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Tutto fuori casa. Dalla pappa alla merenda

by Giada Lopresti

Se una volta temevo lo svezzamento fuori casa, da dopo la nascita del piccolo Enea mi sento pronta ad assentarmi dalle nostre quattro mura preferite senza nessuna preoccupazione per un mese consecutivo.

Il mio bisogno di dovermi spostare di frequente viaggiando da una parte all’altra dell’Italia per lavoro o per svago, mi ha permesso di sbloccare quel limite che fin dal primo figlio mi ero imposta: il non sapersi organizzare al di fuori dalla routine e dalle comodità di casa nostra.

L’inizio è stato facile.

Viaggiare con un neonato (soprattutto se allattato al seno come il mio) permette una gestione completamente autonoma delle giornate del piccolo.
Allattamento a richiesta: pappa sempre pronta, alla temperatura giusta e con la scusa di poterlo tenere attaccato al seno,  la possibilità di vivere anche qualche coccola in più che è sempre gradita da entrambi.

Nonostante fossimo spesso in giro fin da primo mese di vita, quello che mio figlio aveva ben compreso era che il suo compito doveva prevedere per lo più due vitali ed inevitabili funzioni: mangiare e dormire. Ed entrambe gli venivano pressoché alla grande.

Crescendo poi sono cambiate le sue esigenze che, grazie anche al suo essere sempre molto reattivo alle proposte, di volta in volta si è coordinato alla perfezione alle mie necessità potendo imparare insieme quanto poteva essere fondamentalmente semplice poter fare tutto anche fuori casa.

Dopo aver consumato le pappe nel termos preparate al mattino presto e ancora calde al momento del pranzo, siamo passati all’imparare a gestire anche la cena fuori casa con il medesimo procedimento e, con il continuo trascorrere dei mesi, anche la merenda è diventata parte integrante del nostro quotidiano.

Continuo ad allattare certo. È un momento che amo e che soddisfa entrambi in attimi che diventano anche di gioco oltre che di estrema dolcezza e intimità, ma nonostante questo ho deciso di seguire la sua curiosità verso il cibo nel voler scoprire un mondo di sapori che in questo periodo lo ammalia con deciso interesse.

Abbiamo infatti iniziato a condividere con lui i momenti dei pasti.

Gli piace osservare, toccare e curiosare ciò che sia noi che i suoi fratelli, mangiamo con tanto piacere.
Ha iniziato a scoprire la frutta in tutta la sua dolcezza con piccoli morsi che lo aiutano nell’iniziare ad imitare i corretti movimenti della masticazione.
Scopre curioso ciò che abbiamo a tavola e sbircia  spesso nella mia borsa dimenticata sul pavimento, alla ricerca di qualcosa di buono anche per lui perché, adesso, sa che quando siamo fuori casa la mamma non pensa più solo ai fratelli maggiori.

Diventando ogni giorno più grande, ho infatti imparato ad essere preparata ad ogni evenienza per tutti e tre. Alimentazione compresa.

Avendo anche da poco iniziato l’approccio con i biscotti adatti ai bimbi della sua età, nelle nostre uscite e nella mia borsa non mancano mai almeno tre cose: la sua borraccia, una porzione di biscotti e una merenda da gustare a qualsiasi ora.
A qualsiasi ora soprattutto perché il fatto che sia una merenda non significa che non possa essere data dopo un pasto invece che come spuntino veloce. Esattamente come a noi delle volte capita di consumarla al posto dell’omogenizzato di frutta magari involontariamente dimenticato a casa.

Anche per Enea, proprio come con Cesare prima e con Vincy poi, ho imparato a selezionare i prodotti da usare in questa fase di scoperta. Prodotti rigorosamente biologici e di brand che già in passato mi avevano dato certezza e sicurezza.

E Humana è sicuramente uno di questi brand.

Non dimenticherò mai quando ho iniziato la fase di svezzamento con il mio primogenito.

Fin da subito, con il cambiamento di consistenze e di alimentazione, iniziò a soffrire di stipsi e casualmente riuscii ad aiutarlo grazie alla crema al grano saraceno di Humana. Lo ricordo come se fosse ieri esattamente come da allora fu per me l’inizio di una scoperta continua di prodotti mai più abbandonati.
É così che con il passare degli anni non mi sono fossilizzata solo su prodotti abituali, ma ho seguito la crescita e lo sviluppo dell’azienda e dei suoi prodotti proprio per poter continuare ad aiutare sia me stessa che i miei bimbi, nel trovare sempre il prodotto più adatto a loro sia in termini di esigenze che di gusto.

Ecco perché dalle semplici ma sempre molto apprezzate merende al latte, abbiamo scoperto con entusiasmo (soprattutto da parte dei bambini) le nuove Milkymerenda di Humana.
Merende adatte dai sei o dai dieci mesi da consumare come spezza fame o come finale di un pasto.

Non ho obbligato i miei bambini a consumarle. Ma come ho sempre fatto,  gliele ho semplicemente proposte con il conseguente risultato del doverne fare scorta per mesi.

Tutti e tre infatti sono incredibilmente golosi di frutta e, i due bimbi più grandi, anche dei gran bevitori di latte. Come non poteva non piacergli un prodotto che contiene entrambi gli ingredienti?
Soprattutto i fratelloni infatti, grandissimi consumatori di banane, hanno persino litigato per l’ultima confezione di Milkymerenda al gusto banana lasciando tutte le versioni frutta mista al piccolo gattonatore.

Proprio per lui l’approccio è stato diverso.

La sua prima merenda a base di latte e la sua espressione nel provarla. Un misto di incertezza e curiosità che inizialmente non riuscivo ad interpretare.
Questione di pochi attimi fino a quando ,dopo un meraviglioso sorriso, non ha ripreso a spalancare da bocca desideroso di un altro assaggio.

Per noi che amiamo stare in giro senza vincoli per i pasti è stata una salvezza anche per potermi organizzare con il pranzo o la merenda in spiaggia. Soprattutto perché Milkymerenda non necessita di essere conservato in frigorifero e si può consumare sia direttamente dal suo beccuccio che dosando gli assaggi con un cucchino.
Fuori casa prediligo la prima opzione.

Inutile dire che è stata l’ennesima piacevole scoperta da quel primo acquisto di ormai quattro anni fa.
Acquisti e tentativi che non Humana non sono mai falliti.
Mi ha accompagnato nelle prime pappe, nello svezzamento e nella merenda senza mai deludere le mie aspettative e soprattutto, ciò che più conta, senza mai deludere i miei bambini.

Bimbi che apprezzano i momenti del pranzo e della cena sempre con gusto e che, con una piacevole e cremosa merenda, riescono ad essere molto più simili di quello che, per questione di età, delle volte non riescono ad ottenere da altri momenti trascorsi insieme.

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