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Troppa disinformazione sul vaccino per il meningococco B

by Giada Lopresti

Il mese scorso ho fatto fare i primi vaccini all’ultimo dei miei figli. Per un insieme di motivi questi vaccini sono stati fatti in ritardo rispetto all’età prevista dal calendario vaccinale nazionale ma, avendo trovato una Dottoressa molto qualificata, abbiamo provveduto nel recuperare in una sola sessione tutte le dosi previste.

Esavalente, anti-pneumococco e anti-meningococco B

Tendenzialmente infatti il numero massimo di vaccini che viene somministrato ad ogni sessione è di due (equivalente ad una puntura per ogni coscia). Mentre mio figlio in questo specifico primo caso, sotto autorizzazione mia e di mio marito, ne fece tre con la precedente conferma da parte dello stesso medico che nessuno di questi avrebbe avuto controindicazioni causate dal mix di farmaci.

Lo stesso giorno abbiamo anche provveduto a far recuperare i vaccini non ancora propinati al secondo figlio e confrontandoci con la Dottoressa in questione, ho chiesto informazioni in merito al vaccino per il meningococco B.
Il mio secondo bimbo infatti, essendo nato nel 2014 quando il il vaccino in questione era appena stato commercializzato, ha diritto per legge all’assunzione dello stesso tramite l’asl essendo, quella della nostra zona, una di quelle che fornisce il vaccino senza contributo economico.

Verificata però l’eta attuale (30 mesi) ci era stato infatti consigliato di non procedere con la somministrazione dell’anti- meningococco B in quanto superata l’età dei due anni compiuti, sembrerebbe non necessario assumere il vaccino perché il virus, se contratto, “non è pericoloso”.
Detto tra noi però, anche se io non sono certamente un medico, ammetto che la notizia in quel momento mi fece avere qualche perplessità.

Non convinta dell’informazione data, come probabilmente ogni mamma avrebbe fatto, arrivata a casa non ho fatto altro che cercare notizie in merito a quello che mi era stato detto. Riscontrando tra l’altro notizie contrastanti su quanto appreso.

Il dott. Google infatti oltre ad essere il modo più rapido per poter cogliere informazioni di ogni tipo, non sempre ti permette di carpire nell’immediato le risposte ai dubbi quotidiani. E in questo caso, oltre alle perplessità del momento, di mezzo ci sarebbe stato il fatto che prendere una decisione sbagliata (quella di non vaccinare) avrebbe potuto un giorno farmi pentire di una scelta presa in modo troppo leggero.

Ho continuato a leggere, informarmi, confrontarmi con il pediatra dei miei bambini e, soprattutto, affidarmi alle esperienze di altre mamme.

Quello che infatti negli ultimi quattro anni ho potuto constatare è che, esattamente come dice il mio pediatra,:

per ogni bambino non esiste pediatra migliore della sua mamma

E questo non perché da ignoranti abbiamo la facoltà di sostituirci ad una persona che ha studiato per anni per poter svolgere una professione così fondamentalmente difficile. Ma semplicemente perché il quotidiano dei nostri figli lo viviamo noi e non i loro dottori.
Noi sappiamo cosa fanno, chi frequentano, come giocano e come si comportano e, non per nulla, quando stanno poco bene siamo sempre noi che esponiamo i sintomi al medico per poter permettere di effettuare un accurata diagnosi. E non viceversa.

Mi sono così rivolta alla mia amica Sere che di vaccini forse ne sa più del dott. Burioni stesso. Una mamma molto sensibile a questo tema e che, da blogger, proprio qualche tempo fa scrisse un post in merito alla differenza tra i vaccini meningococco B e C. Un articolo che io, per scrupolo, ho salvato tra i preferiti del mio telefono nonostante i mille mila messaggi di dubbi inviati nell’ultimo mese proprio sulle mie perplessità.
Perplessità che tra l’altro lei è riuscita a chiarirmi ogni volta.

Trascorso questo mese, oggi ci siamo dovuti recare ancora in ospedale per poter fare i richiami dei vaccini già somministrati. E come era ovvio, il problema dell’anti – meningococco B per il nostro secondo bambino si è ripresentato.

Fare o non fare il vaccino per il meningococco B visto che l’età critica sembrerebbe sia stata superata?

