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Anteprima una tata perfetta

Una tata perfetta

by Giada Lopresti

Personalmente mi ritengo una mamma molto fortunata: ho un lavoro che impegna il mio tempo solo mezza giornata e il di quello che ne rimane riesco a dedicarlo ai miei figli e per quanto possibile alla mia unica passione, il mio blog.
L’organizzazione delle 24h nella nostra famiglia non è particolarmente difficoltosa contando soprattutto sul fatto che vista l’età Cesare frequenta la scuola materna mentre Vincy rimane a casa con me nel mio tempo libero.
Quando però sono vincolata per quelle 4/5 ore al giorno so di poter contare sempre sulle mie due tate perfette: i nonni. Soprattutto con Vincenzo infatti, che trovo sia ancora troppo piccolo per poter frequentare l’asilo nido (e poi parliamoci chiaro, si ammala già a sufficienza grazie all’aiuto del fratello) i miei genitori sono davvero di grande, enorme e immenso aiuto.
Vengono a prenderlo poco prima di pranzo, gli danno da mangiare e lo addormentano con la mia conseguente tranquillità di sapere che posso andare al lavoro lasciando mio figlio in mani sicure e sempre vigili. Si sa bene infatti che i nonni tendono ad essere molto più protettivi (usare iperprotettivi sminuirebbe comunque l’apprensione nonnesca) di un genitore, e al di fuori di quando ci sono particolari esigenze che tengono indaffarata la mia mente anche durante l’orario di lavoro, per me poter andare a guadagnare il pane quotidiano è quasi più una distrazione o uno svago dalla routine casalinga, che un obbligo a cui adempiere.

Poco prima di andare al lavoro, i nonni inoltre “si separano” dividendosi i nipotini: Vincy dorme beato abbracciato all’omonimo nonno e nonna Giò rimane seduta sul divano di casa nostra attendendo il risveglio dell’acciughina di casa (conosciuto come Cesare).

Insomma ammettiamolo: quale mamma si lamenterebbe di un servizio del genere? Attivo 24h su 24h, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno. Io no di certo! I miei genitori sono sempre stati la mia spalla ma da quando sono nonni sono diventati davvero imbattibili in fatto di disponibilità e aiuto per noi.

Mi è capitato però di confrontarmi con altre mamme in merito alla gestione dei figli e con il tempo mi sono anche accorta che non tutte le persone con cui ho parlato hanno le mie stesse fortune. Capita di avere a che a fare con nonni relativamente giovani, che ancora lavorano e che quindi non possono partecipare come vorrebbero alla crescita dei propri nipoti dando una mano ai figli, o ancora peggio di coppie che abitano così lontano da casa da non per contare sull’aiuto di nessun parente e che si ritrovano a doversi appoggiare ad istituti scolastici, ludoteche o le comuni baby sitter.
Ho provato a mettermi nei loro panni e per quanto difficile, non so quanto facilmente accetterei di “far crescere il mio bambino” da una persona che non conosco. Ma se fossi obbligata? Se non avessi scelta? Se mi trovassi a dover prendere una decisione come quella di affiancare un estranea ai miei bambini, come potrei capire che la scelta che ho fatto in merito sia davvero quella giusta?
Come posso essere davvero tranquilla nel lasciare i miei figli anche solo qualche ora in compagnia di qualcuno che non conosco?

Sicuramente, come ho fatto in passato e come amo fare nel mio presente, userei qualche trucchetto monitorando la situazione da lontano e poi cercherei di selezionare al meglio qualcuno che possa fare al caso nostro. Ma parliamo chiaro, io che ho le mie due tate perfette, quali criteri dovrei utilizzare per capire chi ho di fronte? Troverei “difetti” in chiunque perché i nonni per me sarebbero insostituibili e stiamo sempre comunque parlando di affidare quello che ho di più caro in mano a chi.

Con tutti questi dubbi e con tante domande alla quale no riuscivo a dare una risposta, ho preferito direttamente porle a chi questo tipo di selezione la effettua giornalmente per mestiere.
Oggi infatti ci sono molti siti e molte agenzie che aiutano i genitori dubbiosi come me e che hanno la necessità di una mano nella gestione del loro tempo e di quello dei loro bambini, e non ho potuto fare a meno di chiedermi: “come?
A questi dubbi a saputo rispondere Paola (mamma) la titolare di Nanny&Butler società leader nel settore.

