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Come invogliare i bambini a mangiare qualcosa che non gradiscono

by Giada Lopresti

Amo stare sui social.
Amo farlo perché è il mio lavoro e perché mi appassiona.

Trascorrere buona giornata del mio tempo davanti ad una tastiera mi permette di confrontarmi, spesso e volentieri, con persone che hanno molto in comune con me e con la mia famiglia. E confrontarsi non è obbligatoriamente vincolante al parlare esclusivamente di problemi o futilità.
Mi capita infatti di essere sia di ispirazione per qualcuno che ispirata da qualcun’altra: ispirare o essere ispirata nella gestione dei bambini, nell’organizzazione delle mie e nostre giornate, nelle scelte da prendere per una determinata situazione.

Questo perché sono fermamente convinta che ci sia sempre da apprendere. Da chiunque.

Ed è per questo che spesso mi ritrovo a chiacchierare su qualsiasi argomento possa essere utile ad una famiglia: dal cambio stagione al “qual è il miglior passeggino”, dal “come ti organizzi con tre bambini” al “cosa cucinare per cena”.
E sul “cosa cucinare per cena” potrei scrivere veramente un intero libro pieno zeppo di “non ne ho idea“.

Se c’è una situazione che accomuna spesso una mamma o un papà ai fornelli, è il dover e voler variare il più possibile il menù settimanale. Cogliendo così l’occasione di poter assaggiare ogni cosa dando il giusto equilibrio alla piramide alimentare soprattutto nei bambini.
Ma a meno che tu non sia Cracco o Sonia Peronaci sono anche certa che, prima o poi, la domanda fatidica sorga spontanea: “cosa mangiamo stasera?“.

In questa casa, ad esempio, è un quesito posto all’ordine del giorno.

Un quesito che puntuale arriva già prima di pranzo attraverso i messaggi whatsapp del marito. Così… giusto per avere a disposizione più tempo per goderti un po’ l’ansia da prestazione.
Consapevole anche che, nella maggior parte delle volte, è proprio lui l’addetto ai fornelli.

Ed è inquietante dal momento in cui inizio ad aprire un po’ tutte le ante dei mobili per avere un’idea di cosa è o meno presente, di cosa possiamo creare, di cosa possiamo effettivamente mangiare per non cadere in quella routine che a volte non molla.

Così iniziano gli esperimenti ad occhi chiusi, ricerche di ricette on line modificate totalmente perché mancano la maggior barre degli ingredienti, salvataggi in extremis su quello che vorremmo che fosse e che in realtà poi è.
Considerando soprattutto che riuscire ad unire i bisogni di cinque persone che a pranzo mangiano quotidianamente tutte cose diverse, non è poi così semplice.

Proposte, alternative, invenzioni da chef molto improvvisati. Ogni giorno è buono per poter cercare di inventare qualcosa di diverso e che quando piace, diventa quasi il must-have delle settimane successive.
Fino a che non inizia ad uscire dalle orbite anche quell’invenzione.

Come in ogni famiglia che si rispetti però, ognuno di noi ha le proprie preferenze alimentari.

Ognuno di noi ha i propri gusti e i propri favoritismi in ambito alimentare.

E, fortunatamente aggiungo, esistono anche delle cose che piacciono in modo incondizionato a tutti e cinque.
Alimenti che ci permettono di accontentare tutti in modo imparziale perché in casa nostra saranno sempre presenti a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi giorno dell’anno: i formaggi.

Formaggi di ogni colore, forma, dimensione, tipo, sapore.
Formaggi che fanno venire l’acquolina in bocca già dal prelievo al banco frigo durante il momento della spesa e che ti fanno solo desiderare di arrivare a casa e consumarli tutti. Consapevole che poi dovrai uscire una volta di troppo per comprarli ancora.
Formaggi che mettono d’accordo tutti sempre e comunque, in qualsiasi modo vengano preparati o non preparati.

Perché la parte bella di questa tipologia di alimenti è che sono buoni sia da soli che in compagnia.
E come esiste qualcosa per la quale tutti possono impazzire dalla gioia al pensiero di mangiarla, esistono al contrario degli alimenti che non ingoieresti nemmeno sotto tortura (per i bambini lo è spesso tutto ciò che è di colore verde). Dove grazie all’aiuto del primo si riesce a trovare rimedio anche per il secondo.

In questi anni, come presumo la maggior parte dei genitori, ho imparato ad utilizzare i formaggi per camuffare quello che i miei figli, alimentarmente parlando, apprezzano meno. E ad oggi, ha quasi sempre funzionato.

Se prendiamo come esempio la Certosa, il formaggio probabilmente più consumato in casa nostra (anche dalla sottoscritta fina da bambina) spesso mi ha salvata da dei punti che avevo considerato di non ritorno.
Con semplici trucchetti e facili e veloci ricette, grazie a Certosa Galbani ho potuto mimetizzare alcuni alimenti rendendoli più piacevoli al gusto e permettendo soprattutto ai miei bambini di riuscire ad ingoiare anche delle verdure senza fare delle sceneggiate da film di Sofia Loren.

Ho scelto Certosa perché è sicuramente un prodotto amato da tutti, perché anche io sono cresciuta con Certosa Galbani sempre sulla tavola e in gran scorta all’interno del frigorifero.
Perché è sempre stato un alleato in casa da quando ne ho memoria e perché non solo ha salvato spesso pranzi e cene (o merende veloci fuori casa) ma anche perché è un prodotto genuino e semplice proprio come lo si vede.
Un prodotto che è impossibile non amare e impensabile non scegliere prima da figlia e poi da mamma.

Uno dei trucchi più veloci, anche ispirandomi alle ricette proposte sul sito di Galbani che per ogni tipologia di prodotto offre la possibilità di sfruttarlo per portate che vanno dall’antipasto al dolce, è sicuramente la crema di zucchine come condimento per la pasta.
Perché i miei bambini mangiano le zucchine, ma a periodi alterni.

E in quei periodi di “no-categorico-non-ne-voglio-proprio-sapere” utilizzo questo escamotage per venirne fuori vincente.
Un piccolo trucco che non richiede nessuna particolare abilità culinaria, se non qualche minuto di olio di gomito per amalgamare le zucchine preparate a piacere per condire la pasta con l’aggiunta di mezzo panetto di Certosa Galbani ogni tre zucchine medie.
Un “sugo” che può essere servito in due modi: utilizzando un frullatore per creare una crema, o semplicemente un cucchiaio per mescolare il tutto facendo si che le zucchine ben cotte si riescano a mimetizzare e sfaldare durante l’unione con il formaggio.

Per rendere poi il tutto meno denso (ma qui dipende dai gusti del singolo e dalla tipologia di cottura utilizzata per le zucchine) basta solo aggiungere un goccio di olio d’oliva, qualche cucchiaio di acqua di cottura o qualche goccia di latte associato al tipo di crescenza utilizzata.

Un trucco che davvero spesso mi ha salvata da bambini digiuni e che consiglio di provare caldamente anche con altri tipi di verdure scelte per creare un qualsiasi primo piatto.

Ormai ricorro a questo tipo di stratagemmi ogni qual volta che i bambini attraversano quella fase di repulsione verso un qualsiasi tipo di alimento e proprio in base al loro no, cerco di associare nel migliore dei modi il giusto stratagemma per far si che si invoglino almeno nell’assaggio.
E funziona. Funziona davvero.
Basta solo provarci e, a volte, anche insistere e non demordere. Ma provare è sempre il primo passo.

<Post con collaborazione con Galbani>

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