Home Maternità Mamma che bufala: “miti e leggende” dell’allattamento

Mamma che bufala: “miti e leggende” dell’allattamento

by Giada Lopresti
Spesso il tema allattamento è un argomento molto discusso da ogni mamma o futura mamma. Si inizia ormai come tutte ad informarsi durante la gravidanza, nove mesi sembrano tanti in effetti ma quando raccogli informazioni per non arrivare impreparata agli eventi, ecco che invece volano via come il vento. Ed è così che inizia una ricerca infinita sul web, tra le amiche e le conoscenti di esperienze varie e non sempre esperienze in prima persona, vecchi detti e tante tante cose che sarebbe meglio non sentire.
L’allattamento è anche uno degli argomenti chiave delle dispensatrici di consigli non richiesti, delle tuttologhe della sapienza e di tutte quelle che, siccome ci sono passate prima,  sono sicure di saperne più di te ma soprattutto sanno che quello che dicono è l’unica verità senza dare spazio ad altri pensieri, parole o azioni. Più volte mi è capitato di includere questo argomento in qualche post ma quello che davvero penso e la mia esperienza personale, non sono mai state chiarite alla luce del sole. Anche io sono una di quelle che prima di diventare mamma passava giornate intere tra web e riviste cercando di informarmi il più possibile (e lo faccio tutt’ora) su quello che la mia vita da mamma mi avrebbe riservato, ma mai avrei creduto che tanta informazione potesse confondermi o addirittura deviarmi dalla più semplice verità. Prima della nascita di Cesare avevo programmato che lo avrei allattato fino ai due anni, che sarebbe stato giusto e che facendolo avrei adempiuto al mio dovere di mamma ma poi, come spesso capita, non fu così. Il mio primo bambino lo allattai fino all’anno, momento in cui scoprì di essere incinta del secondo e decisi di mollare l’allattamento. Onestamente lo avrei abbandonato comunque perché l’allattamento deve essere un piacere per entrambi, un momento madre-figlio ma i nostri ormai erano più una routine quotidiana: lui era pronto al distacco e io ero stanca. Nonostante questo mi sono sentita giudicata perché allattavo un bambino di 12 mesi e, questo, non è successo una volta sola. A discapito di quello che molti dicono, allattare si può oltre il sesto mese, oltre il primo anno e per le più tenaci anche oltre il secondo. Se sei mamma e hai allattato o stai allattando, quante volte ti sarà capitato di sentirti fare queste domande:
  1. Ma piange sempre sicura che mangia abbastanza?
  2. (secondo giorno di ospedale) Ma come? Ancora non ti è arrivato il latte?!
  3. (dopo un rigurgito) Come mai il tuo latte è trasparente? Non è normale!
  4. Perché il bambino mangia in continuazione? Sicuramente il tuo latte non lo sazia!
  5. Perché allatti ancora? Non lo sai che ormai il tuo latte non gli serve più?
  6. Ma che latte hai? Deve essere buonissimo perché guarda come cresce bene tuo figlio!
  7. Dopo il sesto mese il latte è acqua non lo sapevi?
  8. E altre infinite esclamazioni che vi risparmio per vergogna….
Di ognuno dei punti elencati sopra non una sola affermazione è vera! E non lo dico io Giada, non l’ho letto solo su qualche sito di mamme sparso qua e la, non è l’opinione di una o 100 blogger, tutti questi sono dati che si possono tranquillamente trovare sul web, su siti affidabili come ad esempio quello del Ministero della salute. I documenti possono essere lunghi e noiosi da leggere quindi risponedrò io alle “simpaticherie” citate sopra.
  1. Un neonato ha come unico mezzo di comunicazione il pianto. Piangere potrebbe voler dire un sacco di cose: fame, sonno, pannolino sporco, dolore, ecc… Solo dopo che si è escluso tutto quello che non è poppata, si potrà iniziare a credere che stia morendo di fame
  2. A questa affermazione credo che si solleverebbero volentieri le piastrelle della stanza di ricovero per piombare improvvisamente sulla testa dell’arco di scienza (e attenzione…. è sempre una donna già mamma se non nonna!) che ha sparato questa enorme c*****a! Anche i muri sanno infatti che per il primo giorno non potrà MAI uscire il latte dal seno ma, in compenso, sarà presente il colostro, alimento importantissimo per il neonato perché ricco di sostanze fondamentali. Solo con la continua stimolazione (suzione) da parte del neonato, il seno inizierà a produrre il latte. Questo può avvenire dal 3/4 giorno per un parto normale e da dopo il 4/5° per un cesareo (tempi medi, non tutte le donne sono uguali). Se tarda ad arrivare o arriva un giorno prima tranquilla, non sei un alieno!
