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Home Life Le braccia della mamma sono sicure. Ma non in auto.

Le braccia della mamma sono sicure. Ma non in auto.

by Giada Lopresti

Quanti genitori non usano il seggiolino auto? Tanti.
Quanti nonni, zii, mamme o papà decidono volontariamente che il seggiolino non è indispensabile trasportando i loro bimbi in braccio quando troppo piccoli o liberi di muoversi per l’automobile quando considerati “già grandi”? Troppi.
E quanti di questi non si sono mai soffermati a pensare che così facendo vengono meno alla promessa fatta ai loro figli e ai loro nipoti il giorno in cui sono venuti al mondo? La promessa che li avrebbero protetti per tutta la vita? Tutti.

Sul tema sicurezza in auto c’è tantissima disinformazione e questa, purtroppo, è una cosa risaputa. Negli ultimi mesi però sono sempre di più le nozioni che si riescono a reperire a riguardo soprattutto tramite social e la domanda che quindi sorge spontanea è: perché si ha tempo per stare su Facebook ma non per informarsi su quelli che sono e dovrebbero essere i doveri di un genitore?
A mio parere quindi, la disinformazione di cui tanto si parla si divide in due parti molto distinte: l’ignoranza sull’argomento e la strafottenza del “tanto sono solo pochi metri”.

Alla seconda però è quasi sempre difficile rimediare.

Sono troppe le “credenze popolari” nelle quali esiste la convinzione che più breve è la strada da percorrere in auto e minore è il pericolo in cui si incorre. È sbagliato pensarlo perché, se così fosse, statisticamente la maggiore incidenza degli incidenti stradali in cui vengono coinvolti dei bambini non sarebbero entro i tre chilometri da casa.
Perché le distrazioni e gli imprevisti tra le strade urbane sono notevolmente superiori rispetto a qualsiasi altro tratto stradale.

Un semaforo che scatta all’improvviso, un pedone che ci taglia la strada e, banalmente, bisogna anche considerare il fatto che anche se siamo convinti e sicuri della nostra guida, esiste SEMPRE la possibilità che qualcun’altro possa venirci addosso causando un incidente. Si chiamano probabilità.
Le stesse che, senza usare un adeguato sistema di ritenuta, possono mettere in pericolo i nostri bambini.
E parliamo di pericolo nel senso più brutto della parola, non di una scampagnata in mezzo al verde.

So quello di cui parlo perché prima di avere la fortuna di conoscere e di VOLER conoscere, anche io sono stata ignorante.
Anche io ho ceduto ai pianti disperati, all’allattamento in macchina, all’utilizzo della navicella e al “va beh tanto sono solo pochi metri”.
Anche io ho ho creduto di tenere al sicuro mio figlio tra le braccia mentre seduta sui sedili posteriori, camminavamo lentamente per le strade del paese. E quando ci ripenso, penso anche a quanto possa essere stata fortunata nel riuscire ancora a raccontarlo con il sorriso.

Mi sono spesso illusa che le mie braccia potessero sempre essere ciò che di più sicuro esistesse per i miei figli. Comprendendo con il tempo che, se questo vale per moltissime cose, certo non lo è per i viaggi in macchina.

Negli anni ho capito che più tardi si inizia a far usare il seggiolino ai bambini e più è difficile abituarli.

Perché usare il seggiolino auto è un abitudine così come lo è far colazione dopo essersi svegliati, andare all’asilo, pranzare alle 13:00 in punto e fare un sonnellino pomeridiano.
L’uso del seggiolino auto è una routine e una buona abitudine che ci aiuta a proteggere i nostri figli quando ancora non sono in grado di poterlo fare da soli.
È un salvaguardia per la loro salute e per la nostra e, come tutte le buone abitudini, serve tempo per far si che diventi tale.

Il seggiolino auto infatti va usato fin dal primo giorno di vita, o comunque fin dal primo viaggio in auto. Non la navicella: il seggiolino.
Possa essere un ovetto o un seggiolino gruppo 0+1 poco importa. Quello che davvero è importante è che il neonato viaggi fin da subito contro senso di marcia perché la protezione che fornisce un ovetto o un seggiolino contro senso di marcia, nessuna navicella e nessun seggiolino fronte strada potrà mai fornirla.

Quello che molti neo genitori non sanno è che la struttura corporea di un neonato è non solo molto fragile ma anche molto delicata nella zona della testa, perché non è sviluppata ne muscolarmente ne a livello osseo. Viaggiando contro senso di marcia quindi, soprattutto in caso di impatto frontale, è la scocca dell’ovetto o del seggiolino che ne assorbe l’urto e non il collo del bambino come invece succederebbe facendolo viaggiare in una navicella o in senso di marcia con un comune seggiolino.

E quello che molti altri ignorano è che la forza dell’impatto scaricata nel collo di un neonato è sicuramente mortale.

E anche quando si è convinti che l’ovetto sia troppo piccolo bisogna informarsi veramente su come andrebbe utilizzato e su quali sono i fattori da prendere davvero in considerazione prima, durante e dopo l’uso.
Lo dico da mamma di tre bimbi di cui l’ultimo, di 14 mesi e 85cm per 13kg di peso, ha viaggiato fino a due settimane fa all’interno del suo ovetto senza nessun tipo di problema nonostante le critiche e le polemiche di chi ancora non conosce.
Un bambino che è passato all’utilizzo del seggiolino auto rigorosamente contro senso di marcia (noi abbiamo scelto il Sirona di Cybex utilizzabile fin dai primi giorni di vita) per poter continuare a tutelarlo nella sua salute perché anche se non è più un neonato di pochi giorni, anche alla sua età il colpo di frusta potrebbe risultare fatale.

E se gli succedesse qualcosa la colpa sarebbe mia, non sua.

Sarebbe mia perché io ho promesso di proteggerlo al meglio delle mie possibilità e se la nuova normativa obbliga l’utilizzo del seggiolino contro senso di marcia sino ai 15 mesi, da mamma che ama suo figlio devo rispettare la legge che lo tutela maggiormente (ECE R129) e non quella che mi fa più comodo (ECE R44).
Entrambe valide, entrambe in vigore, ma una più sicura dell’altra. Ma nonostante ci sia addirittura una doppia scelta, ancora molti genitori non ne considerano nessuna.

Proteggere i nostri figli significa farlo sempre, soprattutto quando non sono in grado di farlo in autonomia.
Essere consapevoli dei rischi che facciamo correre loro è importante e sono certa che se ci fossero più persone in grado di ammettere che nella vita si può sbagliare, ci sarebbero molti più seggiolini nelle auto, molti più genitori consapevoli e molte meno braccia occupate nei sedili.
Perché gli abbracci sono importanti momenti da ricordare, ma è meglio viverli con il sorriso piuttosto che con il rimpianto di non poterne più dare.

 

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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2 comments

Elisa 22 Novembre 2017 - 23:38

Approvo al 100% e condivido tutto quanto scritto. Mai risparmiare sulla sicurezza sopratutto se si tratta dei nostri bambini. Scegliamo sempre un seggiolino adatto (ho visto mamme passare a seggiolini per pesi superiori troppo presto). Informiamoci prima di acquistare un seggiolino sulla sua qualità ed omologazione. Suggerisco sempre seggiolini per auto con attacchi isofix (io ho quelli). Insomma attenzione mamme alla sicurezza dei bambini!

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Giada Lopresti 12 Dicembre 2017 - 1:00

Sante parole!! :*

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