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Ciao ciao sudamina

by Giada Lopresti

Da cinque anni a questa parte, ogni estate è la stessa storia. Sudorazione eccessiva, puntini rossi ovunque e soprattutto nella zona collo, spalle e petto dei miei bimbi la pelle sembra trasformarsi in uno di quei bersagli simili a quelli che si vedono all’interno nei bar dei film americani.
Un oggetto da colpire con le freccette cercando di fare centro dove l’intero pannello è sommerso di puntini, segno inevitabile del risultato di persone che con quel gioco sono meno capaci di altre.

Un risultato estetico che può dare l’impressione essere l’inizio di una varicella o di una sesta malattia in assenza di febbre (soprattutto agli occhi di chi ancora ha il “piacere” di essere in grado di riconoscere entrambe) ma che invece risulta essere quel sintomo che comunemente viene chiamato sudamina.
Quell’odioso sfogo cutaneo che tramuta ogni anno la pelle dei miei figli da una soffice pesca ad un ritaglio di simil carta vetrata.

Un eruzione cutanea fastidiosa al tatto e alla vista perché, inevitabilmente, ogni volta che osservo quelle macchie che piano piano riempiono a tratti alcune zone, mi creano una fortissima sensazione di fastidio e prurito come se invece di averle loro, ne fosse pieno il mio corpo.

Ricordo quando ancora non sapevo cosa fosse la sudamina.

Quattro anni fa nella mia prima estate da neomamma in presenza di un mini me, mi mancavano quella conoscenza e quelle accortezze che fortunatamente ho poi acquisito nel tempo. E forse anche perché Cesare era ancora troppo piccolo per avere una sudorazione regolare anche nei periodi più caldi, io e la sudamina ci presentammo ufficialmente solo l’anno successivo, quando ero all’ottavo mese di gravidanza, in vacanza a “soli” milleduecento chilometri da casa e molto più lontana di quanto avrei voluto dal mio amatissimo e affidabilissimo pediatra.

Ancora oggi è impossibile poter dimenticare le mille domande che mi posi quando iniziai ad osservare le decine di puntini che comparvero all’improvviso sulla pelle di Cesare e che, quotidianamente, aumentavano a dismisura.
Esattamente come ricordo come il pediatra mi consigliò caldamente di non utilizzare mai il borotalco in polvere, consiglio che facendo di testa mia non volli seguire pensando di riuscire ad attenuare nel tempo quel sudore che puntualmente faceva riempire la pelle di mio figlio con quegli odiosi puntini rossi.

Solo con il passare dei giorni capì che il borotalco in polvere oltre che essere “pericoloso” per le vie aeree, ostruiva i pori della pelle non permettendo alla stessa di areare in modo naturale e, in alcuni, casi, facendo si che la sudamina invece di migliorare, tendesse semplicemente a stabilizzarsi.

Ad oggi però, tre anni e due figli dopo, ho imparato che esistono modi decisamente più efficaci e meno invasivi per far si che la sudamina non sia più un problema.

Nonostante infatti per bambini molto piccoli non sia consigliato un lavaggio frequente della pelle con docce e bagnetti, nel periodo estivo tra eccessiva sudorazione causata dal caldo (e conseguente maleodore della pelle chiamata comunemente puzza) e viaggi rinfrescanti tra mare e piscina, è praticamente impossibile non dover fare una piccola doccia veloce almeno una volta al giorno.

Il pediatra stesso quando ancora Cesare era molto piccolo, mi disse di non utilizzare detergenti aggressivi a base di saponi che tendono a seccare la pelle (cosa di cui i neonati non hanno affatto bisogno), ma di unire dell’olio da bagno all’acqua del bagnetto in modo tale da mantenere la pelle sempre il più possibile idratata.

Dopo aver scoperto la linea cosmetica Natural Sensation di Chicco solo nell’estate successiva a quel primo episodio di sudamina, compresi di aver fatto centro con le esigenze dei miei bambini potendo allo stesso tempo alleviare questo fastidioso problema.