  3. Questa è una delle migliori… Per chi non ci avesse mai fatto caso all’inizio della poppata il latte è spesso più chiaro (direi “acquoso”) rispetto invece a quello che viene emesso alla fine. Questo perché durante la poppata il latte si “trasforma” dando tutto quello che serve al bambino in modo graduale: inizia con gli zuccheri finendo con i grassi (quelli che danno il senso di sazietà). È anche per questo che di solito consigliano di svuotare un seno prima di passare all’altro, in modo che il bambino assuma tutto quello che serve e se dovesse avere ancora fame, ha sempre pronto il bis.
  4. Se offri spesso il seno a tuo figlio (e certamente lui o lei non lo rifiuta) non è detto che sia solo fame. I neonati infatti non hanno bisogno di “aggiunte” di liquido (acqua, tisane, camomille) perché il tuo latte è l’alimento perfetto e non solo sfama, ma disseta. Questo non vuol dire che tuo figlio non si voglia attaccare al seno solo per sentire la tua pelle o il tuo calore. Mi rendo conto che possa essere stancante (e lo dice una che fino al quinto mese inoltrato non ha mai distanziato le poppate oltre le due ore) ma si tratta di un periodo in cui il bambino impara a riconoscere la mamma soprattutto dall’odore del latte, ed è un periodo dove, anche se fosse solo fame, non stai facendo nient’altro che dare a tuo figlio quello di cui ha bisogno.
  5. Ovviamente sappiate che chi vi dice questo ha una laurea in stupidaggine applicata con master in idiozia di primo livello. Il vostro latte è quello che di meglio potete dare al vostro bimbo e chiunque affermi il contrario è un deficente! Grazie all’allattamento voi non vi limitate solo a sfamare un piccolo essere ma, in vostro figlio, in quei bellissimi momenti per entrambi, si attivano tutti e cinque i sensi che aiutano a fortificare il rapporto madre figlio, ma soprattutto grazie al latte materno vengono trasmessi gli anticorpi, fondamentali  a combattere anche le più “innocue” malattie. Esistono decine di motivi per la quale continuare ad allattare dopo il sesto mese e bisognerebbe farlo sia per il bene del bambino che di quello della mamma (l’allattamento infatti diminuisce le probabilità dello sviluppo di cancro al seno).
  6. Anche qui si potrebbe scrivere un libro. Il mio latte non sarà mai migliore o peggiore di quello di un altra mamma perché ogni mamma produce il latte ideale per il proprio bimbo e soltanto per lui. Se poi succede come è capitato a me, che il secondo figlio cresce con le dimensioni di un gigante e rispetto al primo cresce il doppio, non è che il mio latte è più buono.  Con il primo figlio il latte non era parzialmente scremato a lunga coservazione mentre con il secondo è in versione intero fresco. È vero che il latte si adatta al bambino che deve nutrire ma la crescita di quest’ultimo dipende da tre fattori: quanto mangia, come mangia e soprattuto dalla sua costituzione. Non esiste latte leggero, latte pesante. Non esiste latte della mamma difficile da digerire. Se rigurgita in continuazione è perché mangia tanto e magari spesso. Quindi finiamola con il latte è buono o il latte non è buono: per una mamma è destabilizzante!
  7. “Ora pro nobis…” Acqua… dopo il sesto mese il latte è acqua… voglio morire… Ma come si fa anche solo a pensarla una cosa del genere?? Il ventinovesimo giorno del quinto mese di vita di mio figlio sono una mucca da latte e il primo giorno del sesto divento una fontana da piazza?! Non scherziamo!! Non esiste al mondo bestemmia più grossa. Il latte dopo il sesto mese non è acqua! I nostri figli possono aver bisogno di integrare l’alimentazione con dei cibi solidi (ragion per cui esiste lo svezzamento e proprio questo, il sesto mese è il periodo che viene indicato per iniziare) ma il latte della mamma, latte era e latte è rimasto. Come i nostri figli crescono, il nostro latte “muta” seguendo le loro esigenze. Si “trasforma” in base alla loro crescita e al fabbisogno, esattamente come lo fa la quantità: più poppi più c’è latte, meno poppi meno se ne produce.
Dopo aver risposto, a modo mio, alle intelligentissime domande fatte più o meno ad ogni neo mamma, un altro punto che vorrei chiarire è l’allattamento al seno durante una gravidanza. Molti ginecologi consigliano di interrompere l’allattamento se si scopre di essere in dolce attesa di un altro bimbo, in quanto la suzione stimola le contrazioni uterine e quindi si è a rischio di aborto o di parto pre-termine. Anche a me era stato consigliato di interrompere l’allattamento e lo feci ma come spiegato prima non solo per la gravidanza. Recentemente grazie alle chiacchierate con la mia assistente all’allattamento ho scoperto che questa affermazione non è vera, e per essere certi che quello che sto dicendo non l’ho letto su un sito qualsiasi, vi riporto ad un punto di un documento del Ministero della salute (di cui vi allego il link alla fine del post per poter visionare meglio tutto il testo):

