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Benvenuti a casa

by Giada Lopresti

Una vacanza. Quale persona al mondo non desidera la vacanza perfetta?
Quale persona non desidera vivere LA vacanza perfetta?!
Personalmente io l’ho sempre bramata.

In dieci anni al fianco di quello che adesso è mio marito, non ho mai visto nulla al di fuori di Milano, Roma, Barberino di Mugello e Bagnara Calabra. Luoghi che ho visitato e vissuto solo perché, per lunghi o brevi periodi, sono stati la mia casa e il mio lavoro.

Se vivevo a Milano, andavo a Bagnara per le vacanze.
Se vivevo a Roma, le mie ferie erano divise tra nord e sud dove nei periodi più brevi mi recavo a Milano e in quelli più lunghi prediligevo la vista del mare.
Persino quando ho vissuto vicino Firenze dividevo le mie vacanze da una parte all’altra dello stivale.
Le cose sono cambiate radicalmente quando poi però, al sud, mi ci sono trasferita in modo quasi definitivo. Quasi perché in fondo al mio cuore spero sempre che definitivo non sia.

Negli ultimi otto anni, ogni qual volta ne avevo l’occasione, i miei giorni di ferie dal lavoro erano l’appuntamento fisso per passare dal caldo e tropicale sud di un paesino che si affaccia sul mare, al migrare anche se per soli pochi giorni verso la più fredda e inquinata Milano.

Amavo vivere la città potendola sentire in qualche modo ancora mia e, ad ogni rientro in quella che adesso chiamo casa, un pezzo di cuore rimaneva li con la mia famiglia, i miei amici, tra le strade che mi avevano vista crescere e tra quei, per me, immensi settantacinque metri quadrati che mi hanno vista sorridere e piangere per più dei due terzi della mia vita.
Il luogo che per me è stato e sarà per sempre LA MIA CASA.

Sognavo le mie vacanze in città e, tra un periodo lavorativo e l’altro, contavo i giorni che mi separavano dal viaggio successivo: fosse stato a dicembre o a luglio, poco sarebbe importato.

La mia passione per le città, forse, è nata proprio così.

Soprattutto dopo che, ormai quasi due anni fa, ho dovuto dire definitivamente addio a quelle quattro mura di Milano che mi accoglievano ogni volta che me ne veniva data la possibilità. Quelle mura che sono riuscita a mostrare, anche se per breve tempo, anche ai miei figli dopo la loro nascita.

Ed è da quell’addio che io non ho più voluto fare una vacanza.

Con gli anni e soprattutto dopo essere diventata mamma, vacanza ha iniziato a significare ancor di più famiglia, calore, stare insieme e, in particolare modo, voleva dire semplicemente casa.
Una casa che per me non c’era più e che credevo di non poter eguagliare in nessun altro luogo.

Perché quando hai dei figli non puoi più permetterti il lusso di partire all’avventura. Soprattutto se i bimbi sono piccoli e hanno determinati bisogni.
Non si può programmare un viaggio senza organizzare tutto nei minimi dettagli e non potendo più sfruttare la possibilità di andare a Milano dove venivo ospitata a braccia aperte dandomi l’opportunità di avere sempre tutte le comodità che servivano a me e ai membri della mia famiglia, era diventato più complicato poter partire in libertà con la consapevolezza di trovare un luogo familiare e completo di tutto.

Arrivare a destinazione senza incognite, senza dubbi, senza il “mi sono dimenticata quella cosa e adesso come faccio?”, diventa impensabile se con te ci sono dei bambini. E in una città non puoi trovare un villaggio vacanza dove in qualche modo ci si adatta.
Non si può cercare un albergo o una mezza pensione che ti conceda una piccola stanza dove devi sottostare ad abitudini che  non ti appartengono, soprattutto se la famiglia che deve andare in vacanza è numerosa come la nostra.

Per quanto ci si possa arrangiare, cercando di adeguarsi al meglio, una famiglia in vacanza ha bisogno di una casa.

