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A Natale si lavora

by Giada Lopresti

Si avvicina il Natale, una festa che fuori da ogni dubbio è la più dolce e sentita da ogni persona. Un momento in cui si riesce a ritrovare quella pace interiore che delle volte manca e un momento in cui si riesce a tornare bambini credendo in quella magia spesso unica che solo questo periodo riesce a farti toccare con mano.
Una magia vissuta soprattutto se all’interno delle quattro mura di casa piccoli marmocchi corrono e saltano entusiasti e desiderosi che un uomo buono vestito di rosso arrivi da loro per portare dei doni.

Doni che in realtà, soprattutto per i molti di noi che hanno smesso di crederci, vengono incartati di nascosto mentre loro sono all’asilo o durante la notte di Natale quando i bambini in uno stato di sonno profondo sognano un arrivo incantato. Un arrivo dove mamme, papà, nonni e zii, fanno a gara per accaparrarsi il bicchiere di latte caldo e i biscotti che dovrebbero invece sbriciolare tra un paio di baffi e una lunga e colta barba bianca.
Un goloso momento dettato anche da quella carota per la renna che invece, tendenzialmente, nel cuore della notte non vuole nessuno.

E se mentre si studiano trucchi e situazioni per poter far si che questo momento rimanga qualcosa di unico per i più piccoli, i razionali genitori devono invece pensare ad un ancora migliore metodo per non far scoprire il loro dono al compagno o alla compagna di vita.

La mamma e il papà infatti non hanno la stessa innocenza dei bambini.

All’interno di una casa bene o male gli adulti mettono mani ovunque: negli armadi, nel ripostiglio, nel garage, all’interno dell’auto, sotto il lavandino e persino in angoli che delle volte dimentichiamo essere presenti.
Ecco perché nascondere il regalo di Natale per un marito o per una moglie non è sempre impresa facile.

Personalmente quest’anno sono avvantaggiata dal fatto che il papà dei miei bambini e l’uomo che amo con tutto il mio cuore, sia distante centinaia di chilometri per esigenze di lavoro. Questo mi aiuta a poter lasciare in giro per casa qualsiasi oggetto senza il timore che possa scoprire cosa ho e abbiamo pensato per far si che il 25 dicembre, gli si riesca a strappare un sorriso.

Dimenticarsi un regalo aperto sul letto non è preoccupante se non fosse solo per il fatto che avendo dei bambini parlanti e pensanti, non si rischi che grazie alla loro immensa sincerità possano spiattellare al telefono quelle che poi non sarebbero più delle sorprese.
Ma se ogni tanto rischio di correre questo pericolo, ho fatto si che di tutti i doni pensati per il mio adorato marito, uno in particolare non destasse nessun tipo di sospetto.

I nostri figli infatti sono abituati nell’essere circondati da molti oggetti che anche se non sono di uso comune, sono diventati comunque familiari per loro.
Soprattutto negli ultimi due anni e cioè da quando il marito si è dilettato nel diventare un perfetto amante del fai da te, ogni giorno o quasi ci siamo ritrovati attorniati da attrezzi di ogni tipo.

Attrezzi che ci hanno persino permesso di divertirci tutti insieme.

Esattamente come quando quella prima volta, dove il nostro primogenito aveva poco più di tre anni, tornando a casa ho ritrovato entrambi intenti nel dare una mano di bianco ai muri della cucina proprio perché in quel periodo sarebbe arrivato il nuovo fratellino e la sottoscritta desiderava che la casa fosse pulita e in perfetto ordine.
Niente disegni o pasticci vari sulle pareti. Pareti dipinte diligentemente solo ad altezza bambino.

E con i mesi successivi siamo passati dalla mano di pittura ad assistere il marito nel creare nuove prese della corrente dopo aver cambiato la disposizione di alcuni quadri, esattamente come abbiamo fatto il Natale scorso dopo aver ricreato e rinnovato la nostra parete di famiglia.

Con il suo trasferimento a Torino ci siamo ritrovati a dover sistemare da zero una nuova casa, rendendola accogliente e a prova di bambino facendo si che tutti noi avessimo modo di viverla comodamente.
Ci siamo ritrovati nel dover trapanare muri per far passare il cavo della televisione, a montare mobili e cancelletti per poter far si che i nostri figli avessero i loro spazi, esattamente come quando dopo aver disintegrato il divano gonfiabile abbiamo dovuto provare a montarne uno d’urgenza per evitare di sederci per terra.

Ricordo quel pomeriggio perché cercammo di fare tutto mentre i bambini dormivano per poi, dopo solo mezz’ora, avere tutti e tre i figli che cercavano di “aiutarci” in quest’impresa epica. Due ore di duro lavoro premiati dal fatto che eravamo riusciti a fare tutto da soli e senza aiuti.

Ogni volta che osservo mio marito riuscire in qualcosa, i suoi occhi si riempiono di soddisfazione.

Con lui ho scoperto e confermato a me stessa che niente è impossibile e che delle volte anche le cose più semplici possono diventare una bellissima passione. Ecco perché, tra tutti i suoi doni per Natale, quello più utile che riuscirà a ricevere sarà proprio un nuovo avvitatore: un modello di Black+Decker che ormai voleva da tempo.

Il suo vecchio modello, regalato anni fa dal mio papà, è ormai da mandare in pensione da un pezzo eppure ricordo pochi momenti in cui negli ultimi periodi non l’abbia avuto in mano per aggiustare o montare qualcosa.
Testando il terreno da profana, ho capito che ne voleva un altro.

Mi raccomando da 18V” come se per me avesse dovuto significare qualcosa.

E invece, una volta arrivato, per essere certa fosse un buon prodotto ho deciso di provarlo comprendendo la sensazione nel marito nel divertirsi ogni volta quando c’è da sistemare qualche oggetto.

Ho ripensato con quanta fatica e con un semplice cacciavite in mano ho spesso montato e smontato vari mobili quando invece con un avvitatore che chiunque può essere in grado di maneggiare e usare, avrei potuto fare decisamente molto prima risparmiando tipo e pazienza.
Ed è proprio per questo che, fino a che Natale non sarà arrivato, utilizzerò al posto di mio marito questo nuovo regalo attendendo di incartarglielo di nascosto la notte della Vigilia quando anche lui insieme ai nostri figli, aspetterà la giornata più magica dell’anno.

 

<Post in collaborazione con Black+Decker>

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