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L’emozione del primo anno

by Giada Lopresti

Mancano meno di due settimane all’inizio della scuola e, ne sono quasi certa, quel primo giorno sarà una grande emozione per tutti.
Sarà un’emozione per la miriade di cambiamenti che tutti noi, in questi ultimi giorni stiamo affrontando.
Sarà un’emozione perché per tutti sarà una prima volta, ognuno a modo suo.
Sarà un’emozione perché, soprattutto per il più grande, il passo verso la prima elementare è uno di quei giorni che in qualche modo ti cambiano la vita.

Inizia quell’anno che per certi versi cambia la prospettiva di tutto e dove, a volte, l’entusiasmo dell’inizio viene frenato a fasi alterne dagli impegni scolastici che non diventano più una scelta ma un obbligo.
Un anno che rispecchia anche una nuova vita per chi, come gli altri due piccoli membri della famiglia, deve affrontare qualcosa di già provato ma allo stesso tempo decisamente diverso.

Un grande cambiamento dettato dall’arrivo in una nuova città che richiede impegno, da parte di tutti noi, nel ricreare una nuova vita in mezzo a tante nuove persone da conoscere e da scoprire. Le stesse che potranno aiutarci a far si che tutto possa essere più bello.

Del mio primo giorno di scuola non ho molti ricordi.

Rispolvero ciò che credo di ricordare dalle foto conservate negli anni, quelle che ancora si scattavano in analogico con il rullino nero e che finivano di essere scattate una volta terminato lo stesso.
Quelle immagini che non sapevi come sarebbero potute essere se non dopo aver atteso qualche giorno per far si che il fotografo le trasformasse in luminosi pezzi di carta ricchi di momenti da ricordare. E di quei ricordi, io ho solo in mente una coda con delle buffe ciocche di capelli che mi sparavano in fuori all’altezza delle tempie (e dopo trent’anni è ancora così) e un grembiule bianco.

Ricordo scatole piene di matite e pennarelli di qualsiasi tinta e sfumatura perché fin d bambina ho sempre amato disegnare e amavo farlo ogni qual volta mi era possibile. E ricordo che ognuna di quelle matite, esattamente come tutto il resto del materiale scolastico e di riserva, era stato pazientemente etichettato dalla mia mamma.
Esattamente come qualsiasi altra cosa si portasse all’asilo prima e a scuola poi.

Ai tempi infatti, almeno per quanto ne so, non esistevano servizi efficienti e veloci per poter stampare le varie etichette da attaccare un po’ ovunque e, poco prima dell’inizio della scuola, insieme a mia madre, andavamo in cartoleria ad acquistare interi pacchetti di etichette adesive da dover scrivere totalmente a mano.
Ad oggi, ripensandoci, immagino che mia madre con il tempo si sia persino nauseata di leggere e soprattutto di dover scrivere il mio nome una lettera alla volta, pezzetto di carta dopo pezzetto di carta.

Tra i ricordi della mia infanzia, molte di quelle matite esistono ancora.

Moltissimi pastelli portano, dalla parte opposta della punta, un’etichetta consumata e sporcata dal tempo, con scritto a penna “Lopresti Giada” dalla meravigliosa grafia della mia mamma.
Molte di quelle sono addirittura segnate da un calco dentale inconfondibile: il mio. Essendo pura carta e avendo il vizio di mordicchiare tutte le parti finali di ciò che utilizzavo per scrivere, mangiucchiavo ad una ad una ogni etichetta bianca. Ricordandomi ancora oggi quel sapore di carta e colla come se non fossero passati tanti anni.

Oggi è tutto più semplice e soprattutto decisamente più pratico.

L’ho capito quando tre anni fa, per la prima volta, ho scoperto il mondo delle etichette adesive per l’asilo.
Decidi il colore, la fantasia, il disegno, inserisci i dati e voilà: senza nessuno sforzo e pigiando solo qualche tasto sulla tastiera e confermando con quello destro del mouse, c’è chi le stampa per te in pacchetti da decine e decine di adesivi che vanno solo poi posizionati sul prodotto finale.

Se quindi un tempo si passavano intere ore per sistemare tutto il materiale scolastico adesso basta solo qualche minuto, considerando anche il divertimento nel doverle attaccare su qualsiasi cosa magari in compagnia dei tuoi bambini.

E se negli anni passati preparavo solo quelle per Cesare e Vincy, quest’anno mi sono potuta sbizzarrire nello scegliere anche quelle di Enea sul sito di My Nametags, nella speranza di poter preparare anche per lui un corredino ad hoc per l’asilo nido da cui attendiamo ancora fiduciosi una telefonata.
Soprattutto senza mai dimenticare le etichette pensate per ricordare o far conoscere determinate allergie a chi ti sta intorno, onde evitare inconvenienti spiacevoli.

Etichette che abbiamo anche utilizzato per un’intera estate.

Considerando infatti che i miei figli sono sempre andati al mare insieme a nonni e zii e che in questi mesi hanno sparso proprietà come giocattoli, vestiti, costumi e asciugamani un po’ ovunque tra spiaggia e abitazioni varie, era impensabile non valutare, come anche negli anni passati, anche questa opzione.

Esattamente come le scorse estati ognuno di loro aveva uno zainetto identico o quasi all’altro fratello.
Esattamente come negli anni passati si sono vestiti quasi sempre con le stesse fantasie e gli stessi disegni dove, anche cambiando le tagli dell’abbigliamento, è sempre facile confondersi tra una maglietta e l’altra.
Lo dico con certezza perché anche il marito, delle volte, confonde ancora alcuni vestiti.

Mi sono ritrovata persino ad etichettare giocattoli a casa per evitare inutili litigi ritrovando nelle etichette adesive non solo un modo per riorganizzare, ma anche per evitare inutili discussioni nonostante in casa nostra (e fuori) viga la legge “nulla è mio o tuo, tutto è di tutti”.
Ma avere un nome di riferimento su qualcosa delle volte evita davvero futili incomprensioni o discussioni.

Abbiamo ancora moltissime cose a cui pensare e soprattutto da etichettare.

Nei giorni a venire però, nonostante i numerosi impegni da incastrare nel poco tempo a disposizione, l’unica cosa che vorrei fare è godermi questo nuovo inizio in compagnia dei miei figli.
Con tutto quel mix di emozioni che ti coinvolge dall’inizio alla fine. Quell’emozione unica nel vederli pronti il primo giorno di scuola pieni di entusiasmo che speriamo non si plachi dopo qualche giorno esattamente come è stato per gli anni passati.

Loro non vedono l’ora di iniziare tanto quanto io non vedo l’ora di guardarli crescere ancora una volta verso questo mondo che dovranno conquistarsi diventando grandi.
E il migliore augurio che posso fare ad ognuno di noi, è che anche questo nuovo inizio, che per i miei bambini sarà sicuramente il più importante, possa portare solo cose belle da poter un giorno ricordare con più chiarezza di come io oggi ricordo le mie.

<Post in collaborazione con My Nametags>

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