Home Shopping Essere liberi di fare i bambini

Essere liberi di fare i bambini

by Giada Lopresti

Dopo un inverno piovoso, dove per piovoso intendo piovoso per davvero, sono iniziate le prime giornate dove il sole ci regala cieli limpidi e giornate calde dal gusto quasi estivo. Quelle stesse giornate dove, svegliandoti all’alba, l’unica cosa che desideri è fare una buona colazione, lavarti, sistemarti e uscire di casa per respirare il sapore della primavera che finalmente è arrivata.
Giornate in cui i tuoi bambini non fanno storie per prepararsi perché sanno che, uscendo presto di casa, potranno correre su e giù per le attrazioni del parchetto dietro l’angolo fino a perdere le forze che si recupereranno solo dopo aver riempito la pancia durante il pranzo.

E proprio in questo periodo di assenza dall’asilo e dai nonni, per noi la salvezza è proprio il parco giochi dietro casa.

Questo perché siamo in grado di arrivarci in pochi minuti. Siamo in grado di raggiungerlo senza problemi e senza la necessità di mettere un qualche freno ai piccoli che hanno la cattiva abitudine di improvvisare corse sui marciapiedi, ancora non del tutto consapevoli dei pericoli che possono incontrare attraversando la strada in autonomia.
Un’autonomia che stiamo scoprendo giorno dopo giorno in un luogo da conoscere con altrettanta calma e precisione.

Insieme ai miei bambini infatti non stiamo solo vivendo attimi che potrebbero diventare nostri con il tempo, trasformandosi in quotidiana routine, ma anche una primavera diversa dal solito. Una stagione quasi nuova rispetto a quelle vissute nel passato in un luogo più caldo e più distante da questo.

Vivere al sud, spesso, non ci ha dato modo di esplorare davvero le mezze stagioni.

È facile infatti passare dal freddo al caldo, e viceversa, con una rapidità spiazzante. L’inverno non è quasi mai rigido nonostante sia, almeno a mio parere, dellevolte più freddo rispetto a quello a cui ero abituata io.
È incredibile, infatti, come il sud mi abbia regalato il piacere di coprirmi senza godere del quel calore che, di solito, i vestiti invernali riescono a donarmi.

Ho imparato a vestire me e i miei bambini a cipolla e così, strato dopo strato, troviamo refrigerio o calore in base alle esigenze del momento senza però essere mai presi alla sprovvista. Questo tuttavia succede in inverno, perché in estate quasi mai c’è n’è stato bisogno.

Il repentino sbalzo di temperature e l’arrivo improvviso del caldo senza avvisaglie, senza mezze stagioni, ha fatto si che almeno in primavera e in autunno difficilmente ci fosse bisogno di fare questa scelta.
Un metodo riscoperto solo di recente in quel di Torino.

La città che ogni volta ci ospita facendosi scoprire in ogni piccola e grande sfaccettatura: clima compreso.

Già perché è stato qui che vivere queste giornate alternate da temperature così diverse, mi ha permesso di rispolverare i diversi strati degli outfit, mettendomi quasi in difficoltà sul come vestire i miei bambini.

Arrivati in città, dopo pochi giorni, una delle prime necessità è stata fare shopping.

Memore delle mie esperienze passate, sono infatti partita dal nostro piccolo paese munita di soli vestiti invernali, Ma le temperature più calde sono arrivate decisamente prima di quanto potessi immaginare.
Nel giro di pochi giorni infatti, mi sono ritrovata a dover scegliere qualcosa di più leggero per Cesare, che di vestiti primaverili o estivi, non ne aveva nemmeno uno.

Essendo il più grande dei tre è, in automatico, il più fortunato nel poter sfoggiare, di stagione in stagione, abiti di nuova collezione.

Gli stessi che negli anni seguenti erediteranno i suoi fratelli. E avendo ormai anche un’età tale tanto da poter “scegliere” quello che vorrebbe indossare o acquistare, ho deciso di portarlo con me per una sessione di shopping su misura.

Qualcosa che gli permettesse di essere l’artefice dei suoi abbinamenti (anche indirizzato dalla sottoscritta). Il tutto senza sapere che avrebbe iniziato a chiedere anche i vestiti per i fratelli.
Lui infatti che è sempre così dedito nel voler accontentare i più piccoli, da bravo fratello maggiore, mi ha chiesto di poter scegliere qualcosa anche per Vincy ed Enea e se avesse visto la sua faccia e il suo sguardo, capireste il perché dire di no è stato impossibile.

Siamo quindi andati in un Negozio Chicco per acquistare un semplice giubbino 100 grammi…siamo usciti dal negozio con buste cariche di meraviglie.Inutile dire che è stato un gran divertimento per entrambi: siamo partiti dalla scelta del completo per Cesare per poi passare agli outfit per i fratelli questa volta ho voluto ricreare delle similitudini incrociando le scelte: stessi pantaloncini per Enea e Vinci, stesso giubbotto e stesso cardigan per Enea e Cesare, e stesse scarpe per tutti e tre.

Le t-shirt invece sono state abbinate in base all’abbinamento pantalone e maglioncino

Gli outfit un po’ più eleganti sono quelli per il più piccolo e per il più grande dei miei bambini, per Vincy ,invece, ho scelto una variante più sportiva. Ho, infatti, la sensazione che gli appartenga di più come stile.

Sensazione accertata una volta che, tutti e tre, hanno sfoggiato l’uno di fianco all’altro i capi scelti. Alla fine non c’è un capo preferito: mi piacciono tutti gli abbinamenti che abbiamo scelto insieme!

Ma c’è qualcosa di nuovo che ho scoperto durante questa seduta di shopping.

I corredini Chicco, compresi bavaglini, cappellini e coperte da quest’anno hanno un’etichetta in più, quella della certificazione internazionale OEKO TEX. (foto corredini ed etichetta)Questa importante certificazione, rilasciata da enti indipendenti, conferma l’ottima qualità dei capi, ideati appositamente per la pelle delicata nei neonati.

I capi Chicco che riportano l’etichetta con il marchio OEKO-TEX, infatti, rispondono alle seguenti caratteristiche:

– non contengono sostanze nocive
– sono certificati in tutti i loro componenti
– i test certificano la sicurezza ecologica in tutte le fasi di produzione e in tutta la filiera produttiva

I test e la certificazione sono stati condotti esclusivamente da enti indipendenti.

La validità del certificato può essere in qualunque momento verificata da chiunque, utilizzando il numero riportato sull’etichetta del capo acquistato (particolare messo subito in azione dalla sottoscritta anche solo per una mia personalissima curiosità). STutti fattori decisamente molto importanti per chi si affaccia al mondo della maternità per la prima volta ma anche per chi, come me, è ormai fedele cliente Chicco già da diversi anni.

Una collezione che a noi è piaciuta da matti.

Una collezione che rinnova per l’ennesima volta la scelta per l’abbigliamento maschile grazie alle loro collezioni pensate e realizzate per accompagnare i momenti di crescita del bambino e soddisfare i desideri di comodità, con uno sguardo rivolto alle tendenze e ai dettagli trendy.
Dettagli che per noi sono diventati dei must have per i prossimi mesi e fino all’arrivo dei prossimi freddi.

Diciamo che, però, prima di pensare al vento di tramontana, agli alberi spogli e ai primi freddi autunnali, di tempo davanti a noi ce n’è ancora molto.

<Post in collaborazione con Chicco>

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.