Home Organization Viaggi a merenda
Viaggi a merenda anteprima

Viaggi a merenda

by Giada Lopresti

Da quando vivo in calabria ho perso il conto di quanti aerei mi hanno portato da casa a casa.
E la nota positiva di tutto questo è che almeno, non ho paura di volare.

Questa mia tenacia e questo mio coraggio nel viaggiare costantemente su e giù per lo stivale mi ha portato negli anni ad apprezzare di più quello che un tempo guardavo con occhi diversi. Ho imparato ad amare a distanza la mia casa sentendone la mancanza in ogni occasione speciale e, con il tempo, anche quando di speciale non c’era nulla.

Nel provare nostalgia però di buono c’è che non sempre voltare pagina significa non poter rileggere le pagine scritte in passato. Io lo so.

Lo vivo costantemente giorno dopo giorno e occasione dopo occasione.

L’ho vissuto spesso e volentieri dopo essere diventata mamma quando, dopo che ogni volta che questo piccolo paese che mi ha adottato mi stava troppo stretto, potevo fuggire verso casa. Quella stessa casa non più davvero mia ma che sentivo sempre e comunque vicina.
Una casa che mi ha cresciuto, cullato e che ho rinnegato volendo provare il brivido dell’avventura tradendola ma che, nonostante tutto, non mi ha mai chiuso le porte in faccia.

Decine di volte ho preparato valigie, sistemato passeggini, controllato e ricontrollato tutto il necessario per paura di non dimenticare nulla perché quando era il momento di tornare a casa, non era solo una semplice visita ma una bella anche se sempre troppo breve piccola permanenza.

Si partiva al mattino presto per ritornare almeno tre settimane dopo. Senza marito ma sempre figli munita.

Era ormai diventata un abitudine viaggiare tre/quattro volte all’anno iniziando questa mini avventura all’insegna della scoperta di un mondo per i miei figli tutto nuovo e che ogni giorno spero in un futuro possa appartenergli.
E nonostante i viaggi, le immense passeggiate, i giri in macchina su e giù per la città e verso posti da conoscere niente ha mai fermato ne me ne loro.

Pranzare fuori a qualsiasi ora, organizzarsi in modo tale che lo svezzamento non potesse essere d’intralcio al nostro divertimento magari visitando qualche posto per me speciale.
Si imparava a pianificare e di conseguenza i bambini si abituavano alle novità e al godersi qualche piccolo strappo alla regola.
Capitava spesso e volentieri di girovagare tra mezzi pubblici e vie infinite solo muniti di passeggino e borsa del cambio pluri attrezzata ad ogni esigenza quasi come se il suo interno fosse misterioso come la borsa di Mary Poppins.
Ci si preparava tutto il necessario in modo che nulla fosse dettato dal caso e che per ogni evenienza qualsiasi accessorio utile fosse a portata di mano.

Pannolini, cambio vestiti, fasciatoio, salviette. Tutto era sempre accuratamente riposto in un ordine minuzioso fino all’inizio dello svezzamento quando con l’introduzione delle pappe anche le borse cambio iniziarono a lievitare.
Nonostante tutto la gestione era facile persino per me che a casa ero abituata a preparare tutto il necessario senza acquistare nulla di già pronto.

La mattina si preparava il brodo o il passato e poi nel liquido ancora bollente, si buttava dentro un paio di cucchiai di pastina per poi chiudere il contenitore aspettando arrivasse l’ora di pranzo. Nel tempo successivo la pastina si sarebbe cotta da sola con calma nel calore del suo involucro e mio figlio avrebbe mangiato meglio che al ristorante.
Piccoli trucchetti della nonna sempre utili.

Ma crescendo le cose sono ovviamente cambiate.

Nei nostri viaggi di volta in volta i bambini erano sempre più grandi dove anche le esigenze dovevano seguire la loro crescita. Niente più pastina ma solo pasta.

Questo mi permetteva di potermi fermare a pranzare o cenare fuori figlio munita senza la necessità di dover portare il necessario da casa all’interno di quello che da sempre amo chiamare la schiscetta.
Diminuiva il contenuto della borsa: niente pasti, meno pannolini e a volta nemmeno il cambio. Le abitudini e il loro sviluppo avevano iniziato a prendere una svolta diversa.

Per necessità le pappe sono diventate pasti e le poppate sono state sostituite dalle merende golose che ancora oggi i miei bambini amano. Merende sempre accuratamente scelte in base al loro gusto e alla loro fase di crescita perché se c’è una cosa che con il tempo anche io ho imparato, è che i bisogni nutrizionali dei bambini non sono gli stessi degli adulti.
Ed è così che sperimentando vari prodotti, quelli che con il passare dei mesi ho trovato assolutamente in linea con la nostra vita da girovaghi sono state indubbiamente le merende al latte MIO, la merenda bambino più adatta per i miei figli.

Un organizzatone a prova di mamma.

Stando spesso in giro tutto il giorno e non portando con noi una borsa frigo, abbiamo dovuto scegliere qualcosa che piacesse ma che, allo stesso tempo, non rischiasse di rovinarsi stando molte ore a temperatura ambiente. E tra le merende per bambini questa si è certamente rivelata la più pratica e specifica per l’infanzia.
Buona sia fresca che non, i miei figli hanno iniziato a mangiare a spasso per necessità facendola diventare con il tempo un must have delle nostre giornate. Dai nonni, a casa, in giro, al mare Nestlé MIO non è mai mancata all’appello da dopo il primo assaggio.
Ogni gusto è stato debitamente provato, apprezzato e promosso soprattutto quando tra le grinfie capitano le versioni vaniglia o cacao che, lo ammetto, apprezzo moltissimo anche io.

Nonostante però i nostri viaggi non siano più avvincenti come un tempo, queste abitudini sono comunque rimaste permettendoci di imparare un ottima organizzazione fuori casa. Organizzazione che mi aiuterà nei spero ancora molti viaggi che mi attenderanno, anche se con una durata di permanenza decisamente più breve, con il piccolo Enea.
Il mio ometto di soli due mesi ha già preso più aerei di quante altre persone ne hanno prese in vita loro e, nella speranza di continuare così per rivedere sempre più spesso quel luogo che ancora chiamo casa, non mi spaventano il cambiamento e le necessità che un giorno anche con lui dovrò affrontare.
Perché anche Enea prima o poi dovrà smettere con il seno della mamma ma io, sono già ben pronta ed organizzata per questo momento anche fuori casa.

#babyfoodMIO #merendeallatteMIO #MIO #SPONS

Buzzoole

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.