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L’abbraccio del mattino

by Giada Lopresti

Spesso mi succede di rimanere sveglia fino a tardi.
Mi capita di perdermi in pensieri e in parole che scorrono come fiumi sulla tastiera come se stessi lasciando un impronta di me stessa da qualche parte. Il tempo corre al ritmo dei tasti che pigio facendo si che in questi momenti mi perda qualcosa che forse non dovrei lasciare andare via.

Quando poi guardo l’orologio nel cuore della notte mi rendo conto di aver scolpito un pezzo della mia vita e allo stesso tempo mi accorgo che è arrivata l’ora di godermi quella dei miei figli, nonostante siano nel letto addormentati da un profondissimo e dolcissimo sonno.
Mi sdraio nella penombra e li osservo con quel barlume di luce soffusa che illumina una parte della stanza e ogni sera mi chiedo cosa stiano sognando. Cosa può essere quell’immagine che nel cuore della notte riesce a strappargli un sorriso regalato dal subconscio sperando anche che quello sia lo stesso sorriso che nella mattina seguente venga regalato a me una volta aperti gli occhi.

Un risveglio sempre pieno di stanchezza che però gode della gioia dei miei bambini.

Aprire gli occhi dopo ogni notte è diventata una sfida con me stessa e le mie occhiaie ma quel sorriso che spero sempre di vedere, c’è ogni singolo giorno.

Inizia tutto da un “buongiorno mamma”, un bacio sulla guancia e tre bambini che per dieci ore sono riusciti a ricaricare le batterie con annessa power bank di riserva.

Una giornata che parte così, ogni mattina.

Risvegli che si ripetono all’infinito sempre allo stesso modo come se fossimo degli automi  ma che nel tempo ho capito essere semplicemente una routine che tutti amiamo trascorrere l’uno tra le coccole dell’altro. Perché svegliarsi tra le braccia di un’altra persona (indipendentemente dalla sua grandezza fisica) è una coccola.

Una coccola dettata da piccole abitudini che, con ancora i segni del cuscino sul viso, diventano più tenere e dolci.
Una coccola che mi vede preparare la colazione tra un “voglio il latte” e un’improvvisa voglia di biscotti nonostante si stia per uscire di casa.
Una coccola che amo vivere attraverso gli occhi dei miei figli osservando ogni gesto con i loro sguardi e ascoltando ogni “mamma” come se quel suono uscisse dalla mia bocca.

Mi immedesimo in loro, nelle loro abitudini e nel loro umore mattiniero che anche di poco muta di giorno in giorno.

Conosco i desideri di Cesare che appena sveglio corre sul divano rannicchiandosi in posizione fetale attendendo la coperta appoggiata dalle mie mani.
Conosco il carattere brontolone di Vincy che deve contendersi il divano tre posti con il fratello già di prima mattina nel volersi vedere i cartoni in attesa di essersi svegliato davvero.
E conosco Enea, piccolo permaloso uragano che già dalle prime luci del mattino cerca le attenzioni dei fratelli tentando di sottrargli ciò che stanno mangiando e bevendo come per volersi sentir parte di questa tradizione nonostante la sua ancora tenerissima età.

Percepisco i loro sentimenti e il loro umore ogni mattina quasi come se potessi toccarli con mano.

Comprendo con uno sguardo quelle mattine in cui ognuno di loro si sveglia scendendo dalla parte sbagliata del letto esattamente come sento nel cuore quel giorno in cui oltre che alla colazione hanno bisogno di un bacio in più. Perché spesso le loro aspettative sono ben più grandi di ciò che sembrano.

Ho imparato con il tempo che persino un bacio rubato mentre si sta bevendo una tazza di latte può cambiare l’umore di una giornata. Lo vedo dagli occhi che brillano, dalle guance che cambiano colore e dalle labbra che formano un sorriso sincero.
Ho compreso come abbiano solo voglia di passare qualche minuto in più da soli facendo colazione a letto invece che tutti insieme. Perché nonostante siano ancora dei bambini hanno il desiderio e il diritto di potersi concedere i loro spazi.
Ho capito che delle volte anche concedere un biscotto in più, o andare a comprare al bar dei cornetti al cioccolato appena sfornati sia un modo per spezzare una routine che può migliorare la giornata.

Grazie i miei figli ho imparato come ogni momento insieme sia importante. Anche se quel momento coinvolge un brusco risveglio e un’ improvvisa voglia di stare per conto proprio tanto quanto lo è quell’istante in cui i piedi caldi dalle coperte toccano il freddo pavimento e nonostante tutto sembra il giorno più bello della tua vita.

I bambini hanno la capacità di rivoluzionare un’intera giornata anche se la stessa è piena di situazioni banali e scontate.

I loro pensieri puri sono in grado di farti osservare tutto ciò che ti circonda con occhi nuovi dove anche un caffè amaro per un giorno può avere un sapore più buono.

Mi sono immedesimata in loro e nei loro risvegli ancora e ancora e quello che di sicuro ho capito è che di questo momento apprezzano ogni istante sempre allo stesso modo e sempre con un importanza fondamentale che profuma non solo di latte caldo e biscotti appena aperti ma anche di famiglia.
Mi sono immedesimata così ne profondo tanto da percepire fin dal risveglio quanto è importante uscire di casa di buon umore, un umore che se pessimo rovinerà l’intera giornata.

Un momento che passa dall’ancora fase di sonno davanti all tv al tremendo desiderio di condividere con i propri fratelli e con la mamma ciò che si era lasciato in sospeso la sera prima o quello che semplicemente si sta cercando di creare dal nulla giocando e rigiocando. Allenando soprattutto i muscoli all’arduo compito di doversi divertire e imparare fino alla sera stessa.

Quello che ho capito negli ultimi 1894 giorni da mamma è che non potrei fare a meno di tutto questo esattamente come non potrebbero loro. E che nonostante sarebbe bello trascorrere qualche minuto in più nel letto esattamente come per loro sarebbe bello saltare qualche giorno in più di scuola, nessuno di noi cambierebbe un solo momento di questi risvegli.
Risvegli che spero continuino ad essere così trasparenti attraverso i loro occhi così come le emozioni che gli stessi sono in grado di regalarmi ogni giorno. Emozioni che spero di regalare e continuare a donare anche io loro.

Non c’è nulla di più bello dell’interpretare i pensieri e gli atteggiamenti dei propri bimbi, soprattutto se sono quelli che danno un senso all’inizio della giornata potendola addirittura in qualche modo definire.
E i vostri bimbi come vivono il momento della colazione? Cosa fanno? Cosa dicono? Scrivetemelo nei commenti qui sotto o sotto la condivisione della pagina Facebook.

<Post in collaborazione con FattoreMamma>

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