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Pesami, lavami, ma non scottarmi – Aqua Scale

by Giada Lopresti

La prima visita dal pediatra non si scorda mai. Soprattutto se sei una neo mamma.

Quello è il momento in cui tutto diventa verità. Il momento in cui trasformiamo in oro colato tutto ciò che ci viene detto perchè siamo inesperte e abbiamo il bisogno che qualcuno illumini il nostro cammino.
Un cammino non sempre facile e dove, sia da “novelline” che da mamme più navigate, si ha sempre bisogno di un punto di riferimento che ci possa aiutare in caso di bisogno.

Nonostante sia mamma di tre ho sempre fatto molto affidamento sul medico dei miei bambini perchè oltre  ad essere un medico eccezionale è una persona umanamente altrettanto speciale. Non mi hai mai fatto sentire inadeguata ne inopportuna e mi ha sempre consigliato al meglio trasmettendomi una tranquillità e una serenità di cui una mamma “nei momenti di panico” ha bisogno di ricevere per ritrovare quella lucidità che spesso perdiamo portandoci ad essere spesso esagerate ed avventate.
Quei momenti dove noi mamme siamo capaci di trasformare anche le più piccole mosche in giganti cavalli.

Primo figlio, prima esperienza.

Il mio primo bambino è nato di 2,920 kg per 49 cm di altezza.
È nato anche di trentotto settimane e quindi, tutto sommato, il suo peso non era poi così male.
Nonostante però fosse un bambino sano avevamo un “piccolo” problema: mio figlio sembrava non prendere il peso previsto dalla media comune di un bambino della sua età.

È stato così che in pochi secondi ho iniziato a conoscere l’ansia. “Ciao io sono Giada… è un dispiacere fare la tua conoscenza”

Allattando al seno era difficile per me capire se mio figlio era in grado di assumere il latte necessario alla sua crescita e vissi un periodo della mia vita in cui in casa vigeva l’odiosa doppia pesata, che consisteva nel pesare il bambino prima e dopo la poppata per cercare di capire quanto latte avesse assunto.
Un procedimento che andava fatto ogni qualvolta che il bambino richiedeva di mangiare e questo equivaleva a circa 10 poppate al giorno. Un incubo.

Quel periodo della doppia pesata mi portò ad avere l’ossessione sia della bilancia che della mia prestazione personale.
Vivere con il terrore di non essere in grado di nutrire adeguatamente tuo figlio.
Vivere così male la maternità sentendoti quasi sbagliata.
Vivere con il pensiero che a tuo figlio non basti semplicemente tu.

Non per nulla molti pediatri sconsigliano di avere una bilancia in casa.

Se però di buono qualcosa c’è nelle esperienze negative è che dagli errori si impara sempre qualcosa.

AcquaScale vaschetta bilancia digitale

Con il secondo figlio infatti la mia scrupolosità si è ridotta all’osso.

BigV infatti non solo cresceva a vista d’occhio permettendomi di non avere dubbi sul suo sviluppo ma ha permesso alla sottoscritta di vivere il momento della pesata in modo molto più sereno e tranquillo.
Se una volta infatti pesavo il mio bambino ad ogni quotidiano bagnetto, con il tempo ho imparato che lo stesso effettuato tutti i giorni non era salutare per l’epidermide dei neonati e facendone uno ogni due o tre giorni ho imparato a pesarlo solo una volta a settimana nei primi periodi e una volta al mese fino al primo anno.

È stato un modo per vivere serena anche se, bisogna ammetterlo, la curiosità di sapere se cresceva bene e la voglia di pesarlo ogni tre per due è sempre stata tantissima.
È sempre piacevole e soddisfacente riuscire ad avere conferma che il proprio bimbo stia crescendo quando dovrebbe e magari di più.

E poi ti trovi davanti al dover preparare il bagnetto. Quel momento che dal lavare tuo figlio ad appoggiarlo sulla bilancia è un attimo.

O quasi.

Controllare costantemente la temperatura per evitare di scottarlo, farlo sguazzare nell’aqua e poi doverlo pesare mentre nel cercare di asciugarlo velocemente per non fargli sentire freddo, ti ritrovi con mezzo bagno annaffiato di pipì.

Perchè lo si vuole pesare senza pannolino. Ovviamente.

Ti ritrovi quindi a dover ripetere il bagnetto e tutta la routine solo per eliminare gli ovunque litri di pipì spruzzati.

Avendo anche un bagno così piccolo che sembra abbiano giocato a tetris con gli spazi per inserirci i sanitari e non avendo una capienza sufficiente per tenere mille mila accessori a portata di mano, poco prima che nascesse il mio terzo bimbo ho scoperto su Kiddom.com  una vaschetta tecnologica che mi avrebbe permesso di poter fare tre cose insieme sfruttando la singola vaschetta da bagno.

AcquaScale vaschetta bilancia digitale display

Da qualche mese infatti uso Aqua Scale. La vaschetta tre in uno con termometro e bilancia incorporata.

Una vaschetta che permette di pesare il proprio bimbo anche durante il bagnetto di routine azzerando semplicemente il peso dell’acqua.
È semplice da utilizzare, intuitiva ma soprattutto comoda per poter fare più cose insieme senza dover spendere più soldi del dovuto.

Prima di diventare mamma mi ero barcamenata tra i negozi di puericultura per acquistare tutti gli accessori che potessero essere più o meno utili: la vaschetta per il bagnetto nel fasciatoio, il termometro per l’acqua, il termometro per l’ambiente, la bilancia, e altri mille mila oggetti che ero certa sarebbero serviti.
Se mettiamo però insieme il prezzo di una bilancia digitale e lo uniamo a quello della spesa di una vaschetta da bagno (da terra, per doccia o per vasca) e un termometro digitale con la doppia funzione, la cifra totale supera abbondantemente cento euro.

Aqua Scale ne costa solo 79,90. Ed è un oggetto solo.

Vaschetta da bagno, termometro ambiente, termometro per l’acqua e bilancia. Utilizzabile sia con un neonato tramite l’accessorio in dotazione sia con i bimbi più grandi fino ai due anni (sdraiati prima e seduti poi).
Munita di scarico e tubo per l’acqua nel caso in cui non si utilizzi dentro una vasca da bagno o una doccia e memorizza persino la crescita del bambino di volta in volta registrando il suo peso.

Tutti accessori che solitamente si devono scegliere e acquistare a parte.

Avendo un bagno davvero mignon personalmente la utilizzo con il suo apposito supporto ma è di una comodità tale che ormai riesco a sveltire tutto il procedimento pre, durante e post bagnetto nel giro di una quindicina di minuti. Pesata compresa.
Una pacchia.

Enea l’ha apprezzata fin da subito e a differenza di quella che ho usato negli anni precedenti con i suoi fratelli ho notato immediatamente le diversità sia nel poterla utilizzare con il supporto per neonati e sia nella sicurezza e nella tranquillità del poter fare un bagnetto a mio figlio da sola e senza l’aiuto di un altra persona.
Questo mi permette di poter dedicare più tempo anche all’igiene serale degli altri bimbi senza dover necessariamente chiedere a mio marito di occuparsene al posto mio.

Ed è bello quando si riesce a risparmiare denaro e tempo per potersi occupare anche ad altre persone che sai che hanno bisogno di te e del quale tu proprio non puoi fare a meno. Perchè prima o poi purtroppo loro cresceranno e tutti questi momenti saranno solo dei bellissimi ricordi.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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