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Più scarpine per tutti – Chicco In Progress

by Giada Lopresti

In casa nostra, da poco più di un mese, siamo passati dall’essere quattro bipedi a cinque.
L’emozione dei primi passi di Enea ha letteralmente stravolto i miei programmi di gestione della sua crescita perché, lo ammetto, non ero affatto pronta a questo momento.

Basandomi infatti sul passato vissuto con i suoi fratelli, attendevo l’arrivo di questo fatidico momento solo verso l’autunno inoltrato. L’ennesima prova dell’ormai famosissima e veritiera frase che “ogni bambino è a se”.

I suoi primissimi passetti furono goffi e incerti. Oserei dire quasi forzati da una necessità di quello specifico momento.

I piedini avevano assunto una strana posizione mantenendo il tallone verso l’esterno rispetto alla punta delle dita, quasi come avere la sensazione che potesse inciampare su se stesso. E invece quel primo tentativo fu solo l’inizio di un evoluzione che nel giro di pochissimo tempo mi portò a dover forzatamente accettare il fatto che anche lui stava semplicemente iniziando a crescere.

Prima due, poi quattro. Durante un arduo tentativo arrivammo addirittura ad undici piccoli passi.

E fu proprio quella l’occasione in cui decisi di mandare un vocale al marito lontano per raccontagli ciò che, purtroppo, si stava perdendo nell’evoluzione di nostro figlio.
Non ero pronta nel vederlo spiccare il volo verso una così – almeno per me – precoce indipendenza alla scoperta del mondo, ma soprattutto non ero ancora pronta nel dovermi decidere ad acquistare le sue prime vere scarpe.

Io che ho sempre detestato le “scarpe da culla” e che, al contrario, ho sempre amato vedere i piedini nudi dei miei figli sia in estate che in inverno soprattutto quando ancora non avevano manifestato l’interesse e l’esigenza del dover camminare.

Io che ho sempre visto le scarpe per bambini come un inutile costrizione indispensabile solo per il fatto che fuori casa sarebbe impossibile poter camminare senza un’adeguata protezione.
Una protezione che negli anni ero certa di cercare e valutare con molta attenzione spendendo anche più del dovuto e focalizzandomi su brand che, a detta di tutti ma soprattutto a detta delle mamme più veterane, sarebbero state perfette per alcune determinate caratteristiche che avrebbero aiutato i piedini nel loro naturale sviluppo indirizzandoli ad un corretto progresso motorio del piede.

Ad oggi ho invece compreso che le scelte fatte in tema scarpe non erano affatto le più giuste.

Io che da bambina ero obbligata a portare degli scomodissimi plantari a causa del problema piedi piatti, ho infatti sempre avuto una vera e propria fissazione per questo dettaglio. Una fissazione che con i miei figli ero convinta di gestire al meglio.
Se non fosse che dopo aver avuto la fortuna di confrontarmi con il Dott. Maura Testa – ergonomo e biomeccanico – ho scoperto che tutto ciò che credevo di aver fatto di buono per loro in realtà non poteva essere stato gestito nel modo più sbagliato.

Ricordo infatti quando mi recai per acquistare la prima scarpina per il maggiore dei miei figli dove, convinta, mi misi alla ricerca di un prodotto con una suola interna fornita di un rialzo per l’arco plantare perché davvero certa che fosse necessario per il corretto supporto del piedino.
Feci la stessa cosa anche per Vincy e per entrambi ripetutamente. Scoprendo solo di recente che non avrei potuto fare scelta più errata.

Quando si dice che nella vita c’è sempre da imparare e che esisterà sempre qualcuno pronto a saperne più di te è vero. E il Dott. mauro Testa mi ha aperto gli occhi su un mondo che ero davvero convinta di conoscere.
Arrivando così al terzo figlio nello scoprire che non le mie conoscenze erano totalmente sbagliate.

Ho avuto modo di incontrare il Dott. Testa alla presentazione della nuova linea di scarpine Chicco In Progress, le scarpine studiate per sposare le esigenze dei bambini dai due anni in su.

Due ore di formazione e informazione sul complesso studio che aziende come Chicco effettuano per regalare la giusta stabilità e il corretto comfort ai piedi dei bambini seguendo con minuzia dettagli che, molti altri ad oggi, tendono ancora a sottovalutare. Dettagli che, tralasciati, non rispettano le vere esigenze che ogni bambino ha nelle fasi di crescita che deve obbligatoriamente attraversare.

