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Calde giornate d’inverno #HateMonday

by Giada Lopresti

Nata e cresciuta in una città fredda come Milano per molti sarebbe scontato pensare che vivere quasi un anno intero tra temperature tropicali e alte temperature sia una benedizione.

E invece non è esattamente così.

Sarà l’abitudine che negli anni mi ha portato ad amare il freddo di quello che ti fa battere i denti e desiderare ardentemente di entrare in ogni bar per una cioccolata calda rigorosamente bianca con panna e nocciole.
Sarà che in estate si suda troppo e una piega non dura per più di due minuti per ciocca.
Sarà che il mio compleanno è solo nove giorni prima di Natale e alcuni dei miei ricordi più belli appartengono alla neve, alle luminarie, al caro babbo con la barba bianca che passa sotto casa per regalare le caramelle ai bambini e all’alone che il fiato caldo lascia nell’aria quando si respira.

Sarà per tutto questo e per molto altro che io in realtà rimpiango e sento una fortissima nostalgia della mia città, del suo grigio inverno  e della voglia di ripararsi dal vento e dal gelo nei giorni dei mesi più gelidi.

Ed è anche per questo che ogni volta che mi viene proposto di fare qualcosa a Milano non posso rifiutare. Qualsiasi cosa sia soprattutto se è nel periodo dove inevitabilmente le temperature si abbassano in modo notevole.
Rivivere tutta la magia come quando ero bambina con l’unica differenza che ora guardo ciò che mi sta intorno con gli occhi di una mamma. Ancora più entusiasta della ragazzina che ero perché una mamma vive i suoi ricordi amplificati dalla gioia dei suoi bambini.

E noi in questo periodo a Milano ci siamo andati spesso.

Sempre di corsa e sempre in toccata e fuga mode on ma sempre felici e soprattutto ben organizzati.

Per quanto infatti abitare nel caldo sud ti permetta di passeggiare in maglietta di cotone a fine novembre, organizzare viaggi giornalieri in un posto con temperature così differenti dalle nostre è sempre un incognita che inizia con messaggi whatsapp alle amiche già da una settimana prima.

“Cosa mi metto?” “Fa freddo?” “Meglio il cappotto o il piumino?”

Questo perché per muoversi da sola e nanomunita in una città che non è più la tua e che è tanto distante da casa, dove dipendi da tacco e sola e dai mezzi pubblici, devi essere super preparata. 
Non hai una macchina dove lasciare vari ed eventuali giubbotti o maglioni. Non hai un posto dove poter cambiare tuo figlio sempre a portata di mano e non si può portare nulla più del necessario. Difficile… ma non impossibile.

Per quanto mi riguarda ho risolto decidendo di affidarmi alla sorte rischiando di morire di freddo o di caldo in base a quanto sarà magnanimo il tempo. Ma per Enea, che è sempre al fianco della mamma anche durante i miei viaggi, il discorso cambia e di parecchio.
Ho imparato a vestirlo a cipolla esattamente come ormai da tempo faccio con i fratelli, ma nonostante usi tessuti più pesanti come la ciniglia o il caldo cotone, devo sempre ricordarmi che essendo un neonato non ha la possibilità di camminare o correre per potersi mantenere al caldo e quindi è stato importante riuscire a trovare una soluzione comoda e utile per entrambi.

Per la prima volta l’anno scorso avevo provato il sacco termico Mucki da passeggino di cui mi ero innamorata per la sua facciona tenerissima a forma di orso. E siccome Vincy lo aveva tanto apprezzato nonostante sia un bambino che odia essere coperto, come potevo non averne uno anche per Enea che, al contrario del fratello, è un freddoloso come la mamma?!

Sacco termico Mucki by Picci

Forse uno dei regali più belli e utili che io abbia potuto fare ad entrambi.

E per lui usarlo nei nostri viaggi è stato come arrivare alla pace dei sensi.

Sia che la temperatura sia mite o sia che faccia molto freddo infatti il sacco termico a mio parere è un accessorio che a una mamma non può mancare.
Se la temperatura è gelida lo si può usare facendo indossare un giubottino al bimbo tenendolo un pò slacciato oppure lo si può chiudere completamente decidendo di lasciare il bimbo vestito con un maglioncino un pò più pesante.
Il Mucki infatti è si un sacco termico che mantiene inalterata la temperatura corporea al suo interno lasciando i bimbi protetti e lo si può utilizzare in moltissimi modi. Se la temperatura è un pò più mite infatti basta solo aprire la zip e agganciare le clip laterali che aiutano a mantenerlo più aperto senza che il bambino rischi di avere troppo caldo.

Ed è una soluzione perfetta sia per l’ovetto che per il passeggino.

E io avendo entrambe i modelli (big e small) posso dirlo a gran voce.

La versione per ovetto è infatti adattabile tranquillamente a qualsiasi passeggino utilizzabile dagli zero mesi. E lo dico da mamma che usa il sacco termico di Enea (modello small) sia per il suo ovetto in auto che per il passeggino che ci portiamo in viaggio. Permettendogli così di dormire beatamente come se fosse nella sua navicella.

Anche quest’anno quindi la scelta del sacco termico Mucki di Picci si è rivelata ottima per il più piccolo dei miei figli e ancor più azzeccata per chi come noi è spesso fuori casa tra auto e passeggiate consentendomi anche una più comoda gestione del piccolino senza dover togliere e mettere di continuo il suo giubbotto (capo che tra l’altro odia).
Apro e chiudo la zip in base al luogo in cui ci troviamo e alla temperatura dello stesso e solo grazie ad semplice sacco, tutto il resto diventa decisamente più gestibile.

Sacco Termico Mucki dettagli

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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1 comment

Come si usa l'ovetto (seggiolino auto) e quali accorgimenti bisogna avere 30 Maggio 2017 - 18:28

[…] e il bimbo stesso compromette la sua sicurezza. È preferibile utilizzare gli appositi sacchi invernali compatibili con l’ovetto oppure spogliare il bimbo all’interno dell’auto poco prima di partire ed eventualmente […]

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