Si ha bisogno di una lavatrice per lavare i panni sporchi dopo aver sudato al parco giochi.
Si ha bisogno di una cucina dove poter continuare a preparare le pappe per il più piccolo, senza per forza ricorrere a pasti già pronti trovati qua e la nei supermercati.
Si ha bisogno di un ferro da stiro per evitare di partire con diecimila outfit (e altrettante valigie).
Si ha bisogno di un posto dove stare, che sia adatto ai grandi ma ancor più ai piccini.
Si ha bisogno, soprattutto, di un posto che ti permetta di goderti la famiglia esattamente come faresti a casa senza le incombenze della quotidiana routine.
Si ha bisogno di un posto che, semplicemente, ti faccia sentire “come a casa”.
E noi, nella bellissima esperienza di vacanza che stiamo vivendo nell’ultimo periodo, abbiamo esattamente trovato tutto questo (e molto di più) all’interno del Duparc Contemporary Suites di Torino.

Un posto che abbiamo potuto chiamare e che stiamo chiamando casa. Un posto che fin da subito anche i bambini hanno voluto chiamare casa.

Perché ammettiamolo, quando si cambiano sia ambiente che abitudini, quelli che fanno più fatica ad orientarsi e abituarsi spesso sono proprio loro.

Siamo stati accolti in un appartamento da sogno grande quasi il doppio di casa nostra.
Un ingresso bellissimo, un salotto immenso, una cucina attrezzata di tutto, una camera da letto patronale immensa e luminosa con tanto di cabina armadio e un bagno indipendente.
Una cameretta per i bambini fornita di giochi, con un bagno tutto per loro addirittura più grande del nostro munito di interruttori della luce ad altezza bambino.
E, giusto per far si che non manchi nulla, un piccolo bagno di servizio corredato anche di lavatrice, stendino, asse e ferro da stiro.

La sorpresa al nostro primo ingresso fu vissuta con così tanto entusiasmo che, invece di un semplice post, solo per poter raccontare quelle emozioni, potrei davvero scriverci un libro: estasiati, increduli, elettrizzati, stupiti.

Ricordo che il primo giorno camminai per chilometri all’interno dell’appartamento solo per decidere dove mettere cosa. Perché non ho detto che l’appartamento è anche equipaggiato di tanti di quegli armadi che ci si potrebbe trasferire in modo definitivo traslocando senza problemi.

Un appartamento family con i controfiocchi che ha saputo essere a misura di famiglia a 360°.

La prima cosa di cui mi sono innamorata è stato il letto king: immenso tanto da poterci ospitare tutti e cinque senza rischiare di dormire nel bordo del letto.
L’immenso salone e la cameretta sono stati il parco giochi preferito dei miei figli che potevano scorrazzare in libertà giocando tra di loro o semplicemente sedendosi nelle mini sedie per divertirsi con uno dei tanti giochi in legno forniti dalla struttura.
I bagni, per noi che siamo abituati ad averne uno e piccolissimo, ci hanno fatto provare l’ebrezza di non dover attendere una doccia o un minimo di privacy. Si ho detto privacy! Quella che le mamme non conoscono, ma che io ho potuto provare per la prima volta facendo in modo che i miei bimbi, nell’indovinare in quale dei tre bagni mi fossi nascosta, mi permettessero di fare ciò che dovevo, godendo di interminabili minuti solo per me.

La cucina con il piano cottura ad induzione è stata il top, sia per comodità che per velocità di preparazione dei pasti, tanto da farmi riflettere sull’immediato cambio dei nostri fornelli a gas quando rientreremo a casa.
La comodità di avere una lavastoviglie, un microonde e un forno per azzerare ancor di più i tempi di attesa, potendomi dedicare con  più tempo ai miei bambini e ai nostri momenti insieme.

Ho persino apprezzato la presenza dei due tappeti (uno nel salone e uno nella cameretta), nonostante l’allergia del mio bimbo più grande, perché giornalmente sono stati accuratamente puliti dalle governanti che sono venute in nostra assenza per sistemare e pulire in modo certosino ogni angolo di casa, facendoci ritrovare al nostro rientro un appartamento ordinato e immacolato come se non ci fosse mai entrato nessuno.

Abbiamo potuto scegliere se mangiare nella comodità di casa, al ristorante o tra le vie di Torino.
Abbiamo potuto viverci l’uno con l’altro sentendoci sempre organizzati e senza provare la mancanza di qualcosa.
Abbiamo potuto sentirci come a casa e anche meglio.

