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Benny l'aspiratore nasale con l'aspirapolvere anteprima

Pulire il nasino con l’aspirapolvere – Benny aspiratore nasale

by Giada Lopresti

Riuscire a pulire il nasino dei neonati è spesso un impresa biblica per un genitore. Pianti, disperazione, soluzioni diverse che vanificano gli sforzi di una mamma e di un papà che, puntualmente, si arrendono dopo vari ed estenuanti tentativi.
E io, come moltissimi altri che ci sono già passati o che ci stanno passando, lo so molto bene.

Con il primo dei miei tre figli ho dei ricordi molto vividi sulle decine di sforzi falliti. Pipette di fisiologica, aspiratori da bocca con ricambi usa e getta, fazzoletti imbevuti usati come pseudo cotton-fioc.
Nessuna soluzione sembrava essere quella giusta.

Lui piangeva come se lo stessero torturando con le peggiori punizioni.

Mi si stringeva il cuore vederlo piangere come un ossesso. Trattenere il respiro davanti a quelle che sembravano le più cattive torture e dove ogni volta sapevo che ero io a sbagliare.

Ho guardato decine di video su YouTube. Ho fatto centinaia di ricerche sull’argomento senza riuscire a trovare il metodo perfetto perché tutto sembrava funzionare all’esatto opposto. Non riuscivo a raggiungere l’obiettivo senza finire ogni volta in mezzo ad assordanti e disperati pianti inconsolabili che nemmeno le peggiori coliche riuscivano a provocare.
E mollai il colpo.

Il non essere in grado di dare sollievo al mio bambino mi ha portato con il tempo a pulirgli il naso solo in caso di effettiva necessità quando a causa di un raffreddore o un influenza lui non era in grado di respirare adeguatamente e quindi non riuscendo nemmeno a riposare o mangiare serenamente. Ed erano quelli i momenti che speravo passassero il più in fretta possibile.

Con il passare del tempo poi le cose non migliorarono affatto.

Più cresceva e più si ribellava a questo supplizio fino a che, “diventando grande”, non ha imparato a soffiarsi il naso da solo.

Con il piccolo BigV speravo che le cose potessero cambiare ma forse nel mio metodo sempre impacciato e spesso anche insicuro, si celava l’errore da non commettere e così, fino a che non trovai una soluzione più adatta, anche con lui ogni lavaggio diventava una guerra vera e propria dove io mi trasformavo nel carnefice e lui nella vittima.
Quella cattiva infatti era sempre la mamma perché il papà di pulizia del naso non ne voleva davvero sapere.

Ho passato più della metà dei miei anni da mamma nel far soffrire i miei figli per fare un gesto che dovrebbe essere non solo un aiuto ma anche un abitudine quotidiana. E così in attesa del terzo bimbo decisi che avrei trovato quella che per entrambi sarebbe stata l’organizzazione perfetta.

Ho guardato più video sulla pulizia del nasino nell’ultimo anno che in tutta la mia vita e unendo i vari passaggi di uno e dell’altro sono riuscita a trovare il mio metodo per imparare a fare dei lavaggi nasali senza far si che muco e soluzione fisiologica fossero un incubo per il mio bambino.

Ho iniziato con la pulizia del naso e i lavaggi nasali fin dal rientro dall’ospedale. Tutti i giorni, una volta al giorno.

Ed è sempre andata alla grande.
Di giorno in giorno si abituava ad un gesto che diventava per lui ogni attimo più familiare e io sapevo di fare per lui, un atto che lo avrebbe aiutato a mantenere il nasino pulito anche da future infezioni.

Semplici lavaggi con le pipette di fisiologica. Una pipetta da 2ml (consigliata per i bambini appena nati fino ad almeno l’anno di età), aspiratore nasale (a bocca o elettrico) e un telo di mussola da fasciatura per tenere ferme braccia e mani.
Ho imparato nel giro di un paio di minuti a pulire il naso del mio bambino senza lacrime. Un traguardo che aspettavo da quasi quattro anni.

Trovato il metodo e gli aiutanti giusti mi ero davvero convinta di essere finalmente riuscita a superare un mio handicap. Questo fino al primo raffreddore.
Perché da quel momento le cose hanno iniziato notevolmente a cambiare.

Quando i bambini sono raffreddati infatti (soprattutto se il muco è molto denso e verde), spesso il solo lavaggio nasale non è sufficiente e per aiutare il bambino ad espellere tutto il catarro in eccesso e si è costretti ad aiutarsi obbligatoriamente con degli aspiratori. Questo gesto però non elimina nell’immediato tutto il muco e dovendo mantenere attivo l’aspiratore per anche 10/15 secondi per ogni narice, farlo per 6/7 volte al giorno per un intera settimana e più potrebbe diventare (e diventa) snervante.

Mio figlio ha infatti collaborato la prima settimana. E forse anche la seconda.
Ma dalla terza ha iniziato ad essere il supplizio di sempre.

L’obiettivo era riuscire ad aspirare tutto il muco nel più breve tempo possibile senza impedirgli di respirare liberamente per diversi (e spesso troppo lunghi) secondi.

E un giorno per caso mi hanno presentato Benny. Un aspiratore nasale che si usa con l’aspirapolvere.

Non nego di essere rimasta molto perplessa dal finale della frase “che si usa con l’aspirapolvere” però incuriosita ho deciso che provarlo non mi sarebbe costato nulla se non, al massimo, uno stratosferico vai a quel paese da parte di mio figlio.
Ed è stato proprio questo dubbio lo sprono a volerlo testare prima su me stessa e, solo successivamente, sul piccolo Enea.

Provandolo ho scoperto in un solo secondo che non solo funziona benissimo, ma è anche più rapido e meno invasivo di tantissimi concorrenti a bocca o elettrici in commercio.

In questo periodo dove il catarro non da tregua al suo sonno e alle sue poppate, si sta rivelando un grandissimo aiuto del nostro (ma soprattutto del suo) quotidiano e finalmente anche la ribellione a questo trattamento “obbligatorio” si è decisamente attenuata.
Benny è semplicissimo da usare e oltre che essere a prova di bambino e neonato è compatibile con tutti gli aspirapolvere in commercio grazie al suo adattatore universale e al modello con l’adattatore per l’aspirapolvere Folletto.

Per noi grazie a questo nuovo metodo di pulizia si è aperto un nuovo mondo con meno pianti e più sopportazione e pazienza, dove nonostante lo scetticismo iniziale, in casa abbiamo iniziato ad utilizzarlo tutti. Mamma e papà compresi.
È sicuro, igienico, economico, delicato e veloce e se si è ancora dubbiosi in merito, sono sicura che mi crederete dopo aver visto il mio video proprio qui sotto.

*Guarda anche il mio video qui sotto!*

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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1 comment

Chiara 16 Febbraio 2017 - 1:21

Ne ho uno uguale, consigliatomi dalla pediatra, ma non sono mai neanche riuscita ad avvicinarlo al naso di mia figlia Comincia ad urlare solo a vederlo!!! Io continuo a fare la cattiva con i lavaggi è da quando ha un anno e mezzo ho aumentato la quantità di fisiologica che uso per ogni narice, migliorando di molto i risultati. Rimane una tortura, ma almeno molto efficace. Anche io alla avevo abituata ai lavaggi quotidiani fin da subito ma, come dici tu, al primo raffreddore è cambiata la solfa, e crescendo è andata sempre peggio!!! Non vedo l’ora che impari a soffiarsi il naso

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