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Anteprima Ognuno nel suo letto

Ognuno nel suo letto

by Giada Lopresti

“Ognuno nel suo letto”

Quante volte negli ultimi tre anni e mezzo ho sognato di vedere realizzata questa frase. Frase pronunciata quasi sempre invano almeno per metà visto che addormentarsi in un letto non significava per forza risvegliarsi nello stesso.
In poco più di 36 mesi gli scambi e i viaggi notturni si sono contati a centinaia: la mamma nel lettino e il figlio nel lettone, la mamma nel divano e il figlio nella culla, la mamma che non dorme e il figlio che si sveglia parecchie ore dopo l’alba… Scene trite e ritrite nel tempo che mi hanno fatto apprezzare qualsiasi tipo di materasso, letto, cuscino e posizione orizzontale in genere  purché fosse utile nel tenere gli occhi chiusi anche solo (e sempre) per poche pochissime ore.

Si sono studiate tecniche diverse, scuse abili, situazioni di ogni genere di immaginazione eppure, nonostante l’inizio sembrava convincente in modo quasi teatrale, magicamente nella notte seguente comparivano due piedi in più sotto le coperte. L’obiettivo non è mai stato cercare di dormire tutta la notte (situazione pressoché sconosciuta a casa nostra) ma quanto meno provare ad iniziare la fase del primo sonno in maniera comoda senza piccole mani che ti toccano e piedini impazziti che ti mollano un calcio di tanto in tanto (per non dire spesso). Macché… Il primo anno con AggiugaV fu quasi sostenibile a fasi alterne. Con l’arrivo di BigV poi le cose sono notevolmente peggiorate: io ero quella nel mezzo tra uno che ciucciava ad oltranza e l’altro che nonostante si addormentasse nel suo letto dopo una sola ora sgattaiolava nel lettone di mamma e papà senza indugio. E le cose con il tempo non sono affatto migliorate.

Siamo passati da un letto matrimoniale, ad una piazza a tre posti per finire ad una a quattro. BigV apprezzava la sua splendida culla sempre più volentieri solo di giorno e AcciugaC si svegliava con sempre più vicinanza alla messa a letto per intrufolarsi nel lettone nella quale lo spazio era ormai limitatissimo.

Loro crescendo hanno iniziato ad occupare di notte in notte centimetri importanti fino a graziare me e mio marito in posizioni che nemmeno il kamasutra può capire. Questo con i mesi ha portato allo sfratto definitivo degli adulti nell’alternanza tra divano e piedi del letto perché, dopo i figli, anche il marito ha iniziato ad inventarsi spazi aggiuntivi limitando quasi all’impossibile il mio spazio vitale per il sonno.

Stremata dalla situazione nella quale necessitava fortemente un risveglio senza mal di schiena o peggio, e approfittando del fatto che AggiugaC stesse “diventando grande”, ho deciso di proporre un equa tregua al sonno di quasi tutti. Approfittando della psicologia inprovvisata da mamma e marciando fortemente sul discorso “sei grande e da fratello maggiore devi far vedere a Vincy che sei bravissimo” non so nemmeno io come, decisi di proporgli di dormire nel letto singolo della sua cameretta.

L’idea lo entusiasmava ma forse un letto così grande (osservandolo con gli occhi di un bambino) dove doveva stare tutto da solo, un pó lo spaventava. Quale poteva essere quindi lo sprono giusto? Utilizzare i punti di forza delle sue passioni per incentivarlo a provare.

L’ispirazione mi è venuta quando mi ricordai di aver acquistato la trapunta singola di un supereroe (il suo preferito tra l’altro) e decisi di sfruttare questo amato personaggio per spronarlo ad utilizzare quello che per i prossimi anni sarà il suo letto e questa idea mi è sembrata geniale.

Cpriletto trapunta Masha e Orso gabel

I primi giorni furono di assestamento: un pó collaborava, un pó non ne voleva sapere, un pó ho dovuto inventare degli intrattenimenti alternativi che gli permettessero di sperimentare l’esperienza in modo non traumatico per lui.
Con il passare del tempo però, avendo sempre a che fare con un bambino in fase di spannolinamento, mi sono accorta che non potevamo organizzarci con un solo pezzo per, perché probabilmente presto o tardi avremmo avuto l’urgenza di un cambio trapunta fuori programma e noi saremmo stati impreparati a quell’evento.

