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Anteprima box per bambini

Box: sì o no?

by Giada Lopresti

Prima di essere una mamma veterana (ovviamente è un autoironia giusto per vous parlez) anche io sono stata una di quelle gravide dall’acquisto pazzo perennemente sul web per cercare la risposta ad ogni cosa, come, perché e quando e, spesso e volentieri, senza una risposta soddisfacente.
Cercavo il seggiolone pappa, la sdraietta, il seggiolino auto, il pannolino perfetto, tutti i prodotti possibili e immaginabili di cosmetica che aiutassero il mio bambino ad avere sempre la pelle morbida… Cose così insomma. Ricerche normali di una neomamma piena di dubbi.

Poi con il tempo ho capito che solo “la prova su strada” è quella conta. I prodotti per i bambini, qualsiasi prodotto,  sono come le auto (che paragone eh?!). Per quanto tu la possa scegliere bellissima, ultimo modello di quella determinata casa e con tutti gli optional del mondo, è solo testandola che ti rendi effettivamente conto se il consumo medio è quello che hai letto su quattro ruote o sulla brochure in concessionaria.
È solo provandola che ti rendi conto se erano meglio i sedili in pelle o in tessuto ed è sempre e solo con il tempo che ti accorgi se effettivamente di qualche accessorio potevi fare a meno magari investendo su altro.

Testare fa la differenza
.

Questo però l’ho imparato con l’esperienza, con gli acquisti sbagliati (molti, troppi) e soprattutto grazie al mio blog.

In attesa di Cesare però non avevo un blog e acquistai spesso all’impazzata, presa dal l’euforia del “e se mi serve?”  Bastarono poche settimane per rendersi conto che avevo investito (nel senso fisico della parola) molti soldi in prodotti inutili o che comunque non facevano al caso mio e in particolare modo a quello dei miei figli. Con il tempo imparai a dividere gli acquisti dai regali: quando qualcuno si offriva volontario nel donare qualcosa e chiedendomi addirittura di cosa avevo bisogno, un elenco spuntava fuori dal mio portafogli sempre pronto e aggiornato A.per non avere mai due volte la stessa cosa B.per evitare il più possibile i così detti regali inutili.

Per il battesimo decidemmo di acquistare un box. Cesare ancora non gattonava (aveva appena 4 mesi) e volevo che questo “aggeggio” lo incuriosisse a tal punto da voler tentare una micro indipendenza (o distaccamento dalla mamma, ognuno è libero di intenderla come vuole).

La ricerca del box giusto fu un impresa titanica e se la domanda che vi state ponendo è: “ma i box non sono tutti uguali?” La mia risposta è in parte sì. Ai tempi l’unico spazio per un box era ritagliato al centimetro nell’incavo tra un muro, una parte di ringhiera e un cancelletto di sicurezza e le misure dovevano essere perfette e tali da poterlo incastrare in quello spazio senza problemi quindi camminavamo in giro per in negozi armati di metro e per i modelli visti sul web, sempre alla ricerca della scheda tecnica (che poi chiamarla scheda tecnica sarebbe un offesa per i prodotti che davvero ne hanno una).

Optammo ai tempi per un box classico, rettangolare, senza quei tappetini morbidosi multigioco e fu un fallimento. Ogni qual volta tentavo di mettere mio figlio all’interno del box, i pianti e le urla erano strazianti.

Riempivo di giocattoli di ogni genere il suo interno ma non c’era verso: lui diceva no e no era! Con i mesi e i tentativi falliti che aumentavano tentammo anche con un eventuale tappetino gioco, e fu peggio che andar di notte. Costretta a lavarlo ogni tre per due perché comunque la polvere “si accumulava” e dovendoci appoggiare il viso, rotolarsi (o almeno questa era l’idea) non potevo evitare la capatina settimanale nella lavatrice, ma nonostante tutto era un continuo rifiuto.

La scoperta più buffa però è stata che nelle nostre trasferte a Milano, nel box ci stava volentieri! E posso garantire che quello a casa dei nonni non aveva nulla di diverso da quello che avevamo a casa nostra: cambiava la marca, forse qualche tono di colore ma un box é pur sempre un box eppure, in quello a casa dei nonni ci stava particolarmente volentieri (quando si dice che l’erba del vicino è sempre più verde).
Sia chiaro… non ci trascorreva ore e ore, non si imbalsamava al suo interno ma ci stava con piacere. Passava un pò del suo tempo e poi via, gattonando verso nuovi orizzonti (o stanze).