Non è documentato che la suzione al seno collegata all’allattamento al seno possa determinare parto pre-termine per attivazione delle contrazioni uterine.” 

A dire il vero il mondo dell’allattamento, come moltissimi altri argomenti mammeschi, è davvero pieno di falsi miti da sfatare, vecchie dicerie, consigli da evitare e quant’altro. L’importante è sempre avere la voglia di andare in fondo alle informazioni che per noi sono importanti, arrivare a fonti sicure ma soprattutto arrivare a chi ci sostiene per come vorremmo, perché alla fine questo è quello di cui una madre ha davvero bisogno: sostegno e supporto. Non dobbiamo essere giudicate, additate, sconsigliate, abbattute, ecc… quello che davvero serve ad una mamma è semplicemente qualcuno che ci sostenga sempre nelle decisioni per noi importanti, perché ogni decisione presa da una mamma, giusta o “sbagliata” che sia, è una cosa che va sostenuta.
P.s. Io sostengo l’allattamento al seno ma non voglio in nessun modo giudicare o additare chi non la pensa come me. La diversità è bella perché è motivo di confronto di culture e modi di vivere, per questo trovo che le mamme che non possono o non vogliono allattare per i loro strettissimi motivi personali, non vadano giudicate ma sostenute esattamente come una mamma che decide di allattare al seno. Alla fine dei conti siamo tutte mamme, e non è di certo il seno o il biberon quello che fa di noi una buona o una cattiva madre.Allattamento

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9 comments

Patrizia Leonardi 2 Febbraio 2015 - 11:30

Ciao post interessante, secondo hai fatto bene a “sfatare certi miti e credenze” in merito all’allattamento. Sono d’accordo con te e penso che ogni mamma può decidere cosa è meglio per i propri bimbi senza bisogno di interferenze che spesso ci fanno sentire come inadeguate quando in realtà stiamo facendo del nostro meglio per i nostri figli.
Ho condiviso e votato il tuo post in Top Of The Post…ecco il link: http://weddingplannerinbrianza.blogspot.it/2015/02/top-of-post.html

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MammaCheVita 3 Febbraio 2015 - 12:20

Grazie mille Patty! Pensa che proprio in questi giorni ero sul tuo blog per prendere spunto per il mio matrimonio, non so nemmeno dove sbattere la testa e da dove iniziare. Mi servirebbe proprio una wedding planner ma…. le finanze non lo permettono! Ti seguirò molto attivamente nei prossimi mesi! :***

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Irene Cordero 2 Febbraio 2015 - 17:20

Un applauso e una standing ovation per questo post!!!
Sappi che sicuramente lo inserirò nella mia Top of The Post di lunedì prossimo, che lo diffonderò e divulgherò con ogni mezzo e che lo stamperò e incornicerò appendendolo in bella vista a casa, in ufficio e in ogni altro luogo io abbia accesso!!!!

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MammaCheVita 3 Febbraio 2015 - 12:21

Ahahahhahaah! Non hai idea di quanto ho riso quando ho letto il tuo commento… mi hai fatto morire!! Sono davvero felice che ti sia piaciuto e che tu lo abbia ritenuto tanto utile… GRAZIE!! perchè ho davvero creduto molto in ogni parola. Ti abbraccio :***

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Blog momfrancesca 9 Febbraio 2015 - 9:48

Ciao Giada. Complimenti, post di utilità sociale, veramente! Troppe mamme, spesso giovani primipare, vanno nel panico ad ogni accenno che la fanno mamma, suocera, nonna, cugina, barista, anziana del paese, cassiera del supermercato, amica della sorella della zia della nipote di un’amica. E poi è il panico. Quindi, anche per questo motivo, ti ho scelta per la mia Top of the Post #23 https://momfrancesca.wordpress.com/2015/02/09/top-of-the-post-23-09-febbraio-2015/

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MammaCheVita 9 Febbraio 2015 - 18:49

Grazie Francy ma soprattutto grazie per avermi scelto per la tua classifica! Un abbraccio :*

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Jaqueline 25 Marzo 2015 - 13:11

è da una sеttimana che cеrco e questo blog è l’unicɑ cosa interessante
che ho letto. Realmente brillante. Se tuttе le persone che creano articoli badasssero a offrire
materiale аpprеƶzabilе come qսesto internet sarebbe indubbіamente molto più piacevole dda leggere.
Graziе!!!

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Giada Lopresti 25 Marzo 2015 - 15:01

Ciao Jaqueline, sono davvero lusingata dalle tue parole, dico davvero. È un piacere scrivere e sapere di essermi resa anche utile rende tutto ancora più soddisfacente e stimolante. Credo che nella vita le esperienze di altri siano la base per potersi fare delle idee su un qualcosa anche se poi, ognuno ha il suo modo di vivere e vedere le cose. Non so quindi come tu sia arrivata da me o cosa di preciso stessi cercando, ma sono davvero felice che quello che hai letto ti sia interessato e mi auguro che oltre che piacevole sia stato anche utile.
Grazie a te per il commento, spero che tornerai presto a trovarmi :***

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Una mamma non è chi allatta | MammaCheVita 19 Ottobre 2015 - 14:58

[…] fatto in modo che loro prendessero il sopravvento su quello che fosse bene o fosse male. Persino l’allattamento è stato vissuto in modo diverso. Cesare l’ho allattato per un anno mentre Vincy con i suoi […]

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