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Quando il risparmio è anche qualitàl,mkolm

by Giada Lopresti

Ho trascorso i miei ultimi nove anni come cittadina di un paese del sud e ogni volta che raccontavo a qualcuno la storia della mia vita e del come e del perché ho deciso di trasferirmi “al contrario”, ricevevo sguardi ed esclamazione di stupore nel venire a conoscenza di una scelta così particolare. Soprattutto se consideriamo che, tendenzialmente, il cambio di vita prescelto viene effettuato in ordine inverso.

Ed è così che da molti, dopo aver saputo le motivazioni, ho quasi sempre sentito affermare le frasi più comuni: “va beh però, lì dove vivi, c’è il mare” e “la vita al sud è molto meno cara”. Affermazioni entrambe molto azzardate e fatte senza riuscire a focalizzare effettivamente quale può essere lo stile di vita di una persona che ha conosciuto e vissuto anche altro.

È vero, a Bagnara c’è un mare che potrebbe fare invidia ai posti più belli e famosi del mondo. La perla della Costa Viola è un luogo che ti rimane dentro nel bene e nel male e che, inevitabilmente, per le sue bellezze, rimarrà sempre nel cuore decidendo un giorno di voler tornare anche solo di passaggio. Ma al mare non ci vai in inverno e se hai la fortuna di avere un lavoro, non ci vai così spesso nemmeno in estate.

Sul discorso invece che la vita al sud costa meno, potrei scriverci addirittura un libro.

Sfatiamo quindi un mito: la vita al sud non costa meno.

Non costa meno se non ci si focalizza sui beni di prima necessità.
Può costare meno una colazione al bar, sempre se non si incontrano quei quattro e cinque amici (minimo) ai quali offrire il caffè. Può costare meno voler acquistare un gelato o un pezzo di pizza, ma dubito che c’è chi riuscirebbe a sopravvivere in salute mangiando solo questi due alimenti.

Ed ecco che si passa quindi al tasto più dolente: la spesa. Fare la spesa al sud non è più economico rispetto al nord.
O almeno non lo è nella zona in cui vivevo io. E, soprattutto adesso, posso dirlo con assoluta certezza.

I prezzi all’interno dei supermercati più comuni sono imposti dalle stesse catene (identiche in molte parti d’Italia) e molti di questi modificati a piacimento del proprietario dello stesso supermercato.
Le offerte scarseggiano e, nella maggior parte dei casi, bisogna accontentarsi delle proposte economiche che si visualizzano sugli scaffali per poi poter fare una scorta da bunker antiatomico quell’unica volta all’anno dove un prezzo sembra realmente interessante.

Me ne sono accorta in principale modo prima convivendo e, poi, diventando madre.

Due momenti della vita che inevitabilmente richiedono un aumento del budget a disposizione per poter soddisfare le richieste di tutti. Soprattutto nel primo anno di vita del bambino, dove le necessità alimentari dello stesso sono ben lontane da quelle di un adulto.
E se hai la fortuna di riuscire ad allattare, oltre al fare del bene al tuo bambino e a te stessa, si ha la possibilità di non gravare ulteriormente sul bilancio familiare, cosa che invece accade con l’inizio delle prime pappe.

Cambia l’approccio verso tuo figlio e verso le sue necessità cambia, perché non sempre ciò che viene proposto è di suo gradimento considerando anche il fatto che è un bambino che deve imparare a mangiare scoprendo anche nuovi sapori.
E c’è chi si diletta nel preparare tutto in autonomia utilizzando gli accessori a disposizione in casa selezionando, o almeno spesso lo si crede, gli alimenti migliori. Esattamente come c’è chi preferisce utilizzare i vasetti già pronti perché più controllati e, soprattutto in termini di tempo, più economici per le mamme.

Ma se di economia si parla, devo ammettere che anche in questo caso si potrebbe aprire un dibattito.

Esattamente come per la spesa quotidiana, anche il baby food gode di offerte più o meno convenienti dove però spesso non si fa una reale proporzione di ciò che si acquista rispetto alla qualità dello stesso prodotto.

Sempre più spesso infatti, nelle credenze popolari, incalza la credenza che “di marca equivale a qualità”. Ma non è così. O almeno non sempre.

