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Home Recensione La mamma “casalinga”: il ferro da stiro

La mamma “casalinga”: il ferro da stiro

by Giada Lopresti
Lo so… stirare è uno dei temi più odiati dalle donne (e probabilmente anche dagli uomini, o almeno da quelli che lo fanno). Credo che nella classifica di quello che una casalinga detesta fare di più, lo stirare sia esattamente al primo posto dove ogni tanto si contende il podio con l’odioso “lavare i piatti”. Per il lavare i piatti però la soluzione è semplice perchè esistono due categorie di scelta: la lavastoviglie per chi ha lo spazio e se l’è potuta comprare oppure lavarli a mano. Fino a poco tempo fa nemmeno io avevo la lavastoviglie (regalo del mio santo papà) e di lavare i piatti a mano non se ne parlava proprio perché il più delle volte, la sera, mi addormentavo prima di arrivare al lavello e quindi la soluzione più pratica erano i comunissimi usa e getta… problema risolto!
Con il ferro da stiro però, la sintonia è un pò diversa. Anche qui esistono delle categorie in merito ma in questo caso si distinguono in: stirare a casa o portare le cose in lavanderia. La lavanderia al giorno d’oggi non è proprio economica per stirare giornalmente le lavatrici e vestiti usa i getta (un pò come i piatti) purtroppo non ne fanno. Avere una colf sarebbe un sogno e probabilmente quando vivrò in un paese che non sia l’Italia me la potrò anche permettere ma essendo che anche questo tasto è dolente, a casa mia si va di buon olio di gomito e si inizia a sperare che la “tortura” (così la chiamo io) passi prima possibile.
Come vi ho raccontato nei precedenti episodi de La mamma “casalinga”, io non sono mai stata una cima nello scegliere alcuni elettrodomestici proprio perché non mi è stato insegnato un buon metro di misura per fa si che i soldi spesi fossero spesi bene e per il settore ferri da stiro, non è stato di certo da meno.
Quando ho iniziato a vivere da sola ho acquistato il primo ferro e per dare conferma che i miei acquisti non sono stati da 100 e lode, posso dire che negli ultimi 5 anni ho cambiato ben 5 ferri da stiro, con una media quindi di uno all’anno. Adesso, anche ad averli pagati 20€ l’uno (effettivamente cifra più cifra meno la spesa è stata quella), sommando tutti i miei acquisti avrei potuto spenderli una volta sola ma acquistare un ferro da stiro che fosse degno di questo nome. Forse è proprio per questo che prima di Natale mi è stato regalato il mio nuovo bellissimo compagno di avventure firmato Hotpoint: il Compact Generation. Quando ho aperto la scatola ho ammirato a bocca aperto la bellezza di questo fighissimo (si può dire vero?!) ferro da stiro che fa sicuramente parte di un’altro pianeta rispetto a tutti quelli che avevo utilizzato in precedenza.
Io infatti stiro tutto, ma proprio tutto, quello che in famiglia di indossa sopra mutande e calzini, dalle lenzuola, alle maglie intime e accessori compresi. Non ricordo dove avevo letto che, soprattutto per i neonati, era indicato avere sempre tutto perfettamente in ordine e stirato proprio per evitare che i tessuti si stropicciassero con facilità e fossero motivo di soffocamento per i bambini. Da allora un pò terrorizzata ho la fobia delle pieghe. Questo però non è stato d’aiuto in una famiglia di quattro elementi di cui due non superano il metro d’altezza. In casa infatti si fa andare giornalmente una lavatrice da 7kg e credo che, almeno alle mamme, sia inutile dire quante montagne di vestiti ci siano da sistemare. Ogni giorno è una tragedia, ogni giorno è un “domani stiro”. Di domani in domani le pile si accumulano e inutile negare che quando poi ci si decide, sembra di essere sommersi da ogni qualsivoglia tipo di capo, di tessuto e o di qualsiasi cosa d’altro come se fosse esplosa una bomba in casa.
Premesso che io non ho mai bruciato nulla (forse un paio di volte l’asse XD) ma è stata una vera tortura dover regolare continuamente la temperatura del ferro da stiro per ogni tipo di capo: se mi dimenticavo, quello successivo rimaneva pieno di pieghe se troppo freddo oppure la piastra si incollava perché troppo calda, rendendo vano il mio lavoro. Per non parlare degli odiosi inserti in gomma, delle applicazioni, degli strass, delle cerniere… ogni sei mesi la piastra del ferro era da rottamare. Poi è arrivato lui e FINALMENTE il mio modo di stirare è cambiato.
Ferro da stiro Compact Generation Hotpoint Ariston intesit

Con due potenze diverse per il vapore niente più acqua che vien fuori dai fori della pastra, con la sua autoregolazione della temperatura ogni tessuto si stira senza perdite di tempo, con la piastra in materiale antigraffio con una semplice spinta vola su ogni tessuto, con il suo essere un ferro a vapore con le performance di un ferro a caldaia, insomma alla fine il tempo da dedicare alla “tortura” si è dimezzato.
Certo… non stira da solo (purtroppo) ma credetemi se vi dico che ci manca davvero poco. Nel periodo di Natale mi ha aiutato a sistemare per le feste ogni singola lavatrice con estrema facilità (e con i bimbi con la gastroenterite = tre cambi a testa sporchi al giorno è stato una salvezza) e nonostante il periodo di panni sporchi di cioccolato, pesce, sugo, tralasciando il resto, sia finito, con due bimbi piccoli di cui uno ha appena iniziato lo svezzamento e l’altro l’asilo, i panni da stirare tendono ad essere in aumento ma io non mi spavento, perché ormai quando è ora di stirare guardo il mio nemico sotto forma di montagna di vestiti, e con fare minaccioso pronuncio queste parole: “adesso #tisistemoperlefeste!” e nel giro di un ora, l’ho fatto davvero!

Cesare per Insedit
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1 comment

La mamma casalinga: la lavastoviglie | MammaCheVita 10 Giugno 2015 - 15:27

[…] alla lavatrice, all’aspirapolvere e al ferro da stiro, un altro imbattibile elettrodomestico che ho la fortuna di avere è proprio la lavastoviglie. Da […]

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