Sono riuscita persino ad andare in palestra.

Una cosa che non facevo da anni e che sono riuscita a sfruttare tra una visita alla città, il lavoro e il tempo insieme alla mia famiglia.
Mi manca ancora da provare la spa ma, in tutta onestà, credo ci andrò solo a fine vacanza, quando avrò bisogno di distendere i nervi prima del lungo viaggio di rientro.

La nostra esperienza nell’appartamento family è durata diciotto giorni. Tempo che è volato troppo in fretta perché, quando ci si trova a proprio agio e ci si diverte, è impossibile che non scorra veloce.
La cordialità e la professionalità dello staff è stato il contorno di tutto il periodo del nostro soggiorno. Persone che hanno saputo gestire ogni nostra richiesta e ogni nostra necessità, sopportando tre pesti urlanti ad ogni ora del giorno e della notte.
E il fatto che non abbiano mai mandato via una famiglia casinista come la nostra, mi ha fatto riflettere sul fatto che le mura debbano essere anche ben insonorizzate.

Abbiamo vissuto in un appartamento che sarebbe dovuto essere un “prototipo di prova” dedicato alle famiglie che aiutasse a capire se fosse davvero adatto alle mille necessità che bimbi e genitori possono avere durante una vacanza soggiorno. E, almeno per noi, il risultato finale è stato uguale ad un 110 dopo l’esposizione della tesi di Laurea.
Mentre, per la lode, dovremmo attendere alcune piccole modifiche che solo chi vive una casa a 360° gradi può notare. Consigli che la struttura ha accolto di buon grado proprio per l’unico desiderio di essere non solo sempre all’altezza ma anche impeccabili.

Lo consiglio alle famiglie? Si.

Esattamente come lo consiglio a qualsiasi altra categoria di persone che hanno bisogno di una casa lontano da casa, di un weekend romantico per una piccola fuga d’amore o semplicemente per chi invece deve sostare a Torino anche per una sola notte.
Lo consiglio perché al Duparc Contemporary Suites si trova tutto ciò di cui si può avere bisogno e molto di più. Perché anche dopo aver visitato la struttura nel suo complesso e aver visto anche gli appartamenti in stile albergo, ogni stanza è dotata di tutte le comodità necessarie in base al soggiorno e agli ospiti.

Ho incontrato visitatori arrivati da ogni parte del mondo quando, luoghi come questo, sono spesso sconosciuti ai cittadini della medesima città nonostante la struttura sia presente da più di quarant’anni. Un luogo che potrebbero regalarsi o regalare ad amici e parenti lontani, usufruendo di un servizio unico.

Mi è stato chiesto da molte mamme come fosse stata la nostra esperienza presso il Duparc Contemporary Suites e sono abbastanza certa che questo articolo renda bene l’idea anche se, le cose da dire in positivo, sarebbero davvero molte di più.

#DuparcSuites #DuparcForFamily

Ci tengo a ringraziare di cuore sia lo staff che la direttrice del Duparc Contemporary Suites che ci hanno messo a disposizione un appartamento da sogno e che, con la loro costante presenza e professionalità, hanno saputo rendere e stanno tutt’ora rendendo il nostro soggiorno indimenticabile. 

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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11 comments

Francesca Moscarelli 23 Maggio 2017 - 22:01

Caspita!!! Questo si che m’interessa!! Non lo conoscevo!! Segno subito!!! GRAZIE!!!! <3

Reply
Giada Lopresti 6 Giugno 2017 - 1:38

Sono felice sia risultato interessante!

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Giorgia 24 Maggio 2017 - 15:14

Wow che suite fantastica!! Il letto King size è meraviglioso, anche noi ce l’abbiamo 😉

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Giada Lopresti 6 Giugno 2017 - 1:38

Davvero??? Sappi che ti invidio da morire :)))

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Ilaria 27 Maggio 2017 - 17:55

Stupendi post ❤❤❤

Reply
Giada Lopresti 6 Giugno 2017 - 1:35

Grazie Ilaria!

Reply
arianna mariani 28 Maggio 2017 - 18:18

Ma che appartamento favoloso!

Reply
Giada Lopresti 6 Giugno 2017 - 1:36

Anche favoloso non gli rende giustizia! Io ci ho lasciato il cuore 😉

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