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io e papà

Al nonno dei miei figli. A mio padre

by Giada Lopresti

C’è un detto che cita testuali parole: “l’amore non ha età”. E Santo il cielo se è vero.

L’amore lo si scopre giorno dopo giorno iniziando dal primissimo momento in cui si viene alla luce, travolti da quel  sentimento che solo un genitore può riuscire a provare.
Dove tra una coccola e un sorriso si respira per la prima vera volta il calore di una famiglia. La tua.
Quello stesso calore che dopo qualche mese trasforma i versi in parole e dove anche se non è la prima ad essere pronunciata, con la gioia nel cuore arriva il primo “pa-pa”.

Un figlio non potrà mai ricordare quel giorno.

Ma se ci sono poche cose certe nella vita tra queste c’è sicuramente il fatto che un papà quel momento non lo dimenticherà mai.

Lo si capisce dai suoi racconti, da quei rari momenti in cui sopraffatti dalla nostalgia si inizia a rimembrare momenti passati. E sarà un caso, o forse no, ma questi istanti sono sempre più frequenti solo dopo che quel genitore, quel papà, diventa nonno.
In quell’esatto momento la vita ci scorre davanti agli occhi come se fosse un flashback che ti permette di realizzare il tempo volato via tentando di afferrare quello che invece ci attende come un incognita.
Si provano sentimenti nuovi quasi sconosciuti fino a quel momento. Perché l’amore di un figlio non è mai uguale all’amore di un padre.

Quella prima volta ho visto i suoi occhi brillare di una luce nuova. Nonostante la stanchezza della giornata e l’attesa del dover intraprendere “l’arduo” e tanto desiderato compito del diventar nonno, sembrava aver riacquistato giovinezza.
Il viso all’improvviso disteso, la sua commozione che traspariva sotto quello sguardo quasi sempre inflessibile. Quasi sempre perché almeno quella volta anche un uomo tutto di un pezzo è capace di tradirsi.

Quel giorno ho visto rinascere mio padre una seconda volta.

L’ho guardato realizzando finalmente consapevole di quanto il suo amore di padre fosse grande nella speranza che un giorno i miei figli possano amarmi almeno un millesimo di quanto io ho saputo fino ad oggi amare lui.

Perché l’età cambia l’amore.

Lo cambia indipendentemente da chi tu sia e da quanti anni tu abbia.
L’ho scoperto anche grazie a lui. Lui: l’uomo che io chiamo papà e che i miei figli hanno la fortuna di chiamare nonno.

Un uomo amante delle regole, dell’educazione e del rispetto.
Un uomo che ha saputo rinunciare anche a se stesso per il bene della sua famiglia.
Un uomo che ha moltissime qualità tante quanti sono anche i difetti. Perché nessuno è perfetto.
Nemmeno un uomo che ami.

L’ho visto amarmi negli anni di un amore che oggi comprendo con molta più consapevolezza e che ancora invidio osservandolo come meta irraggiungibile.
L’ho visto sostenermi anche quando non ero più in grado di credere in me stessa.
L’ho visto accettare in modo sofferto alcune mie scelte permettendomi comunque di inseguire i miei sogni e la mia strada.

Mi ha visto fallire senza infierire.
Mi ha visto trionfare spronandomi a fare meglio.
Mi ha visto crescere nonostante io sia sempre, ancora oggi, la sua bambina.

Nonostante i nostri caratteri siano così maledettamente simili da non riuscire ad avere un dialogo senza creare spesso sterili discussioni, mio padre è un uomo saggio che ha dalla sua una grande esperienza. Molta e spesso troppa.
Un uomo diventato padre per scelta e maturato giorno dopo giorno per essere il meraviglioso esempio che oggi è ai miei occhi nonostante le difficoltà.

Un papà così tremendamente buono. Un nonno così appassionatamente dolce.

Invidio i miei figli quando li osservo giocare con lui. Di un invidia buona, di quelle che ti gonfiano il cuore.

Lo guardo rotolarsi in terra nonostante sia consapevole dei suoi problemi alla schiena.
Lo guardo rincorrere i suoi nipoti con il suo impeccabile abito con tanto di camicia e cravatta.
Lo guardo mentre dai suoi occhi trapela un sentimento difficile da descrivere perché essere nonni è come essere genitori. Bisogna provarlo per poter capire.

Osservo i miei figli che lo chiamano e lo cercano con un ammirazione tale da sembrare un supereroe ai loro occhi.
Osservo i miei figli mentre sul loro viso si cela un velato senso di tristezza quando il nonno non riesce a venire.
Osservo i miei figli che “un giorno senza il nonno è un giorno perso”.

Lo stesso nonno che non gli ha mai comprato un giocattolo esattamente come loro non gliene hanno mai chiesti.
Si sono sempre bastati l’uno con l’altro. Semplicemente.
Nessun capriccio, nessun cedimento, nessun volersi mettere in luce “acquistando” un sentimento che dovrebbe essere spontaneo, immenso e naturale. Nessun “solo per farli contenti”.

Una persona in grado di farsi amare senza dare nulla in cambio se non solo qualcosa di astratto come può essere l’amore. Un qualcosa che non si può toccare con mano ma che si può godere in uno sguardo, in una carezza, in un sorriso.
Una persona che è stata capace di far trionfare un sentimento donando ciò che di più bello e profondo può avere: se stesso incondizionatamente.

Ho un papà speciale.

L’amore non ha età e mio padre ha saputo insegnarmelo come probabilmente nessuno al mondo sarebbe mai stato in grado di fare. E sono orgogliosa di lui per l’uomo che è stato e per quello che è riuscito a diventare.

Lui mi hai cercata. Io l’ho trovato. I miei figli lo hanno scelto.

Al nonno dei miei figli. Al mio papà. Buon compleanno.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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