Vista l’esperienza più o meno negativa mi ero ripromessa che con un eventuale secondo figlio mai, MAI avrei utilizzato il box, tanto a cosa mi sarebbe servito visto i precedenti! E invece mi sono dovuta ricredere perché quando si dice che non tutti i bambini sono uguali è proprio vero.
Cambiando casa e anche necessità di spazio ho optato per una versione quadrata dell’articolo e, memore del box precedente, anche con qualche caratteristica estetica diversa. Il primo box aveva quattro maniglie per tirarsi su mentre questo ne aveva solo due. Aveva il cuscino superiore (quello che fa da bordo per intenderci) in ecopelle martellata mentre per questo l’ho scelsi in stile pelle verniciata perché molto più pratico e veloce da pulire e poi, dulcis in fundo il fondale assolutamente chiaro anche se sempre senza cuscino palestrina.
Perché chiaro? Perché nel caso in cui si fosse sporcato, sarebbe molto più pratico da pulire e  lo sporco sarebbe saltato subito all’occhio. Con la versione colorata che avevamo prima infatti non vedevo i pezzi di biscotto, non vedevo le impronte delle scarpe (perché se c’è Vincy anche Cesare sgattaiola dentro silenzioso senza togliersi le scarpine) Insomma, tutta un altra cosa.

Personalmente ho optato per il Brevi Circus Europa nella versione MyLittleBear anche se l’indecisione tra le fantasie era davvero molta. Ho però scelto questo tipo sia per i colori e i materiali che trovo assolutamente più pratici e sia perché si abbinavano benissimo all’ambiente (so che un box non rimane a vita in una casa, i figli crescono ma non è così strano voler fare pendant… o no?) e comunque era anche la più affine al mio budget di spesa.

Anche con Vincy l’inizio è stato complicato, ma abbiamo scoperto che ci rimaneva volentieri anche delle ore solo se la mamma non era a portata occhio di lince così almeno il papà e i nonni erano liberi di gestire il tempo in sua compagnia anche facendo altro (magari una semplice doccia non necessariamente della durata di 30 secondi).
Con il tempo invece e grazie anche alla presenza di suo fratello, ha iniziato ad apprezzare il box in mia presenza (anche se rispetto a nonni e papà con me ci sta molto meno) consentendo quindi anche a me di assaporare un pò di libertà nella gestione di qualcosa che non riguardasse solo ed esclusivamente lui.

Anche adesso, all’alba di 16 mesi suonati ogni tanto mi chiede di andare nel box indicandomi con il dito cicciuto i suoi giochini all’interno  e io sono felice di mettercelo perché so che, almeno con lui e grazi a lui, in qualche modo il box ha funzionato.

Brevi Circus Europoa box per bambini

Box per bambini Brevi

Box per bambini Brevi Circus

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3 comments

Beat - Mamma Ora che faccio? 2 Dicembre 2015 - 23:24

Ma quanto è cresciuto <3 P. c'è stato pochissimo ma devo dire che un po' l'ho sfruttato. Non quanto speravo ma sì! comunque se dovessi ricomprarlo il cuscinetto/bordo in "pelle verniciata" tutta la vita! P. si tirava in piedi e mordeva tutto il bordo mentre metteva i denti….riducendolo malissimo! E pulirlo non era semplice. Comunque molto bello questo modello…

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Giada Lopresti 3 Dicembre 2015 - 0:07

Anche io non l’ho usato quanto avrei voluto, soprattutto perché come hai letto i più fortunati erano marito e nonni, ma vista la prima esperienza direi che è assolutamente meglio du nulla no?? Un abbraccio.
:***

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veroveromamma 3 Dicembre 2015 - 9:31

grande è stato tanto tempo nel box e per entrambi era di vitale importanza sono stata fortunata a trovare subito quello giusto per noi poi con l’arrivo della sorellina era il suo spazio esclusivo arrivato ad un certo punto lo ha ceduto volentieri per gli altri 3ho optato per un tappeto né in salotto però per Emanuele e Sara è stato vitale così io ho potuto studiare grazie buona giornata a tutti

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