Mi è capitato negli anni di acquistare alimenti prodotti da brand quasi del tutto sconosciuti preferendoli ai marchi più famosi sia in riferimento allo stesso prezzo che alla qualità comprata. Ed è così che ho smesso di guardare solo il marchio focalizzandomi davvero su chi li produce, e provando su di noi ciò che era meno conosciuto se non addirittura nuovo in commercio.
Il tutto rimanendo, nel più delle occasioni, piacevolmente soddisfatta del risultato e fedele a quella scoperta appena fatta.

Una scelta che non gravava più sul budget familiare come invece succedeva in precedenza e che ha fornito un’ottima alternativa riguardo il rapporto qualità prezzo che desideravo avere per la mia famiglia.

Una delle più grandi scoperte ad esempio, anche se non si parla di settore alimentare, furono i pannolini Lupilù, che quasi un anno fa presero il posto dei molto conosciuti e super apprezzati Toujours di Lidl. Pannolini dei quali, per moltissimo tempo, avevo sentito ben parlare e che non avevo mai avuto modo di provare in prima persona.
Una conquista per noi scoprirli, un vantaggioso risparmio nell’utilizzarli.

Un brand nuovo che ha dato inizio ad una serie di fantastiche evoluzioni all’interno della catena Lidl e che ha preso sempre più piede focalizzandosi su tutto quello che riguarda il bambino.
Pannolini, baby care, abbigliamento e, dal mese di settembre 2018, anche baby food.

Un brand che sta coprendo a 360 gradi le necessità di famiglie con bambini che vogliono poter risparmiare senza rinunciare alla qualità.

Lidl Italia quindi amplia l’assortimento della private label Lupilu, dedicata al mondo del bambino, con una nuova gamma di prodotti food pensata appositamente per i piccolissimi. Oltre a pannolini e articoli per l’igiene, le famiglie possono trovare ora nei negozi dell’insegna anche pappe, omogeneizzati e biscotti, tutti rigorosamente di origine biologica e ad un prezzo conveniente.
Perché è inutile ormai sottolineare che sempre più genitori cercano prodotti biologici al 100% per poter dare ai loro bambini la scelta migliore.

Una serie  a marchio Lupilu, preparata con ingredienti organici accuratamente selezionati e naturalmente priva di coloranti, conservanti, aromi e zuccheri aggiunti. Studiata per garantire sin dallo svezzamento una dieta nutriente e variegata, la gamma racchiude pappe complete, omogeneizzati alla frutta, alla carne, oppure al pesce e verdure nonché semolino e creme multi cereali subito pronte.

Fino ad arrivare ai teneri biscotti per bambini che rimangono, almeno in casa nostra, un must have del gusto nonostante l’età da non più lattanti dei miei tre bambini.

Come consigliato dalla nutrizionista che ho incontrato proprio durante la presentazione di questa nuova linea, le proteine dal sesto mese di vita sono importanti tanto quanto è importante che il bambino inizi lo svezzamento nel corretto periodo (intorno allo stesso periodo) perchè le sue necessità fisiologiche, inevitabilmente, cambiano insieme alla sua evoluzione. Il tutto scegliendo prodotti alimentari studiati davvero per il suo fabbisogno e non prodotti improvvisati e poco salutari che se assunti con regolarità, nel lungo termine possono portare a disturbi di vario genere.

I problemi derivanti da un’alimentazione scorretta infatti, lo si riscontra dopo diversi anni con l’aumento di disturbi e patologie di vario genere (l’obesità è sicuramente una delle più importanti) non sempre facilmente rivendibili allo stile di vita passato. Ed ecco perché persino l’alimentazione in gravidanza deve essere varia e completa fin dal giorno del concepimento momento in cui si iniziano a contare i famosi mille giorni di cui spesso si sente parlare.

Ed è così che dopo un pomeriggio ascoltando le parole di un medico nutrizionista su quello che è meglio per un bambino nella fase dello svezzamento (perché garantisco che nonostante tre figli c’è sempre da imparare), sono rimasta affascinata dalla vasta proposta che quest’anno Lidl ha inserito per questa nuova linea. Invidiosa di chi potrà provarli e utilizzarli risparmiando sulla spesa e certa che il risultato sarà lo stesso della nostra esperienza con i pannolini.

<Post in collaborazione con Lidl>

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