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Latte di mamma: nutrimento e complessità

by Giada Lopresti

Ho smesso di allattare da più di un mese

Allattare è importante e farlo il più a lungo possibile lo è altrettanto, ma ricordo bene quando dopo aver spento la sua prima candelina, avrei voluto che il mio bambino familiarizzasse con nuovi alimenti distaccandosi piano piano dal mio seno.
Con il tempo ho ammesso a me stessa quanto fosse appagante allattare e come alcune sensazioni provate riuscissi a sentirle solo in quei momenti e nonostante allattassi a richiesta, e non sempre gli orari delle poppate erano scomodi, avrei solo avuto voglia di riprendere in mano la mia indipendenza cercando svariate soluzioni per far si che questo potesse succedere.
E una di queste soluzioni è stato riuscire a trovare un latte alternativo.

Un latte che fosse soprattutto di gradimento a mio figlio.

Dico soprattutto perché dire di averne provati svariati e molti nel corso dei mesi sarebbe davvero riduttivo.
Dico soprattutto perché al contrario dei fratelli, lui, con il latte non ci va molto d’accordo.

Non ricordo infatti di preciso quanti e quali, nel tempo, io ne abbia acquistati, ma ricordo per certo che l’obiettivo finale è sempre fallito.
E poi sarò onesta, non avendo mai usato latte al di fuori del mio e di quello vaccino, non è che io fossi molto preparata in merito ai latti di crescita.

Mi hanno sempre incuriosita sotto il punto di vista nutrizionale, sotto il punto di vista della composizione e di come cercassero di essere il più completi possibile per far si che ogni bambino riuscisse ad ottenere il giusto apporto nutrizionale di cui doveva avere bisogno in ogni specifica fase della sua vita.
Ma in tutta franchezza, non capendone nulla e non essendomi mai confrontata con il mio pediatra in merito a questo tema, per me uno valeva l’altro.

Questo almeno fino a che non ho avuto modo di avere davvero una cultura sul tema.

Un paio di mesi fa infatti, mi sono ritrovata catapultata in una realtà per me nuova durante la visita ai laboratori del centro di avanguardia Nutricia Research a Utrecht. Una realtà che mi ha permesso di comprendere più da vicino la complessità e unicità del latte materno, gli studi e il lavoro che ci sono dietro alla creazione di un latte formulato rimanendo affascinata da quante cose in realtà moltissime mamme non sanno in merito a questi temi.

Ho ascoltato e visto per diverse ore argomentazioni sul latte materno tante quante non mi sarebbe bastata una vita per poterle conoscere.

Ho scoperto cose che mai avrei creduto possibili tra cui come il latte materno vari in base alla persona, all’etnia e alla provenienza della mamma, al sesso del bambino che si deve attaccare al seno e a come possa mutare di post gravidanza in post gravidanza a causa di innumerevoli fattori.
Ed ecco anche perché il latte materno va sempre bene, indipendentemente dall’età del latte e del bambino stesso.

Ho persino scoperto che anche il latte materno contiene dei batteri buoni utili allo sviluppo intestinale del bambino. Perché l’intestino dei bambino, per quanto possa sembrare strano, è la macchina che fa funzionare alla perfezione il suo sviluppo nei primi anni di vita ed è la stessa macchina che gestisce l’intero sistema immunitario.

Lo stesso intestino è persino differente in un bambino nato con parto naturale piuttosto che con parto cesareo.
Ed è anche da queste differenze che il latte materno poi si trasforma di conseguenza.

Sono arrivata a conoscere tutte queste informazioni con un allattamento alle spalle, l’ultimo, di ventuno mesi.

E nonostante mi sia sentita orgogliosa dell’aver resistito fino a quel momento nel dare una parte di me al mio bambino, ho capito anche per fare la scelta del latte di crescita è importante avere le giuste informazioni.

Mi sono stati presentati da vicino Aptamil 2 e 3 con Pronutra – ADVANCE.

Dopo la nascita, come anche specificato sopra e come è stato per noi nella scelta e nella possibilità che ho avuto di crescere i miei bambini, il latte materno è sicuramente il nutrimento perfetto: come raccomanda l’OMS è la scelta migliore ed esclusiva per i primi sei mesi di vita e va favorito anche oltre almeno fino a quando mamma e bimbo lo desiderano.
Ma nel caso in cui venga a mancare o ci siano delle esigenze di vario genere per le quali l’allattamento debba essere interrotto, sotto indicazione del pediatra, è possibile offrire al bambino un latte specifico per le sue esigenze.

Aptamil 2 e Aptamil 3 sono stati riformulati grazie ad un processo di produzione innovativo.
Sono infatti gli unici latti per la prima infanzia con Pronutra Advance, una miscela esclusiva di ingredienti integrati con vitamina A, C e D che contribuiscono al normale funzionamento del sistema immunitario e che sono caratterizzate dalla presenza di olio di pesce e da una  miscela prebiotica brevettata.

Questa nuova linea è frutto di una ricerca all’avanguardia che da oltre quarant’anni è pioniera nel campo della nutrizione infantile e si ispira al modello inimitabile del latte materno.
Inimitabile perché, con questi occhi, ho visto un grafico semplificato dei componenti dello stesso. Un numero così elevato di elementi che è impossibile tenerne conto. Anche perché sono proprio la maggior parte di questi a renderlo unico ed eccezionale e soprattutto impossibile da riprodurre nella sua completezza.

So bene infatti che il latte materno è insostituibile da qualsiasi prodotto in commercio.

Ma visto che, dopo il suo primo compleanno,  la scelta di interrompere questo nostro legame è stata presa credo che, da mamma, la soluzione più giusta per far si che mio figlio abbia ciò che in qualche modo gli sto facendo mancare, sia di offrirgli quella che io considero un’ottima alternativa

Il resto, ovviamente e come è sempre stato, sta a lui.

<Post in collaborazione con Aptamil>

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