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Nonna ascoltami

by Giada Lopresti

Custodisco i ricordi più belli della mia infanzia come se fossero pezzi di un puzzle d’inestimabile valore e, molti di questi, mi riportano spesso tra le braccia dei miei nonni.
Io, che sono stata fortunata per metà nell’averne due, ho avuto comunque la grazia di far sì che sapessero colmare il vuoto di chi invece non c’è stato per scelta o per fato.

Quando ripenso ai miei nonni rivivo l’attesa delle vacanze estive, del conto alla rovescia dei giorni che mi separavano dal momento della fine della scuola a quello della partenza per il paese che li ospitava. Lo stesso che molti anni dopo, soprattutto dopo la loro scomparsa, sarebbe diventata casa mia.

Ricordo l’emozione del giorno in cui ogni anno i preparativi della partenza agitavano la mia mamma e il mio papà nell’ansia di dover affrontare un viaggio così lungo per raggiungere la nostra meta.
Ricordo come mi addormentavo durante il viaggio risvegliandomi puntualmente quasi a destinazione dove, nonostante spesso fosse ancora l’alba, ero elettrizzata al pensiero di poterli riabbracciare assaporando il profumo inconfondibile della loro pelle.

Ricordo il loro sorriso nel vedermi dopo mesi, i loro baci e le loro carezze.

Ricordo come nonostante il lungo e scomodo viaggio fossi entusiasta di prendere il costume dalla valigia e andare al mare con il nonno per poi tornare a casa per l’ora di pranzo e mangiare il pollo con il sugo come solo la mia nonna é sempre stata in grado di cucinare.

Ricordo i profumi e i sapori. Ricordo le luci, i suoni e i rumori.

Ricordo le risate e la spensieratezza e ricordo che per quanto burbera e dura fosse la mia nonna, così opposta all’uomo che per una vita l’ha affiancata sia nel bene che nel male, sapeva ascoltarmi sia con il cuore che con al mente.

Ripensando a tutto questo e al fatto che nella mia infanzia ho avuto solo loro e i genitori adottivi della mia mamma che con il passare degli anni abbiamo perso di vista, mi ritengo comunque una persona fortunata. Soprattutto molto più di tante altre che non possono vantare ricordi anche semplici proprio come questi.

I miei figli ad esempio sono dei bambini ricchi dove per “ricchi” non intendo nel senso fisico del termine.
Sono ricchi non solo perché a loro non manca nulla di tutto ciò di cui un bambino può avere bisogno, ma perché hanno una fortuna che pochi al mondo possono avere.

Una fortuna che a me alla loro età é stata negata.

Sono bimbi speciali sotto moltissimi aspetti, ma il dono più grande del quale possono vantare insieme all’avere dei fratelli su cui contare é il fatto dei di avere dei nonni: entrambi quelli materni, entrambi quelli paterni e, in più, quando vogliono possono godere della presenza dei bisnonni. Tutti e quattro da parte del papà.

Quattro nonne e i rispettivi mariti da vivere e assaporare giorno dopo giorno. Sfido chiunque a non gioire di questo.

Come però é normale che sia, ci sono persone con cui leghi di più e altre con cui invece può esserci meno feeling delle volte solo perché sono semplicemente meno partecipi della tua vita. E con i nonni é la stessa cosa.

Quello che ad esempio io noto giorno dopo giorno, é l’amore e l’ammirazione che lega i miei bambini ai miei genitori. I miei figli amano mia madre e mio padre di un amore che così evidente che sembra quasi di poterlo toccare.
Traspare dai sorrisi e dal suono della loro voce colma di gioia quando sento pronunciare a lettere ben scandite i nomi dei nonni.

In particolar modo vedo tutti e tre i miei bambini molto legati alla mia mamma come se, nonostante la loro tenerissima etá, possano già essere in grado di percepire la positività che anche a me trasmette ogni giorno fin dagli albori della mia infanzia.

Amo mia madre più di quanto potrei essere in grado di amare qualsiasi altra donna al mondo, ma sono sempre più convinta che i miei bimbi le vogliano bene molto più di quanto io sarei in grado di riuscire a volergliene.

Ogni giorno, ogni sacrosanto giorno si divide in tre accompagnando io più grande all’asilo, facendo da nonna, amica e maestra al secondogenito e coccolando e strappando immensi sorrisi al più piccolo.
Questo succede perché oltre all’amore palese che esprime nei loro confronti, lei é sempre stata in grado di ascoltare tutti. Soprattutto loro.

Mia madre ha ascoltato in silenzio le mie polemiche e i miei sfoghi di adolescente.

Ha saputo ascoltare anche quando avrebbe voluto strigliarmi come se fossi un cavallo da ripulire.
Mi ha ascoltato anche quando da sentire non c’era nulla. In silenzi quasi assordanti.
E, adesso, fa allo stesso modo con i suoi nipoti. Anzi… con loro fa ancora meglio.

Ascolta attenta ogni spiegazione e ogni discorso spesso senza un filo logico.
Ascolta i loro bisogni anche quando bisogni non sono.
Ascolta ciò che hanno da raccontarle anche se quella stessa cosa é stata detta il giorno prima o il mese precedente.

Lei ascolta. Assimila tutto. Indipendentemente da ciò che le vien detto.

E nonostante mia mamma sia ancora una donna giovane, delle volte la paura che tutto questo possa svanire anche in un giorno lontano, mi terrorizza.
Mi spaventa il pensiero che non possa più riuscire ad essere partecipe come vorrebbe ai discorsi dei suoi nipoti esattamente come mi intimorisce l’idea che possa succedere anche con me.

Mi atterrisce il fatto che prima o poi lei possa venire esclusa dal nostro mondo solo perché non può più udire il suono delle nostre voci ascoltando i racconti per come vorrebbe senza però riuscirci.
Perché spesso é inevitabile che l’udito possa fare dei brutti scherzi quando l’età ci trasforma piano piano in qualcuno di diversamente giovane.

Le nonne, esattamente come le mamme, devono poter ascoltare. Ma le nonne devono poterlo fare per molto più tempo perché tutti i bambini hanno bisogno di averle al loro fianco, rispondendo ai nipoti come solo loro saranno per sempre in grado di fare.


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