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Anteprima cameretta su misura LoveTheSign

Un regno tutto loro – LoveTheSign

by Giada Lopresti

Quando ho realizzato che la mia vita si sarebbe trasformata in qualcosa di più che pensare solo a me stessa, ho iniziato a vedere il mondo con occhi diversi. Ho iniziato a osservarlo con gli occhi di una mamma.
Ho usato l’immaginazione in mille modi: per disegnare il viso di mio figlio, per dipingere la mia vita, per visualizzare il mio futuro.
Ho sognato ad occhi aperti come sarebbe stato tutto questo constatando con il tempo che viverlo è stato decisamente più bello ed emozionante del solo immaginarlo.

Quando abbiamo fatto il nostro primo ingresso in tre in casa, mille emozioni hanno avvolto il mio cuore e la mia mente. Nel nostro piccolo regno eravamo felici, senza pensieri, vivendo giorno per giorno le emozioni della genitorialità.
Ho visto crescere mio figlio ogni secondo valutando con la stessa velocità le sue esigenze e i suoi spazi che con il tempo tendevano ad essere maggiori facendomi anche rendere conto di non poterlo accontentare fin dove avrei voluto e fin dover lui ne avrebbe avuto realmente bisogno.
L’arrivo di un secondo bimbo poi è stata una benedizione per tutti, e anche se ancora probabilmente fatica comprenderlo, lo è stato maggiormente per il mio primogenito. Una seconda gravidanza implicava un obbligatoria valutazione di una casa diversa, non per forza più grande ma indubbiamente disposta in maniera differente da quella che ci aveva accolto fino a quel momento.

Trovammo una abitazione che ci permise di ristrutturare tutto a nostra immagine e somiglianza e, per scelta, decisi di “sacrificare” la stanza più grande per creare quello che un giorno sarebbe stata la cameretta dei miei figli.
Ricordo i sacrifici, il tempo che è trascorso per poter trasformare quella casa vecchia nello splendore che ad oggi abbiamo la fortuna di avere tra le mani. Ricordo la scelta dei mobili; minuziosa, senza tempo, adatta al mio gusto e a quelli che erano i miei desideri di sempre anche nelle piccolissime cose.
Ricordo l’entusiasmo ogni volta che arrivava un camion con all’interno un prezioso contenuto che una volta montato avrebbe trasformato casa nostra in qualcosa di più bello. Ricordo il trasloco e il mio pancione di nove mesi su e giù dai lunghi viaggi in macchina per la ricerca degli ultimi preziosi dettagli.
Ricordo la nostra prima notte in quel posto nuovo e ricordo Cesare da solo nella sua stanza con me pronta dall’altra parte del muro allo scatto felino nel caso in cui si fosse  spaventato durante la notte.

Ad oggi non sembrano passati due anni da quei momenti allo stesso modo di come la mia memoria ha cancellato le difficoltà incontrate in quel periodo. E proprio adesso che la nostra famiglia è perfetta, che la nostra casa è perfetta, eccoci ancora pronti al cambiamento con l’arrivo di un altro meraviglioso fratellino. Ed è proprio in questi casi che una mamma inizia a fare i suoi viaggi mentali ritornando ad usare l’immaginazione in mille modi diversi.
Nel mio caso ad esempio è in riferimento a come gestiremo una cameretta pensata per due, per dei fratelli che invece saranno tre.
Un regno già pieno di ricordi dove i miei figli hanno le loro abitudini, i loro spazi, i loro giochi, tutto quello con cui sono cresciuti negli ultimi anni che dovrà essere scombussolato ancora una volta, per dare a tutti un equa possibilità.

Ecco che quindi, anche se al momento solo con la fantasia, la mia mente da mamma architetto improvvisato inizia ad immaginare cosa poter togliere, cosa dover aggiungere, cosa spostare senza che lo spazio venga limitato per nessuno. La gestione dei colori, degli abbinamenti, dello stretto indispensabile che con l’arrivo di un terzo nuovo bimbo non può mancare coinvolgendo però anche i fratelli maggiori che insegneranno lui a muoversi in questo spazio dove per un pò sarà considerato da loro un ospite.
È così che da mamma inizio a sognare cose fantastiche spostando mobili, eliminando mensole e magari ricreando quel sogno pensato per tre proprio nel modo in cui vorrei che fosse. E come sempre è girando sul web che ho trovato le idee migliori. Idee utili per sistemare il problema più grande: il letto.

Non occupare dello spazio quando un terzo letto in una stanza è obbligatorio è stata la sfida più grande da realizzare, ma una splendida soluzione l’ho trovata sul sito di LoveTheSign dove con uno splendido letto soppalcato wood alto in legno bianco potrei risolvere il mio problema. La zona letto sarebbe dedicata al più grande dei miei figli e sotto di esso potrei ricreare un ambiente studio per disegnare, colorare e giocare prendendo tre due piccioni con una fava.
Questo abbinamento potrei anche pensarlo aggiungendo una panca bambini Seaside della stessa linea in perfetto stile scandinavo, proprio come piace tanto a me, per liberare dell’altro spazio già intasato di giocattoli nei vari angoli di casa unendo anche la comodità di un appoggio per tutti e tre.
E come queste semplici ma pratiche soluzioni ne ho trovate davvero molte altre che corrono in soccorso di mamme in cerca di rinnovo e cambiamento come me. Insieme a mio marito ci siamo divertiti ad arredare la nostra futura cameretta ideale su LoveTheSign aggiungendo mobili e arredandola da zero proprio come se la stanza fosse in realtà deserta.
Grazie poi alla collaborazione del mio primogenito che ci ha aiutato nella scelta degli arredi (soprattutto visto che la cameretta è più sua che nostra) e alle idee trovate online, ho riempito la mia mente di favolose e geniali soluzioni che mi saranno da tesoro nel momento in cui dal classico lettino passeremo al letto dei grandi per tutti e tre  i miei figli. Giorno per la quale manca ancora una notevole quantità di tempo ma che da mamma so che volerà senza che nemmeno me ne accorga.

E se per abitudine tendo sempre a ridurmi agli ultimi momenti per l’organizzazione delle piccole cose, quando si tratta dei miei figli e di quello che li riguarda, ammetto di essere abbastanza tempestiva e decisa. Un aiuto in più per quando quel momento mi piomberà di fronte e io sarò costretta ad agire senza farmi cogliere impreparata.

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