In realtà sapevo cosa fare. Cosa voler fare ma soprattutto cosa era giusto fare.
Per me infatti far fare il vaccino a mio figlio era l’unica opzione da prendere in considerazione e forse il mio era solo il bisogno di ricevere una conferma. Avevo bisogno di un dottore che mi dicesse “stai facendo la cosa giusta. Questo vaccino va somministrato anche se i due anni d’età sono stati superati”
Cercavo solo questo.

Ed ecco perché prima di portare i bambini ancora una volta a farsi punzecchiare, come di consueto li ho fatti controllare dal loro pediatra.
Un medico che stimo sia professionalmente che umanamente.
Un medico che non ha nulla da invidiare a nessuno per preparazione e disponibilità.
Un medico che è sempre stato il mio pilastro nelle incertezze e nei dubbi di mamma senza esperienza.
Un medico tra l’altro vaccinista (che in queste situazioni non guasta affatto).

Gli ho esposto la mia volontà nel voler vaccinare il mio bambino stagionato trenta mesi contro il meningococco B valutando insieme se fosse il caso farlo.
Ho apprezzato la sua sincerità nel dirmi che era d’accordo con il fatto che, superata la fascia d’età ad alto rischio indicata dalle statistiche come maggiore incidenza di contagio (sotto l’anno d’età), non fosse indispensabile la vaccinazione.

Ma ho apprezzato ancor di più il suo sostegno nel voler approfondire i miei dubbi.

Leggendomi in viso la palese necessità di ricevere da parte sua il via libera come sostegno morale ha fatto una ricerca su internet e, insieme, abbiamo letto queste esatte parole:

La scheda vaccinale in vigore prevede:

  1. la vaccinazione contro il meningococco B nei bambini nel corso del 1° anno di vita (3 dosi al 3°, 4°, 6° mese di vita e 1 richiamo al 13° mese
  2. la vaccinazione anti-meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età (1 dose al 13°-15° mese
  3. la vaccinazione con vaccino coniugato tetravalente nell’adolescenza, sia come richiamo per chi è già stato vaccinato contro il meningococco C da piccolo sia per chi non è mai stato vaccinato.

Al di fuori delle fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, etc.) ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi o dormono in dormitori, reclute militari, e per chiunque debba recarsi in Regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa).

fonte Ministero della Salute

Alla luce di questo sono uscita dallo studio medico ancora più convinta della mia scelta.
E anche se avrei preferito che la puntura gli fosse stata fatta al braccio (visto che facendola alla coscia purtroppo è da questa mattina che ha un forte dolore alla gamba che a quanto pare si trascinerà anche per qualche giorno) e tutto è andato per il meglio, quello che mi ha lasciato più sbigottita è come, in un intero mese, io ne abbia lette e sentite di ogni sul vaccino per il meningococco B.

Sono rimasta stupita dalla grande disinformazione che c’è sui vaccini in generale.

Una disinformazione che fa peccare anche me di tanta ignoranza e dove, proprio perché sono incompetente, spero di trovare risposte in chi ne sa più di me.

Ma io sono anche fortunata perché nonostante gli svariati pareri contrastanti riscontrati tra dott. Google, medici, amici, ecc… ho sempre la mia biblioteca del vaccino a portata di telefono.
Per cui se oggi so qualcosa in più (molto di più di quello che dovrei) lo devo quasi esclusivamente ad un amica che non hai mai perso la pazienza nell’indottrinarmi rispondendo alle stesse ripetute ed assidue domande fino alla nausea.

Se oggi ho preso la decisione giusta è anche grazie alla mia meravigliosa amica Serena che si è rivelata indispensabile anche grazie al suo post “Vaccino meningite: il B non è il C”

Sui vaccini non bisognerebbe avere mai dubbi.

Perché nonostante avessi dovuto far fare a mio figlio il vaccino per meningocco B molto prima di oggi e nonostante la nostra zona non sia una di quelle a rischio di contagio, io sono una mamma che viaggia molto.
E non potrei mai perdonare me stessa se per colpa di un momento di superficialità ed ignoranza, la vita dei miei figli viene messa in pericolo.

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2 comments

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[…] sono brava come mio papà ai tempi lo era con me nel convincere i miei figli a fare un vaccino senza dover affrontare una lotta quasi all’ultimo sangue, ma in compenso per quanto riguarda […]

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L'informazione sui vaccini è importante come vaccinare | MammaCheVita 28 Giugno 2017 - 10:31

[…] scorso in Toscana, Lombardia e altre regioni e nonostante non si potesse parlare di epidemia, ho deciso di tutelare me stessa e le persone con cui avrei avuto contatto in un futuro. Dove indubbiamente i miei […]

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