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Perché regalare Nintendo Labo a Natale

by Giada Lopresti

Quando si avvicina il Natale una delle domande più gettonate in assoluto dalla categoria genitore è: “cosa regaliamo quest’anno ai nostri bambini?
Una domanda dalla risposta tanto semplice quanto complicata. Un po’ perché, ammettiamolo, alla maggior parte dei bambini di oggi non manca davvero nulla. E un po’ perché, ari-ammettiamolo, il dubbio amletico è sempre lo stesso “quanto tempo passerà prima che quella cosa finisca inutilizzata nel fondo di un qualche cassetto se non addirittura nel fondo stesso della spazzatura?

Domande ovvie, scontatissime, poste ad ogni dicembre da chi, di fondo, è il babbo Natale per eccellenza dei propri bimbi.
Poste da coloro che si preparano in autonomia il piatto colmo di biscotti sul tavolo della cucina. Un piatto che ha da un lato una tazza di latte caldo e dall’altro una carota per la renna (e che non ammetteranno mai quanto sia disgustoso mangiare i biscotti con quel retrogusto di carota che è quasi pari al mixare del succo alla pera accompagnandolo ad una bistecca cotta al sangue).

Noi genitori quindi non solo siamo le cavie indiscusse del banchetto della vigilia, ma siamo anche quelli che, nell’indecisione, acquistano in base alle richieste ricevute e alle disponibilità.
Quelli che acquistano lamentandosi del doversi perdere tra metri di carta da regalo e scotch per poi divertirsi come dei bambini nel cercare di fare tutto nel cuore della notte e nel silenzio che li circonda.

Siamo quelli che fanno scrivere ai propri figli la letterina di Natale e che cercano di far si che quel Babbo vestito di rosso faccia di tutto per non deluderli.

Ma allo stesso tempo siamo quelli che rendono off-limits la tv e i negozi di giocattoli già da due mesi prima del 25 dicembre.

Perché i bambini vorrebbero tutto ma noi no. E meno riescono a trovare i mezzi per farsi ispirare e meno hanno la possibilità di chiedere.

Da persone che utilizzano ben poco la televisione, potrei addirittura fare un resoconto completo su come poter indirizzare verso altro le attenzioni dei bambini. Soprattutto in quei rari casi dove la pubblicità ti bombarda di giochi super colorati, super bellissimi, super “mamma lo voglio“.

Potrei scrivere un intero manuale sul come riuscire a defilarsi davanti alle corsie stracolme di giocattoli all’interno di un supermercato. Persino quando ti piazzano l’intera fabbrica del peluches all’ultimo grido proprio davanti all’ingresso principale.
È un istinto di sopravvivenza che non solo si affina con gli anni, ma che ti permette di non andare in fallimento ad ogni festività e che ti consente di poter uscire indenne (e con qualche centesimo in più in tasca) una volta trascorso il “temibile” giorno di Natale.

È così che sono riuscita a superare con un QI ancora nella media e senza il rischio di un esaurimento nervoso, la fase dei “lo voglio“.
Una fase persino più ingestibile di quella dei “perché?“.

Negli anni ho imparato a nascondere al meglio ogni possibile tentazione per i miei figli.

Ho fatto si che con l’avvicinarsi del Natale loro potessero dare attenzioni a tutto quello che non fosse desiderabile.

Ho imparato a gestire benissimo la mia fantasia inventando storie intorno alle loro richieste rendendole vane in pochissimi minuti senza capricci e senza lacrime. Roba da poter addirittura scrivere una collana di romanzi da far concorrenza alla saga I Love shopping di Sophie Kinsella.

Ho imparato a giocare d’astuzia facendomi più furba di quanto non lo fossi mai stata. Perché l’avere davanti un bambino di poco più di un metro, non ti rende affatto più scaltra ma solo più alta.

Ed è così che negli anni ho introdotto la tecnica del: “perché non chiediamo questa cosa aBabbo Natale?Perché non vediamo se riesce a portarci anche questo?
Tutte domande che riempivano bene o male una letterina e che facevano si che alla decisiva “vuoi aggiungere dell’altro?” una scena di mutismo selettivo si presentasse davanti a me.
Sono una mamma cattiva? Potrebbe essere. Certo è che sono molto soddisfatta del risultato.

Natale dopo Natale quindi sono sempre stata io a dare loro le idee su quelli che sarebbero potuti essere i doni da chiedere.
Su quelli che sarebbero potuti essere i prodotti per loro più interessanti. Unendo la loro voglia di ricevere qualcosa alla mia sul far si che potessero essere felici senza strafare.

E anche se quest’anno non dovremo aspettare il giorno di Natale per fare entrambi, è proprio con Nintendo Labo che l’esperienza è stata più o meno simile.

I miei bambini non me l’hanno mai chiesto (non sapevano nemmeno cosa fosse se proprio dobbiamo dirla tutta), sono stata io a proporlo. Una spiegazione che con tre parole e una messa in pratica ha fatto si che tutto il resto intorno a loro sparisse.

