Home Life Caro 2018, hai ancora 51 settimane

Caro 2018, hai ancora 51 settimane

by Giada Lopresti

Caro 2018,

avrei voluto parlarti già 48 ore dopo il tuo arrivo ma ho voluto darti la possibilità di riscattarti. Ho voluto darti quella seconda chance che si deve dare a chiunque per poter dimostrare che si può cambiare ma, siamo onesti: la tua prima settimana da nuovo anno ha lasciato molto a desiderare (un modo galante per dirti che hai fatto davvero cagare).
Quindi adesso fammi un favore: fermati, siediti e ascolta. Perchè ho giusto qualche cosa da dirti.

Sei un anno novello e non si può pretendere che tu sappia come funziona il mondo. Ma se solo ti fossi soffermato a chiaccherare con il tuo fratello predecessore, sapresti che almeno in casa nostra le palle sono grandi come degli aerostati.

Abbiamo fatto promesse e definito i buoni propositi.

Tutti momenti vissuti con difficoltà e tristezza, ma allo stesso modo, che ci hanno fatto sperare in un anno decisamente migliore. Perchè tu saresti dovuto essere decisamente migliore.
E invece no.

Sei arrivato con il botto, come qualsiaso altro anno prima di te, segnando una svolta inesistente della quale però almeno noi avevamo bisogno. E invece mi sei capitombolato già al risveglio del primo mattino cadendo in un precipizio infinito minuto dopo minuto.
Ecco perchè tra le tante cose che avrei tanto voglia di dirti (tra cui mandarti a stendere per direttissima) ne esiste una in particolare che vorrei che ascoltassi bene, ma che soprattutto comprendessi esattamente come se stessi spiegando qualcosa ai miei figli.

La vita è fatta di attimi di estrema felicità tanto quanto lo è di istanti di incredibile tristezza e qui nessuno pretende di vivere sereno il resto dei propri giorni (ma se poi decidessi di farci questa grazia stai certo che nessuno lo rimpiangerebbe).
Nessuno vuole vincere al superenalotto diventando ricco in modo spropositato per poi non sapere nemmeno cosa fare di tutti quei soldi dove non basterebbe un intera vita per esaurirli (ma anche qui, se stabilissi che fosse il momento giusto per un miracolo noi saremmo ben disposti ad accoglierlo a braccia aperte perchè ti svelo un importante segreto: i soldi non fanno la felicità ma, in compenso, aiutano. E noi dobbiamo ancora riuscire a cambiare macchina).

Quello che però ti chiedo di valutare attentamente sono due sole cose: il tempo e la salute.

Esistono al mondo persone pretenziose ma io mi sono sempre accontentata di poco. Soprattutto perchè sono fermamente convinta che il mio destino debba scriverlo con il solo auto di me stessa.
Per quanto però possa tentare di recuperare il tempo perso questo, una volta passato, non si potrà più rivivere.

È un discorso che può sembrare difficile da comprendere per chi è sostanzialmente fatto solo di secondi, minuti, ore, giorni settimane e mesi ma prova a pensarci: sono già passati sette giorni da quando ti sei presentato eppure ne io ne tu siamo potuti tornare indietro per evitare accadessero almeno alcune cose. Non tutte! Solo un paio.
Tempo che avresti potuto concederci facendo altro, tempo che avresti potuto concedere a chi invece non l’ha avuto… Il tempo è vita, è denaro, è famiglia e nessuno vorrebbe sprecarlo. Tu invece non ce ne hai saputo regalare affatto.
L’unico che sei stato in grado di offrirci ha fatto davvero pena.

In secondo luogo valuta bene anche l’opzione numero due. Opzione che cammina di pari passo con prima.

Le persone hanno fondamentalmente bisogno di una sola cosa ed è questa l’unica che mi permetto davvero di chiederti: la salute.
Quando si ha la salute si può fare tutto ed ecco perchè mi permetto di chiederti solo questo unico ma immenso favore.

Ne ho le scatole piene di acquistare flotte di medicinali tanto da dover temere l’arrivo in casa delle pattuglie anti droga perchè sembra che io abbia rapinato una farmacia.
Sono stanca di vedere i miei figli perennemente malati e rinchiusi all’interno di un circolo vizioso e senza fine.
Ma soprattutto sono stanca di dover dire addio alle persone.

Sono stanca di dover spendere il mio tempo nel vedere la salute degli altri capitombolare. Soprattutto se sono persone che amo.

Non sei stato nemmeno in grado di regalarmi dieci minuti di serenità insieme (ma soprattutto da sola) con mio marito. Dieci minuti.
Un tempo che per molti può sembrare inutile ma che per noi ha un immenso valore visto che ci vediamo solo un paio di giorni al mese. Si… perchè forse non sai nemmeno questo: io e mio marito viviamo in due città che distano l’una dall’altra ben 1400 chilometri e per noi non è molto semplice riuscire a trascorrere dei momenti insieme.

E in merito a questo, viste le figuracce fatte fino ad oggi, non è che per caso potresti ricordarti di noi anche verso la fine del mese in corso vero? Anche solo per rifarti dell’inizio disastroso che ci hai fatto vivere.
“Io non credo nei miracoli, tu sei stato per me l’eccezione” citava un verso di un canzone e se prometti di regalarcene uno, questa frase potrei anche dedicarla a te con tutta me stessa.

Caro 2018, vorrei chiederti altre decine di cose ma, un passo alla volta, direi di partire da queste che sono indubbiamente le più importanti.
Adesso quindi alzati, ragiona su quale gamba utilizzare per fare il primo passo e sostienici in queste piccole richieste perchè (e te lo dico con il cuore) abbiamo davvero bisogno di ripartire con il piede giusto o quanto meno meglio di come abbiamo fatto sette giorni fa.

Certa che avrai ascoltato ogni mia parola, resto fiduciosa di una tua risposta dettata da fatti. Le parole lasciale a me che da spendere ne ho sempre fin troppe.

Con affetto (anche se al momento non lo meriti) tua Giada

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.