Ho girato per negozi, ho navigato online per ore per cercare qualcosa che (visto i prezzi di questo tipo di articolo) potesse sostituire quella che ormai era la sua trapunta preferita ma tutto si era rivelato inutile. Dovevamo cambiare soggetto scegliendone uno adatto e che potesse far colpo in egual modo sul figlio maggiore. E fu così che mi venne un lampo di genio: Masha e Orso! Era il periodo nel quale non solo la televisione era sommersa di questi cartoni, ma ovunque ti giravi si vedevano pupazzi, giocattoli e accessori di ogni tipo, colore e dimensione.
Quanto poteva essere difficile trovare un set che si adattasse alla cameretta e alle nostre necessità?! Un solo sito, un solo sguardo e bingo! Grazie al web ho risolto il problema.

Sono andata sul sito di Gabel e non ho fatto nient’altro che far scegliere a mio figlio la sua fantasia preferita tra quelle disponibili (e tra quelle che avevo precedentemente selezionato io) e il problema si è risolto nel giro di qualche giorno: giusto il tempo che arrivasse il tutto.

Set lenzuola Masha e Orso Gabel

Lenzuola nuove con copriletto trapuntato tutte per lui per la quale tra l’atro stravede. Le notti sono così continuate come dovevano esattamente come procedevano già con il set precedente felice di aver fatto contento mio figlio e di aver comunque raggiunto lo scopo per la quale erano stati scelti quei prodotti. E con la scusa che Masha e Orso è un cartone amato dai bambini di tutte le età (anche di quelli over 30) abbiamo scoperto con il passare dei giorni anche il piccolo BigV è un amante di questo set di lenzuola.

Ogni volta che vede il cuscino con Masha e la marmellata gli occhi gli brillano
(anche se ancora sto cercando di capire se la sua reazione è dovuta a Masha o più alla marmellata). Si sdraia volentieri anche lui nel letto di suo fratello anche solo per fare colazione insieme o per giocare con i disegni  delle immagini stampate soprattutto contando il fatto che con il suo lettino, al contrario, ha un rapporto parecchio conflittuale.

Siamo passati quindi da un letto a quattro piazze al sistemare almeno il maggiore al suo posto, studiando ancora qualche soluzione per risolvere il problema con il più piccolo che ormai si è letteralmente impossessato del mio lato del lettone.

Solo una cosa è sicura dopo quest’avventura: se solo avessi la certezza che anche con BigV Masha e Orso funzionasse gli acquisterei un set di lenzuola per ogni giorno della settimana ma non ha ancora una passione così forte per qualcosa al di fuori della musica, da permettergli di “svendersi” in un equo baratto. Ma la soluzione la troverò… È in assoluto uno dei buoni propositi di quest’anno anche perché, come ho detto all’inizio, ad ognuno il suo letto.
E anche se fosse la sfida più grande del 2016, la vincerò!

Dettagli copriletto Masha e Orso Gabel

Copriletto e set lenzuola Masha e Orso Gabel

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4 comments

Silvia Fanio 25 Febbraio 2016 - 21:34

Se con Polpetta il passaggio nel suo letto è stato una passeggiata, Pulcino è accozzato a me…
Riesco a metterlo una paio di ore a notte nel suo letto, cosa che rende felice sia me che la mia schiena, ed è già una conquista, ora che ha otto mesi.
Prima o poi andrà anche lui nel suo lettino.
Nessuno dorme nel letto con la mamma a 18 anni, no?

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Giada Lopresti 3 Marzo 2016 - 0:32

Oddio se partiamo dal fatto che a 18 anni nessuno dorme con la mamma e a me ne mancano ancora almeno 15 voglio morire!! No dai a parte gli scherzi… prima dell’arrivo del prossimo dovrò iniziare a fare un super lavoro di convincimento con Vincy altrimenti il coosleeping oltre che diventare moto scomodo sarà davvero pericoloso anche per la pulce che dovrà mangiare!
In bocca al lupo ad entrambe!! Un abbraccio :***

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Gridiamo al miracolo: basta notti in bianco | MammaCheVita 10 Marzo 2016 - 19:37

[…] confrontati nell’ultimo periodo su come poter risolvere “il nostro problema” di letto a quattro piazze. Dormire tutti insieme nel lettone è sicuramente un piacere per i figli ma per noi genitori, tra […]

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Chicco Next2Me e il co-sleeping sicuro con la mamma | MammaCheVita 23 Febbraio 2017 - 15:03

[…] Un breve brevissimo periodo. […]

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