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Settimana 38: intolleranze alimentari

by Giada Lopresti

Da quando è nato Vincy la mia vita da mamma, anzi da bis mamma, è stata davvero molto piena. Non ci siamo fatti mancare davvero nulla: risate, momenti felici, giornate di pioggia, influenze, svezzamento, cambi pannolini, momenti in famiglia, ecc., insomma… abbiamo preso il pacchetto completo e l’abbiamo moltiplicato per due.
Di tutte queste cose quindi non potevamo non aggiungere anche le intolleranze alimentari. Prima esperienza diretta in famiglia, e non facile, per la gestione dei pasti del nuovo membro di casa.

Vi ho raccontato più volte dei disturbi che Vincy ha avuto negli ultimi mesi e quello di cui ho parlato più spesso sono stati la tosse e i broncospasmi che l’accompagnavano. Essendo stato un periodo a cavallo con l’inverno e, soprattutto, in coincidenza con l’inizio dell’asilo di Cesare, tutti noi avevamo pensato che questi disturbi fossero stati causati da virus trasmessi al piccolino. Magari qualcuno di noi ne era immune, ma portandoli a casa come una valigia pesante e fastidiosa, gli anticorpi di Vincenzo si dovevano formare combattendo questi odiosi sintomi.

Dopo ben quattro mesi passati cercando di debellare malattie, mi sono accorta che spesso in concomitanza alla tosse, al catarro e a questi continui broncospasmi dal respiro da gattino c’era un disturbo frequente nelle nottate della polpetta: l’aria nella pancia. Spesso la notte il bambino aveva un sonno disturbato che permetteva a lui dormire, anche se molto male, ma a me di essere svegliata ogni dieci minuti da un pianto “inconsolabile” che terminava sempre con una scarica d’aria.
Successo una volta ok, successo due anche, ma quando questi fastidi hanno incominciato a persistere notte dopo notte ho iniziato a pormi il problema “possibile che siano ancora coliche nonostante Vincy abbia già abbondantemente superato gli otto mesi di vita?“. Inizialmente avevo provato a fargli assumere nuovamente gli omeopatici che avevo utilizzato con le coliche per entrambi i miei figli, calmando il problema, e appena smettevamo il problema si ripresentava.

Decisi di confrontarmi con il pediatra per cercare di capire come mai, nonostante non fosse più in età da colica, lui soffrisse ancora di questi odiosi disturbi. Insieme a lui analizzammo la storia clinica di Vincenzo e ci accorgemmo che effettivamente i broncospasmi si erano presentati più spesso di quello che può succedere nella norma e la domanda lecita fu: “possibile sia allergico a qualcosa?“.
I problemi respiratori infatti vengono solitamente collegati all’asma e a tutte quelle allergie che vengono causate quando un soggetto si avvicina a qualcosa che lo infastidisce e che il corpo “rigetta” dando dei sintomi ben chiari. Unito al fatto che lui abbia perso peso velocemente per ben tre volte e ai suoi disturbi frequenti di aria nel pancino, il pediatra volle informarsi su eventuali allergie nelle nostre famiglie.

Da entrambe le parti, la mia famiglia e quella di PapàCheVita, è venuto fuori che abbiamo parenti stretti (come fratelli e zii) intolleranti a determinati alimenti e i più frequenti sono risultati il lattosio e il glutine. Un bambino che ha nella sua storia familiare soggetti allergici, tende ad essere più predisposto di altri alle allergie, ragion per cui per cercare di capire come ovviare il problema senza effettuare subito dei test (che possono non risultare validi data l’età di Vincy) avremmo dovuto cambiare alimentazione sia per lui che per me. Allattando infatti non sarebbe bastato omettere alcuni alimenti solo alla sua dieta, ma avrei dovuto privare anche la mia di determinate sostanze.

Il pediatra ci ha quindi consigliato di eliminare lattosio e glutine dalla dieta per 15 giorni e valutare i cambiamenti a livello sintomatico di Vincy. Fatto questo riprenderemo, di quindici giorni in quindici giorni, a reintrodurre prima uno e poi l’altra sostanza in modo da vedere come reagisce il bambino.
La prima settimana è volata tra piccoli errori e il farsi una cultura leggendo, per ogni acquisto, tutti gli ingredienti di ciò che si comprava.
Mi sono resa conto quanto sia difficile e costoso per una persona che soffre di queste allergie e intolleranze riuscire a non privarsi di qualcosa e di quante aziende, nonostante questi problemi siano più comuni di quello che sembra, ancora non si siano adattate a creare le confezioni con una semplice dicitura: CON GLUTINE o SENZA GLUTINE.

Allo stesso tempo mi sono accorta che le alternative a determinati alimenti esistono e che essendo nel XXI secolo, alcune aziende si sono adattate nella produzione di alimenti dedicati a queste allergie. Chi non ci si è mai treovato però non sa quanta fatica invece si possa fare nel trovare l’alimentazione adatta ad un neonato. Ho trascorso una sola settimana alla ricerca della comune tempestina perché con la pastina di mais di dimensioni classiche, Vincy si strozzava.
Sotto consiglio di un altra mamma che mi ha indicato l’azienda BIAglut però sono riuscita a soddisfare le nostre necessità (dopo tanta ricerca) e, per quanto assurdo, di tante aziende produttrici di alimenti per l’infanzia solo con la nuova linea di Humana siamo riusciti a risolvere qualcosa.

Non è stato semplice e non lo sarà, ma mi auguro che da adesso sia tutto il discesa e nella speranza anche che quest’ipotesi delle intolleranze alla fine del “test” risulti infondata.

Vincenzo settimana 38

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1 comment

Settimana 39: la sfida continua | MammaCheVita 21 Aprile 2015 - 10:09

[…] accennato la settimana scorsa, grazie ad una mamma che ha avuto gli stessi problemi con il suo bimbo, siamo riusciti ad […]

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