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ABC della merenda

Questa casa non è un ristorante

by Giada Lopresti

Nell’ultimo periodo molte cose in casa nostra stanno diventato ingestibili.

Per quanti progressi vengano fatti dai miei due bimbi più grandi ci sono altrettanti regressi che danno l’impressione essere degli enormi salti indietro. Perché ogni tanto questo mio essere mamma mi fa osservare la salita più ripida di quanto invece non sia.

Riuscire a far mangiare i miei figli è diventata una guerra dal quale è quasi impossibile uscirne vincitrice.

“Non mi piace” “Non lo voglio” “Non ho fame”
Frasi ripetute fino all’esasperazione su proposte che fino al giorno prima era buone da leccarsi i baffi per poi essere denigrate all’improvviso confondendomi su cosa sia meglio proporre.

“Questo non è un ristorante”

No. Qui non siamo al ristorante eppure fosse soprattutto per il più grande, dovremmo cucinare sempre e solo sotto esplicite richieste.
Il piatto del giorno? Pasta con l’olio, pastina con il formaggino e quando gira bene pasta con il sugo di Hulk (pesto) oppure con il sugo di Superman (sugo rigorosamente classico).
Scelte che spesso portano a glissare sul secondo piatto con un abilità che solo i bambini riescono ad avere riuscendo a passare direttamente al dessert (generalmente uno yogurt) e all’immancabile frutta (almeno quella).

Per quanto infatti mi facciano esaurire sulla scelta delle portate non devo invece supplicarli sul consumare frutta varia, succhi di frutta, latte e biscotti di vario genere. Peccato solo che un bambino non possa certo vivere di sole queste cose ne tanto meno riuscire ad ottenere una dieta equilibrata senza assumere correttamente diversi alimenti.

Il fatto è anche che tutti questi problemi sul come e cosa mangiare nascono solo tra le quattro mura di casa.

All’asilo mio figlio spazzola tutto quello che gli si propone e entrambi, dai nonni, mangiano con gusto ogni cosa senza obiezioni. A casa invece no. Perché?
Ma fino a che ci si limitava ai soli pasti poteva anche essere accettabile. Avendo una corretta alimentazione all’asilo, il fatto che a casa mangino poco o mal volentieri, non mi rende apprensiva.

Forse solo un pó esasperata.

Ultimamente però, non solo nascono discussioni su cosa mangiare ma anche per quanto riguarda la merenda. Sia quella del pomeriggio che quella di metà mattina all’asilo.

Ogni mattina come facciamo da ormai due anni, nel preparare lo zainetto per l’asilo mettiamo al suo interno tutto il necessario: cambio, asciugamano, spazzolino, fazzoletti e merenda. Merenda che, anch’essa, varia di volta di volta in base ai gusti del momento.
Premesso che non ho il tempo (e delle volte nemmeno la voglia) di preparare merende fatte in case e ci siamo sempre arrangiati con brioches confezionate, cracker, succhi di frutta, biscotti, ecc…

Ma nell’ultimo periodo anche queste non vanno più bene.

Oggi si, domani no.
Pianti su pianti per cercare di fargli capire che non è possibile rimanere digiuni dalla colazione fino all’ora di pranzo. Discussioni sterili e inutili sul “non mi piace” e sul “non lo voglio” fino a che una pubblicità tempo fa non ci salvò la vita.

I miei figli sono dei grandissimi mangiatori di formaggio. Quando si tratta di latticini infatti non importa in quale forma gli vengano proposti. Mangiano tutti ad occhi chiusi.

È così che spesso riusciamo a convincerli nel mangiare al une pietanze. Chili di formaggio grattugiato sopra la pasta con la premessa che prima possano raccogliere le palline di formaggio all’interno del barattolo. Perché per loro grattugiato o a pezzi il parmigiano reggiano è una delle cose più buone mondo.

ABC della merenda snack

Ecco perché ho trovato il giusto compromesso sia a tavola che per la merenda.

Tempo fa durante la pubblicità degli snack mono porzione, il più grande dei miei bimbi mi chiedesse di comprargli il prodotto per mangiarlo a tavola e, quando lo cercai al supermercato, scoprì che in realtà ne esistevano due versioni: il sacchettino con cinque mono porzioni e la confezione della merenda che includeva un pezzo di formaggio, un succo di frutta e dei grissini.

Questa merenda è stata la nostra salvezza.

Da quando l’abbiamo provata non esistono più prodotti confezionati ricchi di zucchero ne a casa ne all’asilo. Con queste piccole confezioni infatti vivo nella tranquillità che la merenda dei bambini abbia tutto il necessario per un giusto apporto nutrizionale e loro sono contenti perché mangiano quello che preferiscono.

Non rinunciano al gusto e all’immancabile succo di frutta di cui solitamente facevamo scorta per mesi in bric da 200cl.

Non devo più preparare la schiscetta di nascosto ogni mattina facendo sì che la merenda addirittura sia mio figlio a prepararsela. Io devo solo aprire il frigorifero e al resto ci pensa lui.

La mettiamo nello zainetto alle otto e mezzo e nonostante sia un prodotto da banco frigo si conserva perfettamente per quattro ore senza bisogno di particolari contenitori.

Per quanto io non sia affatto propensa accedere ai capricci, soprattutto a quelli fatti sul cibo, devo ammettere che almeno per questa volta quelli dei miei figli sono stati utili nel riuscire a cambiare in meglio le loro abitudini.

Accontentati infatti non solo non avrei potuto fare scelta migliore per le loro merende, ma anche sotto il punto di vista economico è molto più conveniente un kit così completo in proporzione alla merendina singola.

E poi ogni tanto lo ammetto… qualche confezione di merenda me la mangio anche io!

ABC della merenda

#parmareggio


Buzzoole

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