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Un uovo a quattro ruote – EGG stroller

by Giada Lopresti

Se avessi la possibilità di fare un viaggio nel tempo ritornando agli inizi del mio essere una futura mamma, c’è una cosa che farei con assoluta certezza: non sceglierei mai e poi mai il trio che al tempo mi feci regalare per Cesare. 

Innamorata folle del colore, del modello, di tutto l’insieme. Innamorata persino del prezzo – ducentonovantanoveeurinisolamemte – eppure una volta usata la navicella fino al quarto mese, perché nonostante Cesare fosse uno gnomo già ci stava stretto, nonostante l’ovetto fosse grande come un guscio di noce da passare così molto velocemente al passeggino, tutto l’insieme fu una delusione.
Una delusione perché come dico sempre non esiste il passeggino perfetto, ma il passeggino che si adatta al meglio alle esigenze di una persona. E quel trio nel complesso e dopo svariato tempo di utilizzo, non fu affatto un acquisto adatto al nostro stile di vita e alle nostre necessità.

Forse è per questo che con il tempo, e dopo averne avuto la possibilità, ho iniziato ad avere una vera e propria fissazione per i passeggini. 

Nonostante la scelta di questi ultimi sia sempre soggettiva, quando un passeggino è innegabilmente comodo non c’è trippa per gatti. Mentre quando non lo è, ci devono essere delle valide motivazioni.
Ad oggi infatti non ho mai trovato altri passeggini scomodi come quello della mia prima esperienza da mamma. Un trio provato e riprovato in centinaia di occasioni che non ha mai saputo smentirsi nel suo essere davvero inadatto.

E mai avrei creduto di trovarne un’altro che potesse deludermi anche solo un decimo di quello. Ci ho creduto fermamente fino a qualche mese fa, quando ho capito che non sempre è tutto oro quello che luccica. 

Quest’inverno mi è stato chiesto di provare l’EGG.

Un passeggino assolutamente fighissimo nell’estetica, nei colori e nello stile.
Un modello dal design morbido accarezzato da dettagli di classe e stile. Uno di quelli che lo vedi, ti innamori e vuoi fare tuo indipendentemente dal prezzo.
Un passeggino che da singolo si può trasformare in gemellare e che con tre figli all’attivo è assolutamente ciò che di più simile alla perfezione possa esserci.

Quando mi è stato consegnato l’entusiasmo era a mille e non ero affatto intenzionata a provarlo nella versione singola. Versione tra l’altro per il quale è nato. 

Sono partita subito con la doppia seduta di cui una attrezzata per ospitare il figlio più piccolo che ai tempi aveva ancora tre mesi e che quindi necessitava in teoria di una navicella tutta per lui. Dico in teoria perché quando un prodotto è un buon prodotto, i dettagli non vengono mai messi in secondo piano.

Le sedute EGG infatti hanno la possibilità di essere dotate di un riduttore disegnato appositamente dal brand che permette al neonato di essere trasportato all’interno della seduta sfruttandola come fosse una navicella. Questo riduttore è in grado di contenere il bambino andando a riempire quel vuoto che normalmente ha la seduta di un passeggino dai sei mesi, permettendo così di mantenere un neonato in posizione orizzontale per la corretta postura della schiena.
Ma non voglio dilungarmi su questo. 

Montato il passeggino in pochissimi minuti, l’unico desiderio era quello di poter portare a spasso entrambi i miei bimbi più piccoli per testare il nuovo quattro ruote.

All’inizio fu un utilizzo di conoscenza per poi capire già dopo il primo rientro a casa che forse come gemellare non era affatto il massimo. Non so dire cosa di preciso non mi convincesse ma di certo, per tutto un insieme di fattori, decisi che prima di tentare con una seconda uscita avrei cercato di studiare meglio il prodotto.
Proprio come si fa sui libri quando si va a scuola. 

Nel periodo successivo lo utilizzammo come singolo. Le occasioni per farlo non mancarono e, in questa sua versione, appurai che l’EGG di sicuro non aveva nulla da invidiare ad altri brand importanti e magari più conosciuti e costosi.

Piccoli dettagli che fanno una grande differenza in passeggini del suo calibro, sono stati una comodissima scoperta nel quotidiano delle nostre passeggiate.

La tasca porta oggetti nascosta al di sotto del poggiapiedi, la tracolla per il trasporto, la chiusura veloce con una mano sola. Passeggini di questa stazza e importanza generalmente accessori del genere se li sognano.
Persino nel bagagliaio dell’auto è sempre entrato senza problemi (ricordando che noi abbiamo una Clio e non una limousine).
Era un peccato quindi, visti tutti i pregi che nella versione singola avevamo accumulato, che nella versione gemellare fossi molto titubante sul prodotto.