Quali sono dubbi più comuni di un genitore alla ricerca di una tata?
“In che mani sto mettendo mio figlio?”. Credo che questo sia il dubbio di chiunque si trovi a delegare la cura dei propri bambini ad altri. Per questo affidarsi a una società che controlla referenze e trascorsi è una prima garanzia di tranquillità. Un altro dubio comune è come la tata andrà a inserirsi nella routine della famiglia: e anche qui il nostro lavoro è fare colloqui preliminari per cpaire chi possa meglio adattarsi alle richieste ed evitare quindi incontri infruttuosi e perdite di tempo proponendo già una rosa di candidati che rispondono alla caratteristiche richieste
Una paura di molte neomamme poi è che la tata si sostituisca alla figura materna: ecco, questo una professionista non lo fa. Certo, nascono legami di affetto, ma la professionista sa gestirli (e sciogliere i dubbi della famiglia a riguardo).

Quando selezionate il vostro personale quali sono le caratteristiche alla quale prestate maggiore attenzione?
Ovviamente una prima scrematura si fa analizzando fedina penale e documenti, ma questo non c’è neanche bisogno di dirlo!
Quello che più ci interessa, oltre appunto a queste basi, è l’affidabilità: non c’è niente di peggio per una famiglia trovare la propria routine sconvolta dall’improvviso “abbandono” della tata. Quindi verifichiamo attentamente trascorsi e referenze.

Quali sono i requisiti per una tata perfetta?
La tata perfetta è quella che riesce ad entrare nella vita della famiglia senza turbarne gli equilibri ma portando dei benefici. Per svolgere questo lavoro al meglio non ci si può improvvisare, servono passione e studi specifici.
Cambiano però le esigenze delle famiglie, che possono aver bisogno di una domestica che per qualche ora al giorno si occupi anche dei bambini o invece di una tata che svolga solo pochissime o nessuna incombenza casalinga. Il nostro lavoro è proprio quello di abbinare la tata ideale alla famiglia che la cerca, riducendo al minimo incertezze, periodi di prova, cambiamenti in corsa.

Detto questo direi che già un genitore potrebbe essere notevolmente più tranquillo, ma noi mamme siamo complicate di natura (già come donne a dire il vero), e i nostri amletici dubbi non si fermano solo al saper come viene selezionata una tata ma anche nel capire se questa figura potrebbe andare ad intaccare il nostro ruolo di madre con la temibile paura che possa sostituirsi a noi nell’affetto due nostri bambini (so che molte mamme lo pensano, è innegabile) e soprattutto se ci sia un età per la quale sarebbe meglio evitare una connessione con una persona esterna alla famiglia.

I bambini come vedono la figura della tata?
La tata è una figura importantissima, dove c’è, per la crescita dei bambini. È giusto quindi che sia vista e vissuta con affetto e partecipazione, come un membro aggiunto della famiglia. Sta poi all’esperienza, alle competenze e alla sensibilità della tata stessa capire quale livello di coinvolgimento si adatta meglio alla situazione, al bambino stesso, all’approccio dei genitori.

C’è un età per la quale avere una tata è sconsigliato?
Differenti età richiedono figure diverse, ovviamente. I neonati devono avere una persona esperta di puericultura, che sappia supportare i genitori nella nuova avventura senza sostituirsi a loro. Più avanti la tata organizza la vita quotidiana, la gestione della giornata, ma è anche una compagna di giochi. Per i bambini più grandi può essere utile, oltre a una persona che svolga incombenze che i genitori non riescono – ad esempio accompagnare e riprendere a sucola e nelle attività extrascolatiche – qualcuno che aiuti e assista nello studio. Man mano che i bambini crescono e diventano più autonomi la figura della “tata” come la intendiamo comunemente si trasforma, e può essere appunto un supporto “logistico” alla vita familiare oppure una persona che dia un valore aggiunto alla formazione – ad esempio tutor madrelingua

Personalmente spero di poter contare sui miei genitori ancora per molto molto tempo, ma è anche vero che se un giorno avessi la necessità di affidare i miei figli ad una estranea, sapere che qualcuno faccia una prima e importantissima scrematura con le conoscenze adatte per poter valutare le competenze e l’idoneità di una tata mi fa stare molto più tranquilla. Saprei perfettamente che non in quel momento non sto aprendo la porta a chiunque, ma ad una persona con l’esperienza e sicuramente adatta a ricoprire il ruolo per la quale la vorrei accanto ai miei figli.
Essere messa a conoscenza di servizi di questo genere infatti ti aiuta a comprendere quanto nn sia poi così facile gestire il tempo di un bambino. La mamma infatti commette degli errori che sarebbero imperdonabili se fatti da qualcuno a cui affidi si affidano i propri figli. Perché in fondo, quando si tratta di metterli nelle mani di qualcun’altra l’imperfezione all’improvviso non è più contemplata. L’imperfezione non esiste.

La tata perfetta

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