Bambini, i miei, che hanno sempre avuto tutto e probabilmente molto di più, ma che con una semplice scatola di cartone hanno potuto conoscere un mondo nuovo fatto di ingegno, manualità e virtuale. Un mix di gesti e sensazioni che raccontate non renderanno mai davvero il senso di tutto.

È iniziato tutto la primavera scorsa quando i primi kit vennero messi in commercio. E da li fu solo un crescendo.

Persi il conto di quante volte giocammo a Torino in quella che oggi è casa nostra ma ai tempi era solo del papà.
Persi il conto di quanti minuti ci divertimmo nel montare pezzo dopo pezzo ogni pannello curiosi del risultato finale che, anche se visto in anteprima sulla confezione, non sarebbe mai stato uguale al vederlo prendere forma grazie alle nostre mani.
Persi il conto di quanto del tempo impiegammo per far si che tutto diventasse reale.

Ma fu un successo. Un reale, enorme e soddisfacente successo.

Ed ecco perché, nonostante continui a bramare il kit robot, successivamente alla presentazione del kit veicoli, non ho potuto fare a meno che coinvolgere totalmente la mia truppa in un lungo pomeriggio a prova di costruzioni e fantasia.

Un kit che, al contrario degli altri, ti da modo di esplorare terra, mare e cielo passando da un veicolo all’altro cambiando in tempo reale il joycon. Sempre lo stesso.

È un gioco che al contrario dei fratelli Kit Assortito e Kit Robot ha davvero molta più versatilità. Questo nonostante anche gli altri due siano a dir poco bellerrimi.
Decine di mondi da esplorare, missioni da terminare, misteri da risolvere, veicoli diversi da utilizzare e da cambiare con la stessa velocità di un click. Un kit che ti da anche la possibilità di svagarsi in contemporanea con altri amici sia con lo stesso kit veicoli che con kit differenti utilizzando la propria fantasia per ricreare nuovi paesaggi o piste.

Un kit, quello veicoli, che fornisce persino nuovi spunti.
Non solo per personalizzare i Toy-Con costruiti con amore e dedizione grazie ad adesivi, colori e washi-tape ma che ti permette anche di personalizzare totalmente i veicoli sullo schermo grazie alla bomboletta spray costruita proprio grazie al kit.
Un po’ come avere una vera carrozzeria in casa. Con unica differenza che non si ha bisogno di una mascherina e di una tuta perché la vernice non sporca e non puzza.

Queste ovviamente sono solo alcune delle caratteristiche che potrei elencare di questo gioco che ha letteralmente fatto impazzire tutti in casa nostra.

Persino i più piccoli e persino i più grandi. Persino chi non dovrebbe giocare per lasciare spazio a chi dovrebbe avere, ipoteticamente, l’età giusta e la priorità per giocare con questi kit.

Anche se poi penso sempre che Nintendo studi a pennello alcuni suoi giochi solo per renderci più competitivi nei confronti dei nostri bambini. Facendoci litigare con loro per chi deve usare cosa (in senso buono ovviamente).

Posso però aggiungere che dopo aver imparato a guidare un aereo, un fuoristrada e un sottomarino, mi sento decisamente molto più completa come donna e come mamma.
Soprattutto perché così facendo ho evitato per l’ennesima volta che quella fanciullezza, che credo ancora mi appartenga molto, non si allontani da me. Questo anche grazie all’ennesima collaborazione di un gioco pensato per trascorrere del tempo insieme ai miei figli.

Perché il bello di questo gioco, oltre a farti divertire facendo provare in modo così reale le emozioni del costruire un gioco con le tue mani potendolo persino mettere alla prova, è che ti regala la possibilità di comprendere un importante lezione di vita: e cioè che l’unico limite di una persona è la sua immaginazione.

Mi sento quindi di dare un caloroso consiglio a tutti quei genitori indecisi.

A tutti quei genitori con la mente satura dalle centinaia di richieste fatte dai loro figli per queste feste che inesorabilmente si stanno avvicinando.

Seguite almeno per questa volta il metodo “ti regalo ciò che voglio io“. Stupiteli!
Perché difficilmente con un gioco così, maschietti o femminucce che siano, non sarete in grado di sorprenderli.

E se si pensa che grazie ad un dono del genere si potrà passare del tempo con loro aiutandoli costruire i veicoli e interagendo insieme nel gioco, allora saprete già che la scelta fatta è per forza quella più giusta.
Perché il Natale è fatto per trascorrere il proprio tempo insieme alla famiglia, e Nintendo Labo regala più di un’opportunità per riuscire a goderselo.

<Post in collaborazione con Nintendo>

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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2 comments

Vera 13 Dicembre 2018 - 17:13

ottima idea,mi piace.

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Giada Lopresti 24 Febbraio 2019 - 16:57

Grazie!

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