Dopo un attenta valutazione decisi quindi di avere un secondo parere da chi avesse le mie stesse esigenze, tre figli con la stessa età, una casa nella nostra zona e il più simile possibile alla stessa sia in termini di spazio che di comodità. Ecco perché la scelta è semplicemente ricaduta su mio marito.
Lui che di passeggini ormai ne capisce decisamente di più di un qualsiasi papà alle prime armi, ha fatto da cavia nel testare per me la versione gemellare dell’EGG.
Volevo capire se fossi io quella diffidente e precisina oppure se il mio tocco aveva iniziato ad avere delle lacune.

Scelsi mio marito perché sapevo che non avrebbe avuto mezzo termini nel confrontarsi con sincerità e onestà soprattutto perché sa bene quanto io tenga a questo parte del mio lavoro.
Dopo la prima settimana dove uscendo tutti i giorni con i due figli più piccoli aveva potuto incominciare a comprendere il prodotto, gli chiesi come stesse andando la prova su strada ricevendo da parte sua sempre e comunque la stessa risposta: “bene!”

Lo vedevo stranamente soddisfatto soprattutto considerando che, se ci fosse stata anche solo una cosa a cui a lui non fosse andata a genio, me lo avrebbe sicuramente comunicato senza troppo giri di parole.
Trascorso più o meno un mese la voglia di conoscere un suo resoconto generale era tanta e rimasi stupita da questa frase: “è davvero troppo comodo“. Inutile descrivere la mia faccia perplessa davanti a queste parole.
Senza mezzi termini iniziai ad elencargli cosa secondo me non andava di questo passeggino: seduta inferiore piccola e maniglione troppo morbido che rendeva difficile (e non pesante sia chiaro) la spinta in salita.

Nel discutere di EGG mi fece parlare, mi fece spiegare e poi fece il suo monologo.

È vero… la seduta inferiore è più piccola di quella principale ma devi anche considerare che Vincy è un bambino fuori misura (nemmeno tre anni e già cento centimetri di altezza per 17kg di peso). Problema che si può raggirare facilmente mettendo il più piccolo dei due fratelli di sotto e il più grande di sopra.
Per quanto invece riguarda il maniglione è vero, in salita è troppo morbido e questo rende il passeggino più difficile da spingere. Ma hai provato ad abbassarlo totalmente solo per percorrere i tratti in salita? No perché se spingi l’EGG in questo modo il maniglione rimane stabile e non hai nessun problema.”

Ecco. Qui lo dico e qui lo nego.
Mi sono sentita un idiota. 

Io che negli ultimi tre anni ho provato passeggini come se non ci fosse un domani, ho dovuto ricevere delle dritte da un uomo. Uno di quegli uomini che fa parte del gruppo universale “compra quello che vuoi per il bambino perché tanto per me è tutto uguale é una cosa vale l’altra“.

Incredula uscimmo insieme con l’EGG facendo sì che lui non lo sfiorasse nemmeno.

Volevo provarlo io. DOVEVO provarlo io.

Dopo qualche mese di utilizzo se avesse avuto dei difetti sarebbero iniziati a venire fuori già dopo pochi passi e gli unici che io avevo notato, grazie all’aiuto di mio marito, erano praticamente svaniti.
Fu una mattinata imbarazzante per la mia autostima da “la regina dei passeggini” ma ero comunque felice per aver coinvolto la mia dolce metà nell’aiutarmi a capire ciò che da sola non ero stata in grado di comprendere.

In conclusione di tutto, l’EGG in versione singola è sicuramente un passeggino comodo ed eccezionale ma per la versione doppia lo consiglio caldamente da utilizzare come fratellare e non come gemellare (per quanto riguarda la doppia seduta, unico appoggio testato dalla sottoscritta).
Dopo le prime perplessità, la felicità di non ricevere un’altra delusione dopo quella di quattro anni fa è stata tanta potendo anche aggiungere un altro baby quattro ruote alla nostra collezione.

Tutto questo dovendo anche ringraziare il fantastico supporto mio marito che ha avuto la pazienza di spiegarmi al meglio ciò che non ero stata in grado di apprendere da sola.
Lui che da quel giorno é diventato il mio “il re dei passeggini“.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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4 comments

MG 1 Febbraio 2018 - 23:59

Sto valutando di acquistare il passeggino della Egg e colgo l’occasione per un consiglio: il riduttore è davvero un sostituto alla navicella? Se così fosse eviterei volentieri l’ingombro della navicella oltre che della spesa. Grazie mille.

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Giada Lopresti 7 Febbraio 2018 - 1:40

Secondo me si! Usato in concomitanza con una posizione completamente reclinata della seduta può andare tranquillamente a sostuitìre la navicella. Unica cosa che forse al contrario della navicella, la seduta con riduttore l’andrai a sfruttare meno ma te lo dico da una che non ha mai visionato dal vivo le reali dimensioni della navicella Egg.
:**

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Valentina 31 Agosto 2019 - 19:12

Io non trovo l’immagine di questo riduttore, mi puoi aiutare?

Vorrei capire e vedere com’è e come ci sta il bimbo…

Grazie

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Giada Lopresti 23 Maggio 2020 - 16:41

Quale riduttore?

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