Con il tentativo di un primo bagnetto indovinammo quella che per tutti loro si trasformò nella soluzione migliore.

Esattamente come per i fratelli, anche Enea non è stato affatto risparmiato dall’effetto sudamina.

Ragion per cui ormai quotidianamente sia che si vada al mare e sia che non ci sia il tempo per farlo, i suoi momenti di gioco nella vaschetta da bagno non mancano mai. Un gioco per lui e un pretesto per me.

Un pretesto che, grazie a quei soli cinque minuti a mollo con acqua unita all’olio bagno Chicco Natural Sensation mi permettono non solo di continuare a mantenere la pelle idratata già dal quel suo primo bagnetto al rientro a casa dopo la sua nascita, ma di poterlo lavare di frequente nonostante la pelle delicata.

La pelle dei neonati infatti non andrebbe pulita spesso proprio perché così delicata da non poter ripristinare il primo strato di epidermide con la stessa velocità con il quale riesce una persona adulta. Utilizzando invece l’olio bagno al posto di un comune detergente più aggressivo, si permette di non aggredire il derma mantenendolo allo stesso tempo anche più idratato.
Il bagnetto con l’olio bagno, idratando la pelle, permette anche di mantenerla pulita e fresca ma non secca e, di conseguenza, riuscire a farlo più frequentemente (come è successo con i miei bimbi) alleviando i fastidi del sudore.

Dopo aver giocato qualche minuto con lui, dopo aver atteso altrettanto tempo in modo tale che la pelle sia stata in grado di far suoi i benefici di questi momenti di pulizia, provvedo semplicemente a tamponarlo con un morbido asciugamano sentendo al tatto la sua pelle già più morbida e idratata.

Il tocco finale viene semplicemente dato da un aiuto che in casa nostra é diventato il prodotto must have dell’estate: il Talco Non Talco della linea Fiocchi di riso.

Essendo un prodotto che si definisce esattamente come indica il suo nome, un Talco non Talco, ho la possibilità di spalmare questa crema sulla pelle del piccolo senza far si che nessuna polvere possa ostruire i pori della pelle facendo però sì che assorba perfettamente l’eccessiva sudorazione e l’umidità residua sulla pelle causata dallo stesso bagnetto.

Subito dopo questa quotidiana routine, la pelle del mio bambino migliora sia visivamente che al tatto. I puntini si affievoliscono sparendo del tutto nei minuti successivi e grazie ad una semplice maglietta o body di cotone, prevengo la sudorazione che anche grazie al Talco Non Talco viene assorbita alla perfezione soprattutto se utilizzato più volte nell’arco delle giornata.

Avrei dovuto scoprire questa tattica anni fa.

Sarebbe stata decisamente più utile e meno invasiva di quella che allora credevo la soluzione più adatta alle nostre esigenze e soprattutto a quelle dei miei bimbi. Bimbi che puntualmente insieme al sudore ogni estate si impegnano a far fuoriuscire i loro arguti dentini facendo sì che collo e petto di “rovinino” ulteriormente con le bave colanti.
Bave che spesso sono persino peggio della sudorazione stessa.

La nota positiva dell’aver indovinato in “zona cesarini” il mix perfetto di prodotti da utilizzare per risolvere questo fastidioso caso principalmente estivo, mi ha permesso di poter vivere più serenamente la comparsa dei sintomi della sudamina anche in inverno dove per l’appunto, a causa della dentizione la zona collo e mento sono ampiamente a rischio.
Zone che trattate in questo modo mi permettono di poter fare ai miei bambini qualche bagnetto in più senza dovermi preoccupare in nessuna occasione degli eccessivi lavaggi o di una non sana e corretta idratazione.

La causa della sudamina (o miliaria) è da ascriversi all’incapacità della pelle di eliminare il sudore prodotto. Il clima caldo-umido favorisce la produzione di sudore che, se impossibilitato a raggiungere la superficie cutanea, può sfociare in sudamina. La presenza di abiti troppo aderenti o di tessuti che non facilitano la traspirazione della pelle sono fattori che causano l’insorgenza della sudamina. (Fonte Wikipedia)

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