Con il dott. Mauro Testa abbiamo quindi imparato a conoscere le scarpine Chicco in Progress iniziando prima a scoprire la linea Chicco Imparo: le scarpine studiate e realizzate per i bambini nella fase dei primi passi.
Esattamente il periodo che il piccolo Enea sta affrontando in questo momento.

Per lui e per i suoi coetanei infatti, l’anno scorso è stata presentata questa nuova linea di Chicco (Chicco Imparo appunto) dedicata proprio a tutti quei bambini che si trovano a dover passare dalla fase di gattonamento ai primi passi fino a circa i due anni di età (periodo indicativo dato che le calzature Chicco Imparo sono state sviluppate fino al numero 23).

Sono rimasta stupita da come un così piccolo insieme di materiali potesse essere non solo d’aiuto ma anche da stimolo per i bambini che si affacciano a questa fase della loro vita.

Le scarpe Chicco Imparo si differenziano da tutti gli altri modelli in commercio (anche i più costosi) per l’innovativa suola composta da due spessori differenti.

La suola è infatti studiata con spessori differenziati in modo tale da poter stimolare i bambini di una determinata fascia di età (primi passi).
Ecco perché la differenza tra i due dislivelli della suola (visibile ad occhio nudo grazie alla diversificazione di colore della stessa suddivisa in una zona bianca e una colorata) è di soli due millimetri.
Una differenza non eccessiva ma che è ciò che serve a guidare il piede del bambino nell’eseguire il corretto movimento del piede dall’appoggio del tallone alla rotazione che si effettua fino alle cinque dita e all’arco plantare.

La linea Chicco In Progress invece non fa nient’altro che proseguire il percorso della linea sorella Imparo. Una vera e propria evoluzione delle scarpine primi passi che da stimoli aggiuntivi.

La differenza tra i due prodotti non è solo di design: le scarpine Imparo sono state pensate per essere create per superficie (quindi doppio livello per stimolare la stabilità e per acquistare equilibrio per il bambino che sta iniziando ad imparare a camminare) mentre le In Progress sono state studiate e create per punti (zone a differente altezza distribuite sulla suola con dislivelli anche di tre millimetri tra la parte più alta e la parte più bassa).

Gli spessori differenziati della suola offrono gli stimoli giusti per guidare il corretto movimento del piedino, dalla parte esterna del tallone fino alla punta dell’alluce, anche durante le attività motorie di un bambino più grandicello, più dinamico e dal forte desiderio di esplorare il proprio movimento nella corsa, nel salto e nel gioco.
Le scarpine In Progress hanno anche un rinforzo nella parte posteriore che consente il controllo della zona astralgica, cioè della zona corrispondente al tallone, per evitare scivolamenti laterali interni o esterni e quindi movimenti che possono portare a atteggiamenti posturali errati.

Questa struttura quindi aiuta a conservare e stabilizzare la giusta postura ed il corretto equilibrio.

Dopo aver quindi conosciuto i due prodotti per come sono stati pensati e strutturati esternamente nel seguire al meglio i progressi dei bimbi, abbiamo anche compreso quello che succede all’interno delle scarpine stesse.
Anche le scarpine di queste due nuove linee evolutive, come tutte le scarpine Chicco, hanno associato il sottopiede “impronta naturale” (anche questo studiato in collaborazione con il Dott. Mauro Testa) dal design brevettato e che riproduce la naturale stimolazione necessaria per la formazione dell’arco plantare.
Questo perché è importante che le superfici su cui appoggia il piedino siano irregolari, per stimolarne costantemente la pianta sollecitando la muscolatura e assecondando il naturale sviluppo dell’arco plantare.

Tutto questo sapere mi ha quindi aperto un intero mondo di informazioni utili a me sconosciute (anzi utilissime) per la scelta e l’acquisto delle scarpe di tutti e tre i miei bambini.
E se prima la selezione delle scarpe per i miei figli veniva fatta con determinati criteri per la maggior parte sbagliati, adesso so cosa dover cercare sia in base alle esigenze e sia in base allo sviluppo associato alla loro età.

 

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