chili di peso e i 74cm di altezza ha sfruttato la  Next2Me fino a 8 mesi suonati.
La seconda è che avendo imparato da qualche settimana a tirarsi da su da solo, non c’era la possibilità che potesse in qualche modo riuscire ad uscire dalla culla in autonomia. Ha iniziato a tirarsi su da solo a otto mesi e mezzo e, in quel momento, ho capito che avremmo dovuto cambiare prospettiva di sonno.

L’idea di cambiare la sua culla non mi entusiasmava. Nonostante fossero già quattro i miei anni di insonnia, in quella culla ci aveva sempre dormito volentieri e il pensiero di dover riprendere dall’inizio tutte le abitudini tra il cambio di materasso e, in qualche modo, il nuovo ambiente, mi demoralizzava.
Oltre a questo anche il pensiero di dover rimontare un lettino in legno nella nostra microscopica camera da letto mi ha fatto rivalutare il modo in cui mio figlio nei mesi futuri avrebbe dovuto dormire.

Senza contare il fatto che avendo poco spazio in quasi tutta la casa avremmo poi dovuto pensare a rimettere un box giochi in mezzo alla cucina occupando quindi non solo dello spazio in camera da letto ma anche nelle altre stanze della casa.
È per quello che ho cercato una soluzione che potesse cercare di risolvermi il problema unendo, come si suol dire, “l’utile al dilettevole“.

Per comodità sia nostra che del mio bambino abbiamo scelto la LullaGo Zip di Chicco.

Non una semplice culla e non un semplice lettino: ma entrambi!
La LullaGo Zip infatti si può utilizzare dalla nascita fino ai 18 mesi del bambino e può essere adoperata in diversi modi.
In pratica è un lettino multitasking.

La LullaGo Zip può essere utilizzata in due diverse altezze: come se fosse una culla e, aprendo la zip, come se fosse un lettino o un box. E per far si che mio figlio ci familiarizzasse durante i primi giorni prima dell’inesorabile cambio di letto, l’abbiamo sfruttata proprio come box gioco.
Enea ha iniziato ad utilizzarla un paio di settimane prima del “trasloco di letto” proprio in vista della partenza che ci avrebbe portato in vacanza qualche settimana. Questo perché in vacanza con noi sarebbe venuta anche la LullaGo Zip.

Tra le tante caratteristiche di questo lettino infatti, il fatto che sia anche un prodotto compatto e da viaggio non è certamente da meno al fatto che si possa trasformare all’esigenze. Ecco perché ho parlato di multitasking.

La LullaGo Zip, da chiusa, entra perfettamente nella sua borsa con un ingombro minimo che permette di portarsela dietro praticamente ovunque!

Nell’albergo dove avremmo alloggiato avevamo la possibilità di utilizzare una culla fornita dalla struttura ma, proprio perché avevo la necessità che mio figlio non vivesse in modo “traumatico” i vari cambiamenti, ho preferito portare il suo lettino con noi. E, oltre al lettino, come già dicevo in un altro resoconto nel bagagliaio sono riuscita a far entrare: tre valigie, due passeggini, una vaschetta per il bagnetto e due buste della spesa. Questo per comprendere meglio quanto poco ingombrante la LullaGo Zip possa essere.

È stata un valido aiuto per la nanna. 
È stato un perfetto box gioco sia per il piccolo che per i fratelli, che spesso vogliono stare in compagnia del più piccolo.
È stata una perfetta complice sia di giorno che di notte.

Un aiuto a 360 gradi sotto tutti gli i punti di vista.

Un lettino che in un mese di utilizzo costante ne ha viste e subite così tante che, rientrati a casa dalla vacanza, esattamente come la maggior parte delle cose che i bambini hanno usato con più frequenza in quattro e quattr’otto l’ho smontata per lavarla e farla tornare come nuova. Perché si apre e si chiude in un minuto ma il tessuto si sfila dal telaio in molto meno tempo.

Dal nostro rientro a casa e dopo essere ritornati alla nostra quotidiana e quasi noiosa routine, non faccio nient’altro che osservare il minimo ingombro che questa soluzione ha avuto in casa nostra.
In un ambiente già forse troppo piccolo per tre bambini ma che sta continuando ad essere un campo gioco incontaminato ai loro occhi proprio perché facciamo del nostro meglio per ottimizzare gli spazi. E sono certa che se anche avessi cercato alternative simili ma non comunque uguali, non ne saremmo mai rimasti soddisfatti come lo siamo della LullaGo Zip.
Ne io, ne mio marito, ne nessuno dei miei tre figli.

Soprattutto i bimbi più grandi che amano non dare scampo al fratellino obbligandolo in qualche modo a stare insieme a loro nel box. Mentre lui, che ormai si è adeguato alla perfezione al cambio letto, ha trovato il giusto spazio per il gioco esattamente come lo ha trovato per la nanna.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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