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Anteprima voglio fare la blogger

Voglio fare la blogger

by Giada Lopresti

Sono passati più di due anni dal mio primo post e da allora sono cambiate così tante cose che se non andassi a rileggere ciò che avevo scritto, non riuscirei nemmeno a ricordare una sola parola del suo contenuto. Da allora mio figlio è cresciuto, io sono cresciuta e allo stesso tempo sono anche diventata bis mamma,
Oltre a noi tre come protagonisti dei miei racconti e noi quattro come famiglia anche il quinto componente della mia vita si è evoluto e trasformato: il mio blog. Aperto un pò per caso e voglia di mettermi in gioco e in discussione, è diventato il mio compagno di avventure, un posto dove sfogarmi, dove parlare di noi in libertà, dove in qualche modo non devo vergognarmi dei miei errori di mamma e di donna e dove i miei figli un giorno potranno scoprire la loro vita fin dai primi giorni con racconti e immagini scritti con il cuore.

Questo “diario” mi ha permesso di allargare i mie orizzonti, di sfruttare la passione della tecnologia e dell’informatica come sprono a migliorarmi. Mi ha insegnato a conoscere la rete e una minuscola parte del suo modo di farci approcciare agli altri attraverso i social e il web. Mi ha fatto conoscere centinaia di persone con la quale sono nati splendidi rapporti che perdurano nel tempo e che si solidificano ogni giorno di più. Mi ha dato modo di unire l’amore per la scrittura e la fotografia fondendo questi interessi in qualcosa che ormai comprende a 360 gradi la mia vita e la mia quotidianità.
Ho avuto modo, con il passare del tempo, la dedizione e anche un pò di fortuna (perché delle volte serve anche quella), di poter conoscere “da vicino” alcune aziende e poter collaborare con loro facendo si, di conseguenza, che io potessi incentivarmi nel fare sempre meglio (spesso più per me stessa che per gli altri).

In tutto questo ho trascorso periodi nella quale mi veniva chiesto, sia privatamente che non, come facessi ad ottenere delle collaborazioni e le domande più quotate sono state sicuramente due: “Come fai a ricevere tutte queste cose gratis?” oppure “Come si fa a fare la blogger?” E in serbo a queste due domande io ho sempre ed una sola risposta: “Non si può!

Non si può fare la blogger se vuoi improvvisati tale. Nessuno nasce blogger, scrittore, meccanico, parrucchiere, medico…. Alcune cose si imparano, per altre bisogna solo esserne portati ed io per prima non mi sento blogger anche se adoro definirmici.
Non si può aprire un blog senza uno scopo preciso. Parlare di tutto un pò non aiuta ad essere blogger ma più un mistofritto di qualcosa di indefinito. Devi avere un idea chiara di quello che vuoi fare, avere uno scopo, una motivazione, un obiettivo.
Non si può pensare di avere un blog solo per ricevere prodotti gratis dalle aziende. Dietro ad ogni collaborazione c’è un grosso lavoro e che qualcuno sminuisca questo è davvero fastidioso.
Non si può decidere di aprire un blog oggi e domani chiedere ad ogni collega che conosci il contatto di una determinata aziende con la quale collabora. Non è rispettoso nei confronti di chi quel contatto se l’è sudato (e garantisco che è così per ogni cliente) contando il fatto che prima di azzardare tale domanda ci sarebbe da porsene un’altra: “Potrei essere all’altezza?
Non si può pretendere di avere senza dare. Aprire un blog non significa avere tutto e subito ma capire che con costanza e pazienza tutti possono raggiungere i propri obiettivi, ma quello  che in molti non capiscono è che la gavetta la fanno tutti a meno che tu non sia l’Oriana Fallaci del baby care e abbia quindi doti nascoste della quale nessuno aveva mai notato l’esistenza.
Non si può invidiare chi “ha più di te”. Il mondo del blogging e soprattutto del mommyblogging è una ruota che gira, oggi sei sulla cresta dell’onda e domani (soprattutto se non ci sai fare) potresti essere dimenticata da tutti. Tutti i figli crescono e l’unica scelta che puoi prendere ti porta davanti ad un bivio: fare un figlio ogni anno per non smettere di lavorare (ma non so quanto ti convenga visto che con il blog non diventi milionaria, Chiara Ferragni esclusa) e far si che tuo figlio a 18 anni porti la fidanzata al cinema con il passeggino ultimo modello, oppure lasciare il tuo spazio agli altri perché tanto TUTTI I FIGLI CRESCONO.
Non si può pensare di scrivere una volta all’anno. Un blog va curato con amore come se fosse un figlio e se decidi di averne uno devi essere cosciente del fatto che quando i tuoi figli dormono può essere lui a tenerti sveglia, che possa occupare molto ma molto più tempo di quello che avevi preventivato, che possa tenerti impegnata quelle ore che prima dedicavi a te stessa e che magari tutto questo ti porti via tanto tempo proprio come un lavoro a tempo pieno.
Non si può credere che un azienda ti regali prodotti senza nulla in cambio. Lavorare con un cliente che conta su di te per una strategia aziendale vuole essere accudito come un bambino lo vuole dalla sua mamma. È questione di serietà, rispetto e soprattutto di buon senso. Se toppi con azienda e questa rimane scottata a perderci non sei solo tu, ma anche tutte quelle colleghe che non potranno più lavorare con lo stesso cliente perché è facile fare di tutta un erba un fascio e contando quanti blog spuntano ogni giorno, come dargli torto??
Non si può scrivere in copia incolla di altri siti. L’originalità e la fantasia sono la firma per poterti distinguere dalla massa. Nessuno ti spiegherà cosa devi fare quindi se non hai l’ispirazione giusta e la voglia di metterti in gioco cercando di differenziarti dagli altri milioni di blog in circolazione, sappi che perdi in partenza.
Non si può fare tutto questo e molto altro.

Io amo il mio blog: lo amo per me stessa, lo amo per i miei figli, lo amo per la mia famiglia e per i miei amici. Amo il mio blog proprio come un altro figlio perché mi tira su il morale nei momenti bui, mi dissocia dalla realtà quando ne ho bisogno e mi fa sfogare e parlare di me e di noi quando e quanto ne ho voglia. È un amico che non mi dice mai di no, è il pozzo dei miei ricordi più belli ed è esattamente come il settembre di due anni fa lo avevo immaginato, anzi… forse lo è molto ma molto di più.
Fare la blogger non mi ha arricchito economicamente. Con i passeggini, i seggioloni, i pannolini non ho sfamato la mia famiglia, ma amo quello che faccio e MammaCheVita mi ha fatto raggiungere obiettivi che mi ero prefissata e che mi hanno fatto guardare sempre più avanti e puntare sempre più in alto.
Mi ha aiutato a credere in me, nelle mie potenzialità e ad essere orgogliosa di me stessa anche quando mi sentivo inutile.

Credo che avere un blog, ma è un personalissimo parere, serva più per una soddisfazione e realizzazione per se stessi che per gli altri e non importa dove arrivi se sei soddisfatto di quello che fai e, collaborazioni o no, mi sono affezionata ad ogni singolo messaggio, ad ogni singolo commento, ad ogni amica o zia virtuale, perchè MammaCheVita sono io, siamo noi, ma da quel settembre 2013 sono anche un pò tutte quelle persone che anche solo per una volta sono entrate a far parte di tutto questo.

Se vuoi diventare una blogger segui solo il tuo istinto, le tue passioni, la voglia che hai di raccontarti o di raccontare e tutto il resto arriverà senza nemmeno accorgersene.

P.S. E se vuoi dei consigli veri con un pò di ironia ma tanta verità, ti consiglio con il cuore di leggere la rubrica di #timettoinrigo, una fonte di ispirazione continua per seguire la mia retta via.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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4 comments

Mari 17 Novembre 2015 - 16:26

è necessario che ti dica che condivido tutto quello che hai scritto? lo sai già 😉
Complimenti, post esaustivo e vero. da blogger doc!
baci
Mari

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Giada Lopresti 23 Novembre 2015 - 12:32

Grazie infinite Mary! Sapere di non essere l’unica a pensarla così mi capire che allora ogni tanto anche io nome azzecco una XD. Ti abbraccio.
:***

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Mamma Giada 23 Novembre 2015 - 11:34

Visto che Non si può non condividere tutto ciò che hai scritto, ho scelto il tuo post per la mia top of the post di questa settimana!! 🙂
http://chiacchiereconmammagiada.blogspot.it/2015/11/top-of-post-23112015.html

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Giada Lopresti 23 Novembre 2015 - 12:32

Grazie davvero! Vengo